L'approccio tecnico-scientifico del Personal Trainer, studio su 18 casi individuali

A cura di Antonello Monno, Dottore in Scienze Motorie e sportive

 

Test Impedenziometrico

 

Strumenti utilizzati: Bioimpedenziometro; Lettino; Elettrodi; Bilancia pesapersone con altimetro.
 

LA BIO-IMPEDENZIOMETRIA


La bioimpedenziometria è una tecnica per lo studio della composizione corporea nata dagli studi sull'impedenza del corpo umano (d'Arsonval, 1893, Hober, 1913, Philippson, 1920). Già negli anni '70, si scoprì che l'impedenza misurata a basse frequenze stima soprattutto l'acqua extracellulare (ECW, in inglese, extracellular water), mentre le misure ad alta frequenza sono predittive dell'acqua totale (TBW; total body water). Lo sviluppo della bioimpedenziometria è stato reso possibile (a partire dagli anni '80) dalla comparsa sul mercato di strumentazione portatile, funzionante con corrente alternata a 50 kHz. Quando una corrente elettrica è applicata ad un cilindro riempito con una soluzione salina, il fluido si oppone al passaggio della corrente elettrica in misura tanto maggiore quanto più alta è la sua resistenza (R, espressa in ohm, Ω). La resistenza elettrica è direttamente proporzionale alla lunghezza L, ed inversamente al diametro D.
Se si sostituisce una parte del fluido con grasso (che è un conduttore scadente), la resistenza aumenta.
Se consideriamo il corpo umano come una serie di cilindri uniti tra di loro (braccia, tronco, gambe), la resistenza misurata considerando l'intero corpo rifletterà la sua composizione.
In realtà, se si applica una corrente alternata il conduttore si oppone al passaggio della corrente a seconda della sua impedenza (Z, in Ω). L'impedenza ha una parte resistiva (la resistenza R; nota: in regime di corrente continua R e Z coincidono) ed una parte legata ai fenomeni energetici di accumulo (la reattanza, X). Matematicamente, ciò si esprime dicendo che l'impedenza è un numero immaginario, la cui parte reale è la resistenza e la parte immaginaria è la reattanza:


Z=R+jX
(j è l'unità immaginaria).


Nel corpo umano in salute la resistenza contribuisce per ben il 98% all'impedenza (Lukaski, 1985); la reattanza (2%) è legata alla presenza di elementi capacitivi nel corpo, simili ai condensatori elettrici.
Senza entrare in noiose spiegazioni matematiche, basti sapere che il rapporto fra X ed R è detto fattore Q e la sua tangente è detta angolo di fase. Praticamente l'angolo di fase indica quanto più il corpo differisce da una resistenza pura (Brazier, 1935).


IDRATAZIONE


La bioimpedenziometria consente di stimare l'acqua totale (TBW); da essa, per un adulto sano, in modo un po' semplicistico si potrebbe determinare la massa magra supponendo che questa sia il 73% dell'acqua totale. Il dato è ovviamente una media, e già questa ipotesi introduce sul singolo un potenziale errore.
Teoricamente, se l'idratazione cambia, varia anche la conducibilità del corpo umano. In particolare, ad una minore idratazione corrisponde una maggiore reattanza. Ben si comprende come la misura di un soggetto pensando che sia normoidratato quando in realtà non lo è, nonché l'applicazione di semplici formule standard, conduce inevitabilmente a risultati errati. In particolare, l'idratazione può essere alterata per sudorazione eccessiva, ritenzione idrica, posizione del soggetto (per effetto della forza di gravità, se il soggetto è in piedi la sua idratazione non è la stessa di quando è supino) e variazione nell'emocromo (cioè nella fluidità del sangue; Scheltinga, 1991)

 

PROTOCOLLO DI ESECUZIONE


Dopo aver pesato e misurato l'altezza del soggetto in cm, si impostano nell'impedenziometro tali parametri, insieme al sesso e all'età; successivamente, si fa posizionare il soggetto supino, non a contatto con superfici metalliche; le gambe sono divaricate di un angolo che va da 0 a 45° e gli arti superiori sono abdotti (allontanati dal tronco) di un angolo da 0 a 30°. Si attendono circa 5 minuti per far sì che i fluidi corporei si distribuiscano in maniera più omogenea, dato che siamo passati dall'ortostasi alla posizione supina, perchè la forza di gravità - tendendo a distribuire i fluidi verso il basso - inficerebbe il test. Si usano quattro elettrodi cutanei, una coppia applicata sul dorso della mano e una coppia sul dorso del piede; si utilizza una corrente alternata a 50 kHz di debole intensità (400 microampere), del tutto innocua, della durata di pochi secondi. Al termine del test appariranno sul display e sulla stampa rilasciata dal macchinario i valori, con i relativi parametri di riferimento.


Bioimpedenza


Il grafico mostra il confronto tra i valori iniziali di massa magra e massa grassa, e i valori ottenuti dopo quattro mesi di attività. Si evidenzia come sia cambiato il rapporto dei due valori a favore della massa magra, in quanto quest'ultima è aumentata mentre la massa grassa ha subìto una riduzione.
Nel gruppo di controllo, di cui riportiamo solo i valori finali, la percentuale di massa magra è inferiore rispetto a quella del gruppo di intervento, mentre la percentuale di massa grassa risulta molto maggiore.


Bioimpedenza


Peso Corporeo: il grafico mette in evidenza come la maggior parte dei partecipanti abbia ridotto il proprio peso corporeo, mentre in alcuni è rimasto stabile ed in altri è addirittura aumentato. Rapportando la stabilizzazione e l'aumento di peso con le percentuali di massa magra e di massa grassa, è possibile affermare che l'aumento di massa muscolare ha portato alcuni partecipanti ad aumentare il proprio peso, e che tale aumento non è legato ad una crescita della massa grassa.


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