Zenzero

Origine e principi attivi

Lo zenzero è una nota spezia dal sapore piccante, con aroma gradevole, caldo e pungente.

Molto utilizzato anche in ambito fitoterapico, lo zenzero è costituito dal fusto sotterraneo (rizoma) di Zingiber officinale (Fam. Zingiberaceae), una pianticella perenne nativa dell'Asia meridionale e coltivata nella maggior parte dei Paesi tropicali (Africa, Giamaica, Australia, Isole dell'arcipelago indiano ecc.).

Zenzero

Utile in presenza di: nausea (specie in gravidanza, durante la quale dev'essere assunto previo consenso medico), mal di mare, mal d'auto, tensione addominale e cattiva digestione. Può causare bruciori di stomaco; particolare cautela in presenza di calcoli delle vie biliari o concomitante utilizzo di farmaci anticoagulanti; secondo alcuni studi è controindicato anche in gravidanza.

Si presenta come un "tubero" di forma decisamente irregolare, più o meno allungato e bitorzoluto con colore variabile dal marroncino al giallo pallido. I principi attivi che lo caratterizzano sono i gingeroli (amari e pungenti), insieme ai loro derivati (zingerone e shogaoli) ed ai componenti volatili dell'olio essenziale (1-3%: sesquiterpeni come lo zingiberene e B-bisabolene, insieme a vari monoterpeni).

Lo Zenzero in Fitoterapia - proprietà medicinali

Le applicazioni culinarie e fitoterapiche dello zenzero (o ginger) sono molteplici e variegate. Le più note e documentate riguardano da un lato il suo effetto antinausea e dall'altro il suo impiego come aromatizzante per bibite analcoliche, birre e

I marinai cinesi utilizzano lo zenzero contro il mal di mare sin da tempi remoti; non a caso, in uno studio condotto su un gruppo di cadetti della marina, la radice di zenzero si è dimostrata molto più efficace del placebo nel ridurre il vomito. L'efficacia antiemetica sembra addirittura simile se non superiore a quella del clopramide (Plasil), ma le maggiori certezze riguardano la sua utilità in gravidanza, durante la quale l'effetto antinausea si è dimostrato paragonabile a quello della vitamina B6 (piridossina). Nonostante alcuni studi sperimentali suggeriscano la possibile mutagenicità di alcuni suoi componenti, alle dosi di normale utilizzo lo zenzero sembra un rimedio sicuro. Possibili effetti collaterali in tal senso sono infatti stati smentiti da diversi studi; ad ogni modo, proprio come per qualsiasi altro integratore o prodotto fitoterapico, l'utilizzo dello zenzero in gravidanza dev'essere preventivamente discusso con il proprio medico. Minori certezze si hanno circa l'utilità dello zenzero nel trattamento della cinestosi (mal d'auto, mal di mare, mal d'aereo), così come della nausea e del vomito post-operatori o post-trattamento con farmaci antitumorali (tipo ciclofosfamide).

Un'altra ben nota e documentata applicazione dello zenzero riguarda il suo impiego nel trattamento della dispepsia, cioè di quel variegato gruppo di sintomi associato ad una digestione difficile e laboriosa (eruttazione, gonfiori di stomaco, nausea, meteorismo e flatulenza). La polvere di zenzero per uso orale è infatti in grado di stimolare i normali movimenti peristaltici di stomaco ed intestino (effetto procinetico). Nei soggetti che soffrono di pirosi (bruciori di stomaco) lo zenzero può risultare controindicato per la sua capacità di stimolare la secrezione gastrica. Numerose sono anche le evidenze circa un suo effetto colagogo, utile per stimolare la funzionalità epatica; questa sua azione positiva sulla secrezione biliare giustificherebbe anche il presunto effetto ipocolesterolemizzante; allo stesso tempo, però, impone una certa cautela nell'uso dello zenzero in presenza di calcoli alla colecisti.

Nell'uso topico esterno lo zenzero è impiegato come revulsivo e come tale è presente in vari preparati antireumatici. Per uso interno si ritiene dotato di proprietà afrodisiache (tradizione popolare) ed antinfiammatorie (capacità di inibire ciclossigenasi e lipossigenasi).

Per il suo effetto antitrombotico, gli individui trattati con anticoagulanti orali (tipo warfarina) o FANS (tipo aspirina) dovrebbero assumere lo zenzero con cautela e sotto controllo medico.

Dosi d'assunzione

Le dosi giornaliere utilizzate nel corso degli studi che ne hanno indagato le proprietà fitoterapiche, variano da 0,5 a 4 grammi di droga polverizzata. In alternativa, lo zenzero è facilmente reperibile sottoforma di rizoma essiccato. A scopo fitoterapeutico, comunque, gli estratti secchi sono da preferire in quanto standardizzati nei principi attivi che caratterizzano la droga (gingeroli); spesso, nelle preparazioni erboristiche lo zenzero si trova associato ad altre droghe con analoga attività, come anice, cardo santo, genziana, cumino e finocchio.


Video Ricette A Base di Zenzero