Il potere della visualizzazione, stress e condizionamenti neuroassociativi

A cura del Dott. Giovanni Chetta

 

Il potere della visualizzazione

 

Gli studi dello psichiatra americano dr. Milton H. Erickson hanno evidenziato che il cervello non distingue tra realtà e un'ottima visualizzazione. Le immagini mentali rispondono alle stesse leggi e processi delle percezioni reali. In effetti il cervello funziona in larga misura per immagini (la modalità linguistica è poco rilevante rispetto a quella immaginativa) ed è tramite questo principale meccanismo che si manifestano gli effetti psicosomatici dimostrati dalla psiconeuro-endocrino-immunologia (descritta in seguito). Vari studi hanno dimostrato la possibilità di influenzare diversi parametri fisiologici tramite visualizzazioni guidate: battito cardiaco, pressione sanguinea, attività elettromiografica, percezione del dolore, processi di guarigione e riabilitazione ecc.

Effetti del rilassamento immaginativo sono: aumento dell'ampiezza e regolarità delle onde alfa, diminuzione del consumo di ossigeno e della frequenza cardiaca e respiratoria, regolazione della produzione dell'ormone cortisolo, aumento notturno della produzione dell'ormone melatonina (con conseguente miglioramento della qualità del sonno e della sincronizzazione dei ritmi biologici).
Ulteriori ricerche sulla corteccia motoria hanno dimostrato che essa è organizzata non tanto in base alle aree topografiche corporee, quanto piuttosto relativamente a specifici movimenti corporei complessi indirizzati nello spazio verso un obiettivo definito (Graziano et al, 2002). Da ciò consegue che un movimento eseguito immaginando (visualizzando), ad es., di afferrare, respingere o disegnare un oggetto coinvolge il sistema nervoso molto più dello stesso gesto eseguito solo meccanicamente, stimolando e sviluppando in tal modo la propriocezione di quella specifica articolazione o area corporea (Reed, 1996).
Conservare e sviluppare la capacità di visualizzazione è quindi di importanza fondamentale per l'uomo.

 

Stress e condizionamenti neuroassociativi

 

Va sottolineato che uno stesso stimolo è in grado di produrre sia uno stress più o meno positivo che uno stress più o meno negativo, in base alla nostra interpretazione, consapevole e inconsapevole, di esso; e ciò dipende dalle nostre esperienze, pregiudizi, convinzioni ecc.. Inoltre, è proprio l'aspetto emozionale il principale fattore nel determinare i processi fisiologici e biochimici della reazione di stress.
Con neuroassociazione o condizionamento neuroassociativo o imprinting psicobiologico si intende lo stato d'animo associato ad un determinato stimolo. La risposta a tale stimolo è un determinato comportamento condizionato, associato a cambiamenti fisiologici dell'organismo, in base alle caratteristiche (tipo, intensità) del condizionamento stesso. Basti aggiungere, per ribadire l'importanza dei condizionamenti neuroassociativi, che, come afferma M.S. Gazzaniga, direttore del “Program in Cognitive Neuroscience” presso il Dormouth College, “il 98% di quello che fa il cervello è al di fuori del dominio della coscienza”.

 

Input ambientali → Ricezione (visiva, auditiva, olfattiva, cinestesica)  → Modulazione tramite esperienze, convinzioni, generalizzazioni, neuroassociazioni ecc. Rappresentazione interna → Reazione fisiologica → Stato d'animo → Comportamento

 

Da questi studi sono nate tutte le terapie e tecniche basate sui condizionamenti neuroassociativi (cognitivo-comportamentale, Ipnosi moderna, terapia strategica, PNL ecc.) che mirano ad un ampliamento dei limiti della realtà creati da ognuno di noi e a una gestione volontaria delle neuroassociazioni.
Così, ad esempio, allenando il soggetto a portarsi a bassi ritmi cerebrali durante la seduta di trattamento, si creerà un condizionamento neuroassociativo con la posizione distesa ovvero quella assunta sul lettino da massaggio, che porterà a un miglioramento del sonno, con tutti i benefici che ne conseguono. Non solo, se durante la sessione utilizziamo una musica gradita, sempre la stessa, anche qui determineremo, col passare delle sedute, un positivo condizionamento che la persona potrà sfruttare a suo piacimento a casa: gli basterà ascoltare la stessa musica. Lo stesso si può ottenere utilizzando il profumo ovvero l'essenza presente nell'olio da massaggio. La persona, ad esempio, potrà sentire la stessa essenza, quindi le sensazioni ad essa associate, aggiungendola nel suo bagnoschiuma o semplicemente nebulizzandola nell'ambiente (le vie respiratorie consentono un effetto diretto sull'ipotalamo rappresentando così una via privilegiata, quindi particolarmente efficace di neuroassociazione).


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