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      Ultima modifica: 27/11/2011

Placca dentale

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La placca dentale - chiamata anche patina dentaria, placca batterica o biopellicola orale - è una sostanza appiccicosa ed opalescente che si deposita sulle superfici dei denti. Considerata il principale nemico degli stessi, la placca dentale attecchisce soprattutto negli spazi interdentali, nelle superfici occlusali, nelle irregolarità dello smalto o in prossimità della gengiva e del dente (colletto).

Placca dentaleLa formazione della placca dentale è un processo altamente complesso. A grandi linee, si forma inizialmente una pellicola asettica, costituita da sostanze idrofobe e macromolecole, come le glicoproteine salivari, che iniziano ad adsorbire alla superficie. In questo primo stadio la pellicola è amorfa (non ha una vera e propria struttura), acellulare ed organica. La sua presenza altera la carica di superficie del dente, favorendo l'adesione batterica; per questo, viene rapidamente colonizzata dai numerosi germi della flora batterica orale (da cui l'aggettivo "batterica"). Tra le diverse centinaia di specie presenti, i microorganismi più comuni sono streptococchi (in particolare lo Streptococcus mutans), actinobatteri e fusobatteri. Alcuni di questi germi sono dotati di particolari strutture proteiche, dette adesine e coadesine, che favorisco la reciproca aggregazione e l'adesività alla superficie dentale. La moltiplicazione batterica, con sviluppo di numerose colonie, determina un ispessimento della placca dentale, che arricchendosi di sostanze salivari e di altro materiale cellulare dell'ospite si trasforma in una elaborata matrice. La molteplicità delle specie da cui è composta e la complessità della sua architettura, apportano notevoli benefici all'intera comunità microbica, che si arricchisce di specie anaerobiche. Altri microorganismi si adattano all'assenza di ossigeno convertendo il proprio metabolismo verso l'anaerobiosi, con produzione di acidi organici. Come tutti gli acidi, queste sostanze irritano e corrodono le sostanze con cui vengono a contatto; in risposta a questo insulto chimico, lo smalto perde di compattezza, divenendo più friabile e meno efficace nel proteggere gli strati sottostanti del dente (dentina e polpa). Stiamo parlando della carie.

Se la placca batterica non viene completamente rimossa con una corretta igiene orale, subisce una serie di processi di mineralizzazione che la trasformano in tartaro. L'azione congiunta di questo deposito durissimo e del metabolismo batterico, predispone la dentatura alla malattia paradontale.

L'unico modo per rimuovere la placca batterica da denti e gengive, prima che ne comprometta negativamente la salute, è quella di utilizzare pazientemente e nella giusta maniera spazzolino da denti e filo interdentale. L'uso dello spazzolino è particolarmente raccomandato dopo i pasti principali ed in particolare dopo quello serale, in quanto nelle ore del riposo i batteri della placca sono facilitati nella loro azione nociva.


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