Fasce profonde e massaggio & Bodywork TIB (MATIB)

A cura del Dott. Giovanni Chetta

 

In un corpo sano, le fasce profonde consentono alle strutture adiacenti di scivolare una sull'altra. Tuttavia, in seguito a malattie infiammatorie, come ad esempio nei casi di contratture muscolari croniche, o a lesioni traumatiche, sforzi eccessivi o mancanza di esercizio ecc., si ha la formazione di “blocchi” locali (aderenze fasciali, cicatrici aderenziali, neoformazione di tessuto connettivo) nei diversi strati, che aumentano l'attrito interno durante la contrazione muscolare e contrastano i movimenti e l'allungamento del muscolo (formazione di muscolo retratto). La fascia muscolare si ristruttura sia ritirandosi attorno al muscolo accorciato sia neoformandosi per riempire gli spazi ai capi muscolari, inizialmente lasciati vuoti, mentre  la sostanza fondamentale, a causa dei diminuiti scambi metabolici, aumenta la sua viscosità divenendo sempre più "collosa": si crea la retrazione miofasciale. Se non ci si oppone abbastanza contro tali retrazioni (tramite stretching, mobilizzazioni articolari, massaggi ecc.), esse si trasformano in fibrosità capaci di rendere difficilmente reversibili posture anomale e movimenti limitati. Le retrazioni connettivali inoltre riducono anche la circolazione del sangue e dei liquidi interstiziali e la conduzione nervosa, interessando quindi anche il tono muscolare (grado residuo di leggera contrazione del muscolo a riposo) e la salute globale dell'individuo concorrendo così all'affaticamento e alle tensioni generali. L'eliminazione di tali impedimenti, quindi il ripristino del corretto flusso consente alle cellule interessate di passare da un metabolismo di sopravvivenza a quello fisiologico specifico.
Si noterà che spesso i "blocchi aderenziali" (e i trigger points) si collocano nelle regioni delle cerniere articolari essendo zone strategiche nel movimento e nelle compensazioni posturali (ad es. quelle antalgiche).

 

Il periodo di emivita delle fibre collagene in un tessuto non traumatizzato è di 300-500 gg, quello della sostanza fondamentale è di 1,7-7 gg (Cantu & Grodin 1992). Le nuove fibre collagene si depositano secondo lo stress meccanico applicato al tessuto e la sostanza fondamentale si adatta in breve tempo ai cambiamenti dell'ambiente intorno a sè.

 

Inoltre per ragioni posturali e di stile di vita vi sono muscoli o gruppi muscolari che tendono col tempo a divenire sempre più ipertonici e corti e altri ipotonici ossia deboli. Più precisamente i muscoli posturali veri e propri, detti anche statici o tonici (shunt-muscles), fungono costantemente da sistemi antigravitazionali (sono i tiranti che fanno stare in piedi il nostro scheletro) rimanendo in tensione; hanno azione prevalentemente tonica, stabilizzatrice. Per questo motivo sono muscoli profondi, ricchi di sostanza connettiva fibrosa e di fibre muscolari prevalentemente rosse (fibre muscolari di tipo I o Slow Twitch) ovvero ad alto contenuto di mioglobina (per l'alto consumo di ossigeno richiesto) e sono governati da motoneuroni a bassa frequenza di scarica (muscoli ad azione lenta ma resistenti). Essi tendono a evolvere verso l'accorciamento ed è la loro riduzione di elasticità che comporta la compressione articolare e il conseguente precoce consumo e danni relativi (artrosi, riduzione dell'ampiezza del movimento, borsiti, tendiniti ecc.). I muscoli posturali rappresentano circa i 2/3 della nostra muscolatura. E' fondamentale il loro costante allungamento e trattamento tramite stretching e tecniche manuali e di movimento adeguatamente eseguite .

 

Muscoli tendenti all'iperattività

Muscoli tendenti all'ipoattività

parte dorsale del corpo

Tricipite surale

Piccolo e medio gluteo

Ischio-crurali

Trapezio medio e inferiore

Paravertebrale lombare

Dentato anteriore

Quadrato dei lombi

Sopra e sottospinoso

Trapezio superiore

Deltoide

Elevatore della scapola

 

parte ventrale

Adduttori della coscia

Tibiale anteriore

Retto femorale

Estensori del piede

Tensore della fascia lata

Peronieri

Muscoli della zampa d'oca

Vasto mediale

Ileopsoas

Vasto laterale

Piccolo pettorale

Grande pettorale

Sottoscapolare

Addominali

Scaleni

Flessori profondi del collo

Sterno-cleido-mastoideo

Digastrico

Muscoli masticatori

 

Arti superiori

Pronatori e supinatori

Estensori e flessori

 

I muscoli dinamici o fasici (spurt-muscles), al contrario, sono i muscoli del movimento, acceleratori. Essi agiscono solo se avviene un determinato comando e per questo motivo sono superficiali, ricchi di fibre muscolari bianche (fibre muscolari tipo IIa e IIx o Fast Twitch) di diametro superiore alle fibre muscolari tipo I, poveri di tessuto connettivo e innervati da motoneuroni ad alta frequenza di scarica (muscoli rapidi ma poco resistenti). Col tempo tendono normalmente a indebolirsi. L'attività di rinforzo muscolare, che deve essere eseguita con regolarità (in special modo con l'avanzare dell'età), deve interessare in particolar modo questa componente muscolare fasica.
Risulta fondamentale che il trattamento manuale tenga conto dell'esistenza delle catene miofasciali strutturate secondo una struttura di tensegrità nonchè degli altri concetti descritti.

Tecnica del Massaggio & Bodywork TIB

Introduzione

La tecnica di massaggio e bodywork esposta in questo lavoro rappresenta fondamentalmente lo sviluppo, anche in ambito fisioterapico e posturologico, del "Massaggio Antistress" messo a punto dal dottor Giovanni Leanti La Rosa negli anni '80. Il massaggio e bodywork TIB fonde pertanto sapientemente aspetti di antiche tecniche orientali (massaggio tuina e ayurvedico, tai ji quan) e moderne tecniche occidentali (massaggio trager, connettivale, miofasciale, californiano, rolfing, tecniche osteopatiche, pnf, mezieres) integrandole con nuove tecniche e utilizzandole secondo le attuali esigenze dell'uomo e le scoperte della psiconeuro-endocrino-connettivo-immunologia:
Le manualità e le modalità del Massaggio & Bodywork TIB sono atte a raggiungere i seguenti obiettivi:

  1. rimuovere il blocco, la corazza muscolare, e indurre a una respirazione ampia e corretta, facendo scoprire il piacere che segue a questa liberazione.
  2. portare il soggetto a una “presa di coscienza” del proprio corpo e della possibilità di gestirlo in modo più funzionale (aumento della propriocezione).
  3. distaccare la persona dal mondo esterno mettendolo in contatto col proprio mondo interno, “decelerando” il ritmo del cervello dando così avvio ai processi rigenerativi e creativi dell'organismo.
  4. risolvere contratture muscolari e retrazioni miofasciali.
  5. eliminare le stasi venose e dei liquidi interstiziali con conseguente azione depurativa dell'organismo e aumento della diuresi.
  6. nutrire le articolazioni tramite il ripristino di un più fisiologico ROM (Range Of Motion)
  7. utilizzare e insegnare l'utilizzo, in maniera consapevole, dei condizionamenti neuroassociativi favorevoli al benessere.
  8. essere integrabile e sinergico con altre tecniche e terapie (digitopressione, manipolazioni vertebrali, agopuntura, tecniche di movimento, rieducazioni motorie, riabilitazioni neurologiche, fisioterapia strumentale, farmacoterapia, psicoterapia, chirurgia ecc.) al fine di ottimizzarne il risultato finale.

Il Massaggio & Bodywork TIB risulta quindi una tecnica corporea multifattoriale che accomuna sinergicamente, in un unico trattamento, tutti i vantaggi e i benefici normalmente ottenibili da più metodologie separate.


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Ultima modifica dell'articolo: 22/11/2016

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