Il Massaggio & Bodywork TIB (MATIB)

A cura del Dott. Giovanni Chetta


Utilizzo del lubrificante

L'adeguato utilizzo di un lubrificante, ad. es. un olio, consente diversi vantaggi durante l'esecuzione del massaggio e bodywork. Un olio con corretta viscosità (non eccessivamente fluido, ad. es. olio di mandorle dolci) permette di eseguire efficaci sfioramenti e impastamenti, sia leggeri che molto profondi, evitando escoriazioni e infiammazioni dei tessuti superficiali. La non eccessiva fluidità consente di creare un attrito (col conseguente riscaldamento della zona trattata) tale da favorire la risoluzione di aderenze miofasciali senza provocare danni cutane,i generando così meno dolore; l'azione diviene più piacevole ed efficace. Inoltre, con l'esperienza, il lubrificante favorisce un più preciso e facile esame della situazione miofasciale permettendo di seguirne meglio l'andamento e la condizione delle fibre.
Ulteriore vantaggio dell'olio è quello di poter veicolare olii essenziali con specifiche funzionalità (es. lavanda, iperico ecc.).
Un buon olio da massaggio può essere facilmente preparato aggiungendo a una base di olio uno o più oli essenziali in concentrazione 1-2% (20 gocce di olio essenziale corrispondono a ca. 1 ml). Al fine di proteggere sia massaggiato che massaggiatore è opportuno usare olii naturali, evitando lubrificanti contenenti paraffine, idrocarburi ecc. così come è bene assicurarsi della qualità e della corretta quantità degli olii essenziali eventualmente utilizzati.
L'olio va applicato, dopo averlo riscaldato fra le mani, sempre a partire dalla superficie più grande, in modo da favorire una più omogenea ripartizione, lasciando poco "scivolose" le estremità, così da consentire una buona esecuzione delle trazioni.
In conclusione è indubbio che la pratica dimostra che un sapiente utilizzo di un olio o crema naturale risulta un prezioso ausilio nell'aumentare l'efficacia del trattamento manuale.


Specializzazioni del Massaggio & Bodywork TIB

Il Massaggio & Bodywork TIB (MATIB) è strutturato in tre specializzazioni:

  • MATIB Wellness con caratteristiche principalmente preventive, di massimizzazione dello stato di benessere generale e antistress. La tecnica e le manualità del MATIB Wellness rappresentano le fondamenta delle ulteriori due specialità.
  • MATIB Professional affronta le specifiche problematiche muscolo-scheletriche-fasciali, neurodegenerative, viscerali, psicologiche ecc., tramite manualità avanzate, nonchè l'opportuna applicazione sinergica del MATIB Wellness anche in combinazione con altre terapie (es. farmacologiche) e tecniche riabilitative.
  • MATIB Sport consiste nell'applicazione specifica del MATIB Wellness e Professional in ambito sportivo agonistico ed amatoriale, in base alla fase (pre-infra-post gara) e in sinergia con altre tecniche (es. preparazione atletica) e terapie relative.

Grazie alle sue caratteristiche, la tecnica del Massage & Bodywork TIB, oltre a risultare di massima efficacia a livello preventivo e di incremento dello stato di benessere, è in grado di affrontare, anche in perfetta sinergia con altre terapie, un vasto spettro di problematiche fra cui:


Esempio di seduta di Massaggio & Bodywork TIB Wellness

Descrivere una seduta di massaggio con parole e foto non può che essere riduttivo. L'obiettivo posto in questo paragrafo è solo quello di fornirne un'idea, se pur molto limitata. Le manovre raffigurate rappresentano una minima parte delle oltre cento facenti parte del metodo.
L'ambiente ideale in cui eseguire una seduta di questo trattamento è caldo (la temperatura corporea del massaggiato, a seguito del forte rilassamento, può ridursi anche di 2 °C a fine trattamento) e confortevole. Per i motivi neuroassociativi già descritti, è importante la presenza di un sottofondo musicale molto gradito alla persona ed eventualmente l'utilizzo, nell'olio naturale che funge da lubrificante, di un'essenza altrettanto gradita (ovviamente utilizzare una musica o un profumo già associato nel massaggiato a stati d'animo spiacevoli sarebbe, come minimo, poco funzionale).
L'obiettivo di ogni singola seduta è raggiungere la massima efficacia. Non sono previste sequenze standard perché il massaggio va sempre adattato a chi lo riceve, in quel particolare momento. Solo in linea generale, pertanto, si può affermare che il massaggio parte in posizione supina, specialmente durante le prime sedute, in modo da poter comunicare meglio e verificare quindi le reazioni alle nostre manualità; la posizione supina risulta la migliore per “calibrarci” sui parametri ed esigenze del soggetto, ponendo domande esplicite e decodificando il suo linguaggio corporeo. Sempre a tal fine, si effettuano, all'inizio, le mobilizzazioni passive propriocettive su arti inferiori, arti superiori, collo e mandibola. La parte del corpo da cui partire col massaggio vero e proprio è quella con meno difese, ove risulta quindi più facile stabilire un positivo primo contatto. In genere, risulta ottimale partire dai piedi in quanto punto più lontano dalla testa, che rappresenta "il controllo". Inoltre, i piedi regolano il tono dei muscoli posturali: questi ultimi, infatti, entrano automaticamente in azione quando il peso del corpo grava sui piedi (segnali cutanei neurosensoriali estero-propriocettivi), e viceversa tendono a detendersi quando i piedi, a loro volta, si rilassano. Successivamente, in un flusso quanto più continuo possibile, si massaggiano gli arti inferiori, l'addome - incluso il diaframma (spesso entrambi contratti e retratti) - il torace, le mani e gli arti superiori, le spalle, il collo e il viso. In seguito, in posizione prona, da schiena e spalle, si scende nuovamente verso i piedi passando per le mani e gli arti superiori, i glutei e gli arti inferiori.


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