Seduta di Massaggio & Bodywork TIB (MATIB)

A cura del Dott. Giovanni Chetta

 

Le mani, i piedi e il viso, le regioni corporee più rappresentate nella corteccia cerebrale, quindi dotate di maggiore densità di fibre sensitive, normalmente non interessate o poco considerate dal massaggio classico, assumono qui un ruolo fondamentale. Dei piedi abbiamo già parlato e il massaggio della mano è di primaria importanza per far produrre, velocemente e in quantità, endorfine nell'organismo del soggetto (pensiamo all'effetto tranquillizzante/rassicurante del gesto di prendere la mano di qualcuno in una situazione in cui egli è molto teso o triste), così da facilitare il rilassamento e alzare la soglia del dolore (importante per incrementare il livello di massima pressione efficace). Si massaggia quindi la mano in tutte le sue parti, dita comprese, alternando gentili manualità di mobilizzazione articolare del metacarpo e delle dita (mai contro-circolo venoso).
Il viso è la parte del corpo dove si somatizzano più velocemente gli stati d'animo: una persona con la mimica rilassata difficilmente sarà psicologicamente tesa. Ovvero, a un viso disteso corrisponde una mente distesa. Si massaggiano quindi tutti i muscoli del viso, in particolare il frontale, muscolo laminare che si tende fino a corrugarsi non appena abbiamo preoccupazioni (come fosse la zona riflessa dei pensieri in eccesso), e i masseteri, muscoli della masticazioni fra i più potenti dell'organismo quasi sempre cronicamente contratti nell'atto di “stringere i denti” affrontando la vita (con conseguenti grosso dispendio inutile di energia e alterazione posturale). Orecchi e cuoio capelluto, spesso tesi e doloranti, saranno anch'essi adeguatamente massaggiati.
Durante la seduta, la persona massaggiata giace in totale abbandono e relax, cullata dalle oscillazioni e avvolta dai movimenti dell'operatore. Le manualità, eseguite dal massaggiatore in estremo comfort, grazie al corretto utilizzo del proprio corpo, riguardano sia il livello epidermico sia gli strati di tessuto profondi. Queste rilassano e allungano la muscolatura, eliminano le alterazioni fasciali, elasticizzano le articolazioni, smuovono i ristagni di sangue, linfa e liquido interstiziale. Il soggetto gradualmente si rappacifica col proprio corpo riacquistandone consapevolezza. La mente entra in stati di rilassamento profondo risvegliando il “medico” (processi rigenerativi) e il “genio” (processi creativi) latente in noi. La respirazione profonda fornisce il ritmo al trattamento aiutando a liberare il diaframma, consentendo così di “scaricare” lo stress e “fare il pieno” di ossigeno. Ne consegue un effetto ringiovanente e un potenziamento del sistema immunitario.
L'esperienza insegna che la durata di massima efficacia di questo massaggio è, di norma, intorno all'ora. Sedute troppo lunghe possono risultare controproducenti, in quanto vi è il rischio di “nauseare” o, specie nelle prime sedute, di "sconvolgere" eccessivamente il soggetto portandolo in "stato alterato". Ad es. può succedere che, dopo la prima seduta, si abbia, a causa di un troppo repentino rilassamento in particolare dei vasi sanguinei cranici, la comparsa della cefalea tipo “da weekend”, un abbassamento eccessivo della pressione con conseguente sensazioni di capogiro (che dura solo nei primi istanti in cui ci si alza dopo il massaggio) o un leggero indolenzimento muscolare, specie nei soggetti che non svolgono attività fisica o con muscoli particolarmente tesi e/o soglia del dolore particolarmente bassa (situazione tipica delle persone sotto stress cronico).
In conclusione, così come ci si dovrebbe comportare quando si mangia, è bene terminare il massaggio lasciando nel massaggiato ancora pò di “fame” di esso. In tal modo, alla fine della seduta, relax, buonumore e nuovo slancio vitale risultano essere gli unici “effetti collaterali”.


Foto manualità MATIB Wellness (alcuni esempi)

mobilizzazioni propriocettive

mobilizzazioni tipo dondolii


mobilizzazioni articolari

sfioramenti



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