Life Skills -"L'intelligenza Emotiva"

A cura del Dott. Stefano Casali

 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea l'importanza di introdurre nella scuola una attenzione mirata alla  promozione delle competenze psicosociali, cioè delle abilità che mettono la persona in grado di fronteggiare in modo  efficace le richieste e le sfide della vita quotidiana, sviluppando attitudini positive e adattative, nel rapporto con il  proprio ambiente e con la propria cultura e mantenendo quindi un livello di benessere psicologico elevato. In quanto strettamente intrecciate con i processi di apprendimento e di crescita, le competenze psicosociali  costituiscono quindi una componente essenziale dei processi educativi, nella maggior parte degli studi, vengono riportate come centrali per la promozione e il benessere dei bambini e degli  adolescenti. La consapevolezza di sé, la gestione delle emozioni, dello stress e del conflitto, l'utilizzazione del pensiero creativo, la capacità di essere empatici, avere buone relazioni interpersonali e comunicare in modo efficace sono capacità che rientrano nella sfera della "Intelligenza Emotiva" che, secondo le ricerche attuali, rappresenta la base per poter sviluppare tutte le altre abilità di vita: risolvere problemi, prendere decisioni, fronteggiare le difficoltà e realizzarsi, non solo nella vita affettiva ma anche nello studio e poi sul lavoro.

Intelligenza Emotiva

Il concetto di Intelligenza Emotiva nacque nel 1990 ad opera di due Psicologi, Peter Salovey e Jonh Mayer, che in un famoso articolo la definirono, per la prima volta in termini ufficiali, come la "capacità di monitorare e dominare le Emozioni proprie e altrui e di usarle per guidare il pensiero e l'azione". Questa definizione mette insieme l'idea che l'emozione è in grado di rendere i processi di pensiero più intelligenti con l'idea che si possa pensare alle emozioni come a qualcosa che ha una qualche razionalità intrinseca (come qualcosa di intelligente). In questo senso non solo le emozioni non disturbano l'efficace approccio razionale alla risoluzione dei problemi, ma al contrario permettono di interrompere l'azione diretta ad un obiettivo, per spostare l'attenzione e focalizzarla su qualcosa di vitale importanza per l'individuo: in questo senso le emozioni forniscono importanti conoscenze sulla relazione della persona con il mondo esterno. La definizione di Intelligenza Emotiva di Peter Salovey e Jonh Mayer si articola in 16 abilità, raggruppabili in 4 categorie.

 

1

Percezione, valutazione (appraisal) ed espressione delle emozioni
La capacità di riconoscere correttamente le informazioni emotive verbali e non verbali in se stessi e negli altri e quella di esprimerle è fondamentale per poter sviluppare una buona Intelligenza Emotiva, perché "la percezione emotiva comporta immatricolazione". Per questo è poco utile portare l'attenzione altrove ogni volta che emergono sentimenti sgradevoli, perché si perde una grande occasione per imparare qualcosa in più sul proprio mondo emotivo e su quello di chi ci sta intorno.

2

Facilitazione emozionale del pensiero: cioè usare le emozioni per facilitare il pensiero

Le Emozioni entrano a far parte del sistema cognitivo sia come sentimenti pensati, come nel caso in cui qualcuno pensi: "Io sono un po' triste adesso", sia come nelle percezioni alterate di una persona triste che pensa: "Sono inutile". Questo aspetto dell' Intelligenza Emotiva si riferisce alla capacità di sfruttare le Emozioni nella risoluzione di problemi, nel ragionamento, nel prendere decisioni e nei momenti creativi. Il pensiero può essere disgregato da Emozioni come l'ansia e la paura, mentre Emozioni come la serenità o la curiosità possono aiutare a "mettere ordine" nel sistema cognitivo che potrà così dedicarsi a ciò che è importante e concentrarsi su quello che fa stare meglio.

3

Comprensione e analisi delle emozioni: coinvolgimento della conoscenza emotiva

Dato che le Emozioni formano un ricco e complesso sistema di simboli, capire le Emozioni significa saper rielaborare a livello cognitivo il proprio e l'altrui sistema emozionale: cioè essere capaci di identificare le Emozioni con le parole corrispondenti, riconoscere le relazioni fra i vocaboli del lessico affettivo e tra i componenti delle famiglie emotive che sono insiemi sfocati (non c'è un confine netto tra irritazione e rabbia!), capire i significati delle Emozioni sociali (vergogna e senso di colpa) e di quelle complesse (come l'alternarsi di rabbia ed euforia  al culmine dei giochi di lotta dei bambini col papà), capire in che relazione sono più Emozioni tra di loro e come si modificano col tempo.

4

Regolazione consapevole delle emozioni che promuove la crescita emozionale e intellettiva.

Gestire le Emozioni significa saper "utilizzare" e convivere con le Emozioni proprie e degli altri.



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