Dalla matrice extracellulare alla postura. Il sistema connettivo è il nostro vero Deus ex machina?

A cura del Dott. Giovanni Chetta

Indice generale

Premessa
Matrice Extra-cellulare (MEC)
Introduzione

Proteine strutturali
Proteine specializzate
Glucosaminoglicani (GAGs) e proteoglicani (PGs)
Il network extracellulare
Rimodellamento della MEC
MEC e patologie

Tessuto connettivo

Introduzione
Fascia connettivale
Meccanocettori fasciali
Miofibroblasti
Biomeccanica della fascia profonda
Viscoelasticità della fascia

Postura e tensegrità

Equilibrio dinamico
Funzione e struttura
Tensegrità
Elogio all'elica
Il motore del moto specifico dell'uomo
Statica?
Vita "artificiale"
Appoggio podalico
Occlusione e apparato stomatognatico

Rieducazione alla salute
Conclusioni
Casi clinici

Caso clinico: Emicrania
Caso clinico: Pubalgia
Caso clinico: Scoliosi
Caso clinico: Lombalgia
Caso clinico: Lombo-sciatalgia

Bibliografia

Premessa

Questo lavoro rappresenta il naturale ampliamento e approfondimento delle precedenti pubblicazioni, in particolare, "Postura e benessere" (2007) ed "Il sistema connettivo" (2007). Come per gli altri, esso nasce dalla quotidiana pratica clinica e dall'indispensabile confronto teorico-esperienziale con altri specialisti, fra i quali mi è doveroso citare: Francesco Giovanni Albergati (angiologo), Melchiorre Crescente (odontoiatra), Alfonso Manzotti (ortopedico), Serge Gracovetsky (bio-ingegnere) e Carlo Braida (fisico). A quest'ultimo, che proprio in questi giorni di due anni or sono mi fu da primario stimolo ad intraprendere tale "impresa", che purtroppo non potrà vedere compiuta se non da un'auspicabile dimensione parallela, dedico di cuore tutto ciò.

 



Matrice Extra-cellulare (MEC)

MEC posturaIntroduzione

Una descrizione, seppur di quel poco che a oggi conosciamo, della MEC (Matrice extracellulare) risulta indispensabile per meglio comprendere l'importanza della postura nella salute.
Ogni cellula, infatti, come ogni organismo vivente pluricellulare, necessita di "sentire" e interagire col proprio ambiente per poter esplicare le funzioni vitali e sopravvivere. In un organismo pluricellulare le cellule devono coordinare i diversi comportamenti come in una comunità di esseri umani. Negli organismi pluricellulari, infatti, le cellule adoperano centinaia di molecole extracellulari (proteine, peptidiamminoacidi, nucleotidi, steroidi, derivati dagli acidi grassi, gas in soluzione ecc.) per inviarsi continuamente messaggi, sia ravvicinati che a distanza. In ogni organismo pluricellulare ogni cellula si trova così esposta a centinaia di diverse molecole-segnale presenti al suo interno e al suo esterno, legate alla sua superficie e libere o legate nella MEC. Le cellule entrano in contatto col complicatissimo ambiente esterno attraverso la loro superficie, la membrana plasmatica, tramite numerose aree specializzate (da poche decine a oltre 100.000 per ogni cellula). Gli svariati recettori di membrana sono sensibili a molti segnali provenienti sia dall'interno che dalla MEC e sono soggetti a profonde variazioni durante tutto l'arco della vita cellulare.
I recettori di superficie sono in grado di riconoscere e legare una molecola segnale (es. ormone peptidico, neurotrasmettitore), innescando così specifiche reazioni all'interno della cellula (es. secrezione, divisione cellulare, reazioni immunitarie). Il segnale proveniente da un recettore di superficie si trasmette all'interno della cellula attraverso una serie di componenti intracellulari capaci di produrre effetti a "cascata controllata", che variano in base alla specializzazione cellulare. In questo modo, cellule differenti possono rispondere con modalità e tempi diversi al medesimo segnale (ad es. l'esposizione all'acetilcolina della cellula miocardia ne dirada le sue contrazioni, mentre nella ghiandola parotide stimola la secrezione dei componenti della saliva) - Gennis, 1989.
La cellula, pertanto, continuamente combina, coordina, controlla, attiva e cessa numerose e differenti informazioni provenienti dal suo interno e dalla membrana extracellulare, processandole nel modo e momento giusto per attivare la specifica reazione (vivere, morire, dividersi, muoversi, modificarsi, secernere qualcosa nella MEC o immagazzinarlo al suo interno ecc.). Le risposte che comportano un cambiamento genico possono richiedere parecchi minuti o ore (i geni devono essere trascritti e poi l'RNA messaggero deve essere tradotto in proteina), quando invece la cellula deve rispondere in pochi minuti o secondi utilizza sistemi di attivazione enzimatica diretta.

 

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