Controllo posturale

A cura di Fabrizio Felici


Per postura si intende la posizione dei singoli segmenti corporei, gli uni rispetto agli altri, ed il loro orientamento nello spazio. L'esecuzione di qualsiasi atto motorio comporta la contestuale messa in opera di una complessa sequenza di movimenti che vincola tra loro l'azione di molti muscoli verso il comune obiettivo di mantenere l'equilibrio, questa serie di movimenti vengono detti aggiustamenti posturali. Tali movimenti hanno luogo sia in condizioni statiche che dinamiche, per mantenere una determinata posizione rispettivamente da fermi o nel corso dell'esecuzione dei movimenti. Le risposte posturali sono il risultato di informazioni provenienti da diversi tipi di recettori sensoriali che consentono al sistema motorio di generare risposte compensatorie automatiche (elaborazioni a feed-back) o anticipatorie (feed-forward). Gli aggiustamenti posturali raggiungono l'obiettivo finale di mantenere l'equilibrio agendo in maniera sinergica a tre livelli differenti:

  • mantengono la testa ed il tronco in asse contro la forza di gravità
  • mantengono il baricentro all'interno della base di appoggio
  • stabilizzano le parti del corpo che fungono da supporto quando altre sono in movimento

L'allineamento della testa e del tronco rispetto alla forza di gravità viene garantito dai riflessi vestibolari e cervicali, evocati rispettivamente dai cambiamenti di posizione della testa nello spazio e rispetto al collo (piegamento e rotazione). I riflessi vestibolari sono indotti dalla stimolazione del sacculo e dell'utricolo (accelerazione lineare) e dei canali semicircolari (accelerazione angolare) del labirinto. I riflessi cervicali sono determinati da stimoli propriocettivi dei muscoli e delle articolazioni del collo. Entrambi i tipi di riflessi sono mediati da circuiti, prevalentemente a feed-back, che, sotto il controllo cerebellare, generano risposte coordinate dei muscoli delle braccia, delle gambe e del collo volte a contrastare il disallineamento del collo sul tronco ed evitare la conseguente possibile caduta.
Il mantenimento del baricentro all'interno della base di appoggio, quindi l'equilibrio, sia in posizione statica che nel corso della marcia, viene assicurato da un complesso sistema di afferenze sensoriali che trasportano informazioni circa le deviazioni dalla posizione ortogonale del corpo rispetto al suolo. I recettori periferici che prendono parte a questo compito sono quelli cutanei, che segnalano le forze torsionali che agiscono sulla cute dei piedi; i propriocettori muscolari ed articolari che, sensibili alle variazioni di tensione dei muscoli ed ai cambiamenti di posizione dei segmenti articolari, rivelano l'inclinazione del corpo; i recettori vestibolari che, in base ai movimenti del capo, indicano l'inclinazione del corpo; ed infine le afferenze visive che trasmettono informazioni sul movimento del campo visivo. Le informazioni fornite da questo sistema di afferenze sono elaborate da meccanismi di controllo, sia a feed-back che a feed-forward, sotto il controllo cerebellare e corticale.

Il controllo dinamico della postura è essenziale quando eseguiamo un qualsiasi atto motorio volontario. L'esecuzione di un qualsiasi movimento che abbia un'intensità e complessità anche minima, esiterebbe nella perdita dell'equilibrio se non fosse accompagnato da una serie di movimenti volti a controbilanciare gli effetti del movimento stesso sulla postura. Nonostante l'apparente stereotipia renda l'attività motoria posturale simile alle risposte riflesse, in realtà essa è fortemente modificata dall'esperienza giacché è possibile che in situazioni diverse lo stesso stimolo evochi risposte differenti. Questo sta a significare che le risposte posturali, oltre ad essere costituite da una componente automatica, possono essere fortemente condizionate dall'apprendimento. Basti pensare ai complessi aggiustamenti posturali messi in opera durante la deambulazione che noi impariamo nel corso dei primi mesi di vita, oppure a quelli necessari per andare in bicicletta o sciare che analogamente sono oggetto di apprendimento. Questo tipo di controllo si basa su circuiti che, mediante meccanismi a feed-forward, mettono in atto gli aggiustamenti opportuni prima che si verifichino gli eventi che porterebbero alla perdita di equilibrio. Tali circuiti sono sotto il controllo corticale, nella fase di apprendimento, e sotto quello sottocorticale e cerebellare, allorquando il movimento ha acquisito caratteristiche di automaticità.



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