Omocisteina

omocisteina acido folicoL'omocisteina è un amminoacido contenente zolfo che si forma in seguito alla trasformazione enzimatica della metionina, un altro aminoacido solforato presente negli alimenti proteici (latticini, carne, legumi, uova).

Se presente in eccesso nel circolo sanguigno (iperomocisteinemia o HHcy) l'omocisteina causa danni addirittura superiori rispetto al colesterolo.


Livelli di omocisteina normali nel plasma: 5-12 µ moli per litro*

 

*L'omocisteina presente nel sangue e nelle urine può essere libera, sotto forma di dimero o legata alle proteine. Si intende per omocisteinemia il valore totale nel plasma delle varie forme di omocisteina.


L'omocisteina viene considerata un fattore di rischio indipendente poiché da sola è in grado di aumentare l'incidenza di malattie cardiovascolari indipendentemente dalla presenza di altri fattori predisponenti. Già valori superiori a 10-12 µmoli per litro si correlano ad un aumentato rischio di aterosclerosi, ictus ed infarto del miocardio.

Così come il colesterolo l'omocisteina si associa ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, ma a differenza di questo aumenta il rischio di molte altre patologie sia del sistema cardiocircolatorio (trombosi venosa, embolia polmonare) che non (malformazioni fetali, decadimento mentale, Alzheimer, fratture spontanee).

La concentrazione di omocisteina nel plasma è dovuta all'interazione di fattori genetici, fisiologici ed acquisiti (dieta povera di vegetali, farmaci, malattie ereditarie ecc.).

Se i valori ematici di omocisteina sono superiori alla norma si distinguono tre classi di rischio:

moderato (16-30 μmol/L)

medio (31-100 μmol/L)

severo (>100 μmol/L).

L'organismo si difende dall'eccesso di omocisteina grazie alla vitamina B9 o acido folico: un micronutriente di origine perlopiù vegetale che ha la capacità di neutralizzarne gli effetti negativi. Questa vitamina, importante anche per evitare la spina bifida durante lo sviluppo del feto, è presente soprattutto nelle verdure a foglia verde e nelle carni (specie nelle frattaglie).

Non tutto l'acido folico contenuto negli alimenti si trova però in una forma biodisponibile e una buona parte viene persa durante la cottura o durante l'esposizione prolungata alla luce. Proprio per questo motivo chi mangia in mensa è predisposto ad una carenza di acido folico e di altre vitamine termolabili. L'abitudine di tenere in caldo le vivande tende infatti a degradare tali vitamine per la prolungata esposizione al calore.

Nella popolazione italiana i livelli di assunzione giornaliera di acido folico sono leggermente inferiori rispetto a quelli consigliati, per questo motivo è bene consumare ogni giorno adeguate quantità di frutta e verdura (almeno 5 o 6 porzioni).


ACIDO FOLICO, livelli di assunzione quotidiana raccomandati: 200-1000 mcg


Riportare l'omocisteina ai giusti livelli è dunque possibile e tutto sommato anche facile.

L'integrazione quotidiana di 0.5-5 mg di acido folico riduce infatti del 25% i livelli di omocisteina nel sangue. L'associazione con vitamina B12 riduce ulteriormente (del 7% circa) i valori di omocisteina circolante. Tali supplementi sono particolarmente indicati in quei soggetti che presentano un rischio cardiovascolare elevato a causa di:

tabagismo

ipertensione

sesso (maggiore nei maschi fino ai 50 anni)

età avanzata

genetica

obesità (particolarmente quella addominale)

sedentarietà

colesterolo alto

diabete

In ogni caso, a meno che non siano presenti malattie genetiche importanti, è sufficiente adeguare la propria alimentazione in modo da aumentare l'apporto di acido folico, evitando così il ricorso ad integratori. La supplementazione di acido folico è comunque priva di effetti collaterali, essendo la vitamina B9 idrosolubile, quindi eliminata per via urinaria se presente in eccesso.


Fattori che aumentano i livelli di omocisteina Fattori che diminuiscono i livelli di omocisteina

sesso maschile (+)

invecchiamento (+)

aumento della massa muscolare (+)

fumo (+)

caffè (+)

deficit di folati (+++)


attività fisica (-)

dieta equilibrata ricca di alimenti di origine vegetale (-)


Anche la Vitamina B6 e la vitamina B12, entrambe contenute negli alimenti di origine animale, proteggono l'organismo da eccessivi livelli di omocisteina.

L'apporto di queste vitamine deve comunque essere considerato soltanto come uno dei tanti aspetti della dieta. In particolare per prevenire le malattie cardiovascolari è bene:

consumare alimenti ricchi di fibre (almeno 5-6 porzioni al giorno tra frutta e verdura)

sostituire almeno tre volte alla settimana la carne con il pesce

sostituire almeno tre volte alla settimana la carne con i legumi

limitare il consumo di grassi saturi (burro, insaccati, carni e formaggi grassi, olio di palma)

preferire i grassi mono e polinsaturi (olio di oliva, di semi, di pesce)

Vitamina B6

Pesce, pollame, carni magre

Banane, prugne secche, avocado

Cereali integrali

Fagioli secchi

Vitamina B12

Frutti di mare

Latte, carni e prodotti caseari

Acido folico

Verdura a foglia verde (broccoli, piselli, spinaci, lattuga)

Cereali, noccioline

Fagioli, lenticchie

Arance

Betaina Barbabietola da zucchero, alghe marine, frutti di mare, broccoli, cereali.

 

NOTA BENE: in letteratura si trovano diversi studi che - pur ribadendo l'utilità di una integrazione delle sopraccitate vitamine nel ridurre i livelli sierici di omocisteina - ne sminuiscono l'effetto protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari. In pratica, quindi, nonostante la riduzione dell'omocisteinemia, la supplementazione di tali vitamine potrebbe non essere così efficace nel prevenire le patologie cardiovascolari ad essa associate.