Quali sono gli oli migliori da utilizzare per le nostre fritture?
In commercio esistono numerosi tipi di olio, che si differenziano non solo per origine e sapore ma anche per le loro proprietà nutrizionali ed organolettiche.
I nutrizionisti consigliano di non esagerare con le fritture perché le alte temperature raggiunte con questo metodo di cottura alterano la struttura molecolare dei grassi producendo dei residui tossici per il nostro organismo.
Queste alterazioni si manifestano anche a livello fisico: un olio esposto ad elevate temperature assumerà infatti un colore sempre più scuro, producendo residui schiumosi e aumentando la propria viscosità.
Tra i numerosi oli presenti sul mercato ve ne sono alcuni più stabili e resistenti alle alte temperature ed altri che si decompongono più facilmente.
La formazione di sostanze tossiche dipende da tre principali fattori:
temperatura e tempo di esposizione al calore;
concentrazione di acidi grassi polinsaturi;
punto di fumo dell'olio.
In particolare gli oli contenenti grandi quantità di acidi grassi polinsaturi non vanno utilizzati per le fritture. Insomma, i famosi grassi omega 3 di cui tanto si parla per la loro utilità nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, se sottoposti ad alte temperature diventano instabili producendo residui nocivi per il nostro corpo.
Il punto di fumo corrisponde alla temperatura massima raggiungibile da un olio prima che questo inizi a bruciare e a decomporsi creando le sopraccitate sostanze tossiche.
| Punto di fumo di alcuni oli e grassi * | |
| Olio di girasole | meno di 130 °C |
| Olio di soia | 130 °C |
| Olio di mais | 160 °C |
| Olio di arachide | 180 °C |
| Olio extravergine di oliva | 210 °C |
| Olio di cocco | 177 °C |
| Olio di palma raffinato** | 240 °C |
(*) i valori proposti possono variare in relazione al grado di raffinazione, alla varietà dei semi, all'andamento stagionale e alle tecniche colturali; per questo motivo in letteratura si possono trovare valori differenti. Il punto di fumo diminuisce - anche notevolmente - se l'olio non è conservato in maniera opportuna (ricordiamo che è necessario ripararlo dalla luce e dal calore) e se è già stato usato nelle precedenti fritture. (**) gli oli raffinati hanno un punto di fumo superiore rispetto ai non raffinati e sono quindi più adatti alla frittura. |
|
L'olio d'oliva è l'olio ideale per friggere grazie ad un punto di fumo abbastanza elevato.
L'olio di girasole ha un punto di fumo molto basso ed è ricco di acidi grassi polinsaturi; per questi motivi se ne sconsiglia l'impiego, anche l'olio di colza e di vinaccioli vanno assolutamente evitati per le fritture.
L'olio di semi di arachidi ha il suo punto di fumo a 180° e grazie a questa sua buona stabilità alle alte temperature risulta uno degli oli da preferire.
Di seguito sono riportata le linee guida del ministero della sanità per l'utilizzo di oli e grassi per la frittura
Percentuali di acidi grassi presenti negli oli vegetali
OLI |
polinsaturi |
saturi |
|
girasole |
24 |
65 |
11 |
mais |
27 |
60 |
13 |
arachide |
50 |
30 |
20 |
soia |
22 |
63 |
15 |
colza |
60 |
30 |
10 |
vinacciolo |
16 |
72 |
12 |
oliva |
75 |
10 |
15 |
DALLA COMMUNITY
mangiare fuori: salve a tutti,
volevo chiedere a tutti quanti, esperti e persone costrette a pranzare/cenare fuori.
Io 5 se non 6 giorni a settimana sono costretto a pranzare fuori, senza frigorifero e con una remota possibilita' di micronde, porto sempre 4 o 5 fette di pane integrale "multiseed"...
mangiare fuori: Fa male, molto male, mangiare tutti i giorni salumi e formaggi non pane integrale che invece fa benissimo (nei giusti limiti). Piatti veloci: panino con frittata, con pollo, con tonno, oltre che formaggio e prosciutto che devi limitare a una volta alla settimana ciascuno. Ovviamente devi sempre portarti...
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