Il sangue arterioso proveniente dal cuore, dopo aver attraversato i capillari dei tessuti, drena nelle venule, le quali si raccolgono in vene di calibro progressivamente maggiore fino a confluire nella vena cava inferiore (sangue proveniente dalla parte inferiore del corpo) o nella vena cava superiore (sangue proveniente dalla testa e dagli arti superiori).
Il sangue proveniente dalle due vene cave entra nell'atrio destro del cuore, da qui passa al ventricolo destro che con la sua contrazione lo spinge all'interno del circolo polmonare dove rilascia l'anidride carbonica e si arricchisce di ossigeno.
Il sangue ritorna al cuore tramite le vene polmonari e viene nuovamente messo in circolo grazie alla contrazione del ventricolo sinistro.
Le vene possiedono al loro interno delle valvole unidirezionali che permettono al sangue di confluire verso un'unica direzione, il cuore. Il ritorno venoso è facilitato anche dall'azione dinamica dei muscoli. Il ruolo della contrazione delle fibre muscolari nel facilitare il ritorno venoso al cuore è talmente importante che, un suo difetto, può portare allo svenimento per ipossia cerebrale.
Poniamo ora l'attenzione sulla figura B. In questa immagine il soggetto trattiene il respiro e la glottide viene tenuta chiusa volontariamente. In seguito all'elevata contrazione muscolare che si verifica a livello degli arti superiori e all'aumentata pressione intratoracica si verifica un'occlusione del sistema delle vene cave che riportano il sangue al cuore. Un ostacolato ritorno venoso al muscolo cardiaco implica, necessariamente, un volume di eiezione sistolica ridotto (poiché la quantità di sangue in uscita dal cuore è legata alla quantità di sangue in entrata).

Il ridotto apporto di sangue e ossigeno ai tessuti comporta fenomeni di sofferenza cerebrale che si traducono in sensi di vertigine, nella visione di macchie nere, fino addirittura allo svenimento.
L'elevata pressione intratoracica che si viene a creare causa inoltre un lavoro di pressione del cuore che è costretto a contrarsi contro resistenze molto elevate. Di conseguenza la pressione arteriosa sistolica (pressione massima) aumenta bruscamente fino a raggiungere valori di 300 mmHg contro i normali 120 mmHg.

Tale fenomeno è potenzialmente pericoloso specie in quei soggetti a forte rischio di patologie cardiovascolari. Per queste persone le attività di potenza e gli esercizi con i pesi vanno sconsigliate e va invece favorita la pratica di esercizi ad elevata componente aerobica.
Discorso analogo per tutte quelle persone che soffrono di vene varicose, l'aumentata pressione all'interno delle vene stesse può infatti causare la rottura delle valvole aggravando ulteriormente la situazione.
NOTA BENE: In particolari esercizi in cui le sollecitazioni alla colonna vertebrale sono notevoli (stacchi da terra, squat e rematori a busto flesso) è bene trattenere il respiro nella prima parte della fase attiva o concentrica. Infatti l'azione di trattenere il respiro ha in realtà una funzione fisiologica e cioè quella di contrarre i muscoli del torchio addominale al fine di proteggere le vertebre dal carico che grava su di esse.
Adattamenti circolatori e sport
DALLA COMMUNITY
abbassare i recuperi: ciao a tutti,l aumento dei carichi nel bb è fondamentale ma se,per aumentare l intensità,uno decidesse di abbassare,progressivamente i recuperi fra i sets (120/90/60/30sec)quale effetto otterrebbe sui muscoli in termini di ipertrofia?grazie
Pre-workout: Abbi pazienza Albamaria, so benissimo di cosa stiamo parlando e non a caso ho messo la parola fra virgolette, ma non è automatico che siccome sono tutti estratti vegetali debbano essere innocui. Vorrei farti notare che sia la cocaina che l'efedrina sono "estratti vegetali". Purtroppo...
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