L'arte del personal training: il fitness tra futurismo, manierismo e neoclacissismo


Di Fabio Grossi e Emanuela Caneva


« prima parte


Per quanto riguarda il taglio della nostra tesi, per fornire la descrizione della figura del Personal Trainer a tutto tondo, è necessario accostare a queste considerazioni di carattere generale, emerse dall'ideologia neoclassica, un altro movimento artistico che si è contraddistinto per la caratterizzazione personale della buona regola del "fare il bello".
Un programma di benessere personalizzato è basato sulle esigenze del cliente, nel rispetto delle regole ormai consolidate dell'anatomia e della fisiologia. Il Manierismo, in particolare, si incastra perfettamente con questa ultima affermazione. Per Manierismo intendiamo quella corrente artistica italiana, soprattutto pittorica, del Cinquecento che si ispira alla maniera, cioè lo stile dei grandi artisti che operarono a Roma negli anni precedenti, in particolare Raffaello Sanzio e soprattutto Michelangelo Buonarroti. La "maniera" - o lo "stile" che dir si voglia - si tradusse negli autori successivi in inventiva, ricercatezza, artificio, preziosismo; la tensione tra regola e licenza è la base stessa del linguaggio manieristico e questo è evidenziato dalla grandissima competenza tecnica degli artisti appartenenti a questa corrente.
Per un manierista, di conseguenza, il programma di fitness sarà sicuramente creativo, rispettoso delle regole medico-scientifiche che saranno poi applicate ed adattate alle specifiche esigenze personali, mantenendo e sfruttando una varietà e molteplicità di soluzioni. Qual è quindi l'obiettivo principale che ci induce a prendere in considerazione anche questo momento della storia dell'arte? La costruzione di un rapporto interpersonale nel quale le parti in gioco - il trainer col suo cliente, per esempio - si trovano in armonia con le altre (l'ambiente ed il contesto circostanti).
Siamo consapevoli del fatto che oggi il trainer tecnicamente dovrà possedere varie competenze (teoriche e pratiche), tra le quali una comunicazione efficace e diretta, la conoscenza delle nuove tecnologie e delle basilari nozioni di anatomia e fisiologia, professionalità, disponibilità ed esperienza, per non dire la capacità di differenziare il servizio. Ma come artista, se possiamo definirlo così, come dovrà essere per risultare moderno?
Diremmo ottimista, dinamico, vitale e creativo come un Futurista, qualità utili soprattutto in momenti di crisi globale come quella che stiamo vivendo oggi un po' in tutti i settori;  equilibrato, razionale, dotato di grande umanità e capacità di osservazione come un artista Neoclassico, quindi un trainer capace di costruire sulla persona un programma d'allenamento davvero individualizzato; elegante nel proporsi e nel proporre soluzioni, ricercato e a volte artificioso come un pittore manierista. E' evidente che, così come i manieristi hanno avuto modelli come Michelangelo e Raffaello cui ispirarsi, anche i professionisti del fitness hanno bisogno di validi modelli, bravi maestri da imitare e da seguire...
Il Personal Training in quanto artista, dunque? Il grande Dale Carnegie, pioniere della comunicazione moderna e guru mondiale del public speaking, scrisse: "In ogni arte pochi sono i princìpi e molte le tecniche"... Non è così anche nel fitness?

 

*Laureata al D. A. M. S. -Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo- di Bologna.

 

BIBLIOGRAFIA

Pontus Hulten, a cura di; Catalogo della mostra "Futurismo e Futurismi" Palazzo Grassi, Bompiani, 1992
Fabio Benzi, Il Futurismo, 24ORE Motta Cultura srl, Milano, 2008
AA.VV., Enciclopedia Universale Arte, Leonardo Arte srl, Elemond Editori Associati, Milano, 1997
P. De Vecchi - E. Cerchiari, Arte nel Tempo, vol 3, Bompiani, 2002
C. Bertelli, G. Briganti, A. Giuliano, Storia dell'Arte Italiana, vol 3 - 4, Electa Bruno Mondadori, 1992


EMEROGRAFIA ONLINE
it.wikipedia.org/wiki/Cucina_futurista
www.repubblicaletteraria.it/Futurismo _cucina.htm
www.taccuinistorici.it/.../La-Cucina-Futurista-di-Marinetti.html
www.kitchens.it/articolo.asp?art=578


ICONOGRAFIA

Antonio Canova, "Ercole e Lica", 1795-1815, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna.
Umberto Boccioni, "Elasticità", 1912, Milano, Civica Galleria d'Arte Moderna, collez. Jucker, olio su tela.
Umberto Boccioni, "Forme uniche della Continuità nello Spazio", 1913, bronzo, New York, M. O. M. A. Quest'opera è stata ripresa come effigie sul retro delle monete da 20 centesimi di Euro coniate in Italia.



Ultima modifica dell'articolo: 20/02/2017

APPROFONDIMENTI E CURIOSITÀ