Medicine complementari: ripristiniamo i ruoli

A cura di Massimo Armeni

 

Ciò che segue è una personale e critica riflessione sull'attuale status quo delle cosiddette Medicine Complementari, nello specifico quelle dedicate alla gestione della postura, o meglio del dolore.

Io stesso ho studiato per molti anni discipline alternative, ma credo, andando anche contro il mio stesso interesse, che sia doveroso fare chiarezza deontologica sul marasma di nuove professioni che si affacciano all'orizzonte.

In Italia, negli ultimi anni, c'è stato questo boom delle cosiddette Medicine Alternative, ovviamente con un abbondante trentennio di ritardo rispetto agli altri paesi europei o esteri.

Ora, come è normale prassi in Italia, tutte queste discipline non sono ancora regolamentate, dunque i componenti delle varie discipline hanno coerentemente e onestamente creato dei Registri e Associazioni a tutela di se stesse e anche dei "consumatori".

Detto ciò, il fatto è che in questa confusione legislativa e deontologica non si capisce più chi deve e, soprattutto, chi può fare cosa.

Innanzitutto, gli operatori nelle discipline complementari manuali NON possono effettuare alcun tipo di diagnosi medica.

Personalmente, credo che studiare per 5 anni Medicina e Chirurgia e circa altrettanti di Specializzazione nelle varie branche abbia un senso; quindi, la Diagnosi, atto esclusivamente medico, deve, ripeto, deve, essere espressa soltanto dal Medico Chirurgo Specialista nelle varie discipline.

Nello specifico, per l'argomento che riguarda questo articolo - dunque la gestione della postura e del dolore - alcune figure chiave sono abilitate legalmente, professionalmente e deontologicamente ad effettuare diagnosi.

Esse sono:

  • il Medico Chirurgo Ortopedico

  • il Medico Chirurgo Neurochirurgo

  • il Medico Chirurgo Anestesista e Antalgista

  • il Fisiatra ed il Radiologo che referta gli esami di laboratorio

Tali figure effettuano interventi chirurgici, diagnosi e, restando nell'ambito della Medicina Allopatica, dettano le linee guida riabilitative al fisioterapista col quale collaborano.

(E quando parlo di fisioterapista intendo un laureato universitario in fisioterapia e non uno pseudo diplomato in qualcosa di simile, figura che tra l'altro non esiste più da molti anni.....a buon intenditor poche parole!)

Quindi, solo il Medico è abilitato ad effettuare diagnosi guardando lastre, RMN, TAC ecc. ed il fisioterapista esperto poi, basandosi sulle linee guida del medico, applica al meglio le proprie conoscenze sul campo per riabilitare il paziente nelle più svariate patologie.

In riferimento alla cosiddetta Medicina Complementare, ciò significa che nessuno tra i vari kinesiologi, osteopati, chiropratici, terapisti craniosacrali, rolfer, shyatsuky, rilfessologi e via dicendo presenti sull'intero territorio nazionale può e deve effettuare diagnosi, soprattutto perché non ne hanno le competenze: credo che studiare 30 giorni all'anno per qualche anno non sia la medesima cosa che studiare per 10 anni full time Medicina e Chirurgia!!

Lo scopo, la filosofia originaria di tutte le Discipline Complementari era e deve continuare ad essere il trovare la Salute, non la malattia o la patologia...la Patologia è campo di indagine esclusivamente Medico.

Lo studio della Funzione, della Salute e della Fisiologia tramite approfondite conoscenze anatomiche, embriologiche e neurofisiologiche al contrario, è il campo di indagine di tutti gli operatori in Discipline Complementari.

La vera forza, in futuro, potrà essere la stretta collaborazione tra il medico e l'operatore in discipline complementari, ma senza confusione di ruoli.

Quindi, consiglio spassionato a tutti coloro che soffrono di dolori cronici o disturbi posturali, effettuate esami di laboratorio refertati da personale medico, recatevi da medici per la diagnosi e poi diffidate di tutti coloro i quali che pur non essendo medici parlano di diagnosi e patologie.



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Ultima modifica dell'articolo: 28/11/2016

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