Siamo Fatti di quello che mangiamo

A cura di Marino Macchio

Perché ingrassiamo?

Non vi sono dubbi…..

Basta guardarsi allo specchio, di conseguenza tirare le conclusioni:

 

Io sono così, perché mi ALIMENTO così

 

La "CICCIA" in più, non è altro che grasso accumulato per:

 

a) Eccesso di calorie introdotte rispetto al fabbisogno calorico giornaliero;

b) Eccessivo apporto di alimenti che contengono un'elevata percentuale di zuccheri semplici e/o grassi (SATURI);

c)Sedentarietà : siamo persone sedentarie che non praticano alcuna attività fisica (oltre a quella normale di vita Quotidiana).

Nell'essere umano, le cellule adipose (adipociti) aumentano di numero fino all'età di venti anni (circa); quelle che muoiono, nel tempo vengono rimpiazzate, quindi è chiaro che le cellule adipose formatesi nei primi vent'anni di vita ci accompagneranno per il resto dei nostri giorni. La persona grassa a vent'anni ha un numero (complessivo) di cellule adipose tale per cui, se e quando deciderà di perdere peso, dovrà faticare molto (sia con la dieta che con l'attività fisica) per sgonfiarle, proprio perché possiede molte più cellule (adipose) di una persona che è arrivata a vent'anni leggermente in sovrappeso.

 

Purtroppo la perdita di peso (massa grassa) consiste nella semplice diminuzione di volume delle cellule adipose, mentre il loro numero rimane costante per tutta la vita. Di conseguenza, la persona con molte cellule adipose ingrasserà molto più facilmente rispetto a quella con poche cellule adipose.

 

Escludendo le ragioni genetiche e/o le patologie (disfunzioni) per le quali ingrassiamo anche se abbiamo un comportamento alimentare corretto, il problema è che non vogliamo accettare l'idea di rinunciare a certe abitudini alimentari scorrette, che purtroppo, complici i mass media, incoraggiano sia noi che (cosa ancora più deleteria) i nostri bambini (prendendoci per la "GOLA", vedi le pubblicità di varie merendine ed altro) ad alimentarci con vari snack contenenti un elevato apporto di grassi (saturi) e zuccheri semplici.

 

La tanto decantata dieta mediterranea può  avere successo, ma così come viene "pubblicizzata" in maniera molto vaga e semplicistica, crea un effetto boomerang, che alla fine rende chi cerca di applicarla su se stesso, ugualmente OBESO o quantomeno sovrappeso.

 

Il mangiare di tutto un po', è un concetto troppo vago ed astratto non sapendo le quantità (in g), le calorie (Kcal per 100 g. degli alimenti) e le proporzioni (%) in grassi, carboidrati, proteine, da assumere in relazione al nostro REALE fabbisogno calorico giornaliero; va a finire che mangiamo quello che ci piace di più (purtroppo ci guida la "gola") es.  paste con ragù, pane, condimenti soffritti, formaggi vari, dolci in quantità considerevole, olio di oliva con troppa generosa abbondanza (tanto fa bene...), mentre di quegli alimenti che magari ci farebbero meglio alla salute, ma ci aggradano meno (es. verdura e frutta), ne mangiamo pochi o addirittura li saltiamo a favore dei cibi più graditi al nostro palato.

 

Se vogliamo veramente nutrirci in maniera corretta, diminuendo o addirittura facendo scomparire problemi come: digestione difficile, diabete, ipertensione ecc. (causa di quasi tutte le malattie oggi più importanti e comuni), e di conseguenza vivere meglio (aggiungo più allungo), è indispensabile tener conto che alla base vi sono un po' di rinunce alimentari e un po' di sacrificio fisico.


Il primo importantissimo fattore: AUTO DISCIPLINA alimentare (bisogna sapersi auto limitare, che non vuol dire  smettere di mangiare).

Il secondo importante fattore: praticare regolare attività fisica, qualunque essa sia.


Una mia ferma convinzione è che, nel corso della vita, c'è il "TEMPO per ogni cosa"; intendo dire che quello che FISICAMENTE  facevamo a vent'anni non lo possiamo fare a quarant'anni e neanche quello che facevamo a quarant'anni lo potremo fare a sessant'anni.

Per l'ALIMENTAZIONE la regola è la stessa; non possiamo nel corso del tempo, man mano che aumenta la nostra età, tenere il medesimo comportamento alimentare che avevamo da giovani.

 

Fisicamente (esteriormente) il nostro aspetto può a colpo d'occhio non mostrare i segni dell'invecchiamento dovuti all'età (ma anche alla cattiva alimentazione, al fumo, all'alcool e ad altro), mentre i nostri organi interni (che noi non possiamo vedere), col tempo inesorabilmente invecchieranno, perché è la nostra natura (escludendo predisposizioni e patologie congenite o comunque  genetiche); inoltre, l'alimentazione che abbiamo tenuto nel corso degli anni influirà in maniera assolutamente determinante sull'ulteriore, precoce, invecchiamento dei nostri organi, agendo in sinergia negativa ai fattori ambientali nocivi che ci circondano.

Nel corso della vita, se non "correggeremo-adatteremo" il nostro comportamento alimentare, inevitabilmente aumenteranno le probabilità che l'organo o gli organi più bersagliati si ammalino.

 

Il mio consiglio...

Alzarsi da Tavola con un po' di fame

Non sempre, ma con una certa regolarità, dovremmo alzarci da tavola con un po' di fame, specialmente la sera a cena (escludendo chi lavora di notte); inoltre, se ci alimentiamo in fretta, quando avvertiamo il senso di sazietà (dovuto all'ormone omonimo che cominciamo a produrre circa venti minuti dopo l'inizio del pasto) purtroppo siamo già andati oltre il nostro REALE fabbisogno calorico. E' dunque importantissimo, e determinante, mangiare lentamente, masticare bene il cibo per consentire alla saliva (contenente diversi enzimi digestivi che ci aiutano a digerire es. i glucidi) di mischiarsi con gli alimenti; nello stesso tempo faremo in modo che l'ormone della sazietà blocchi quella sensazione di fame che altrimenti, se mangiassimo in fretta, si placherebbe solo dopo un eccesso alimentare. 

Capisco che è molto difficile farlo, ma è un sacrificio che col tempo pagherà. Inoltre, se ci può consolare, vi è un dato scientifico che va seriamente preso in considerazione: le nostre difese immunitarie sono più efficienti e pronte al bisogno se adottiamo un regime alimentare alla pari, o addirittura un po' inferiore, al nostro fabbisogno calorico giornaliero, contrariamente a quanto viene da pensare quando ci alimentiamo in eccesso (come i più credono).

Penso che già questo fattore costituisce ragione valida per provare.


"L'eccezione non fa la regola"


(Un proverbio Toscano: non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca...)

 

All'attenzione dei GENITORI

Purtroppo chi di dovere non ci informa in maniera adeguata; voglio solo dire che chi di dovere dovrebbe spiegarci, o quantomeno informarci, sulla corretta alimentazione in maniera meno vaga e più dettagliata, specialmente per quanto riguarda l'alimentazione dei nostri figli. Se lo fanno, tali fonti lo fanno in maniera molto discutibile; mi riferisco al fatto che quasi, e dico quasi, tutti noi, non sappiamo che i nostri bambini possono subire nel loro futuro le conseguenze dovute alla nostra ignoranza in materia alimentare, perché - anche se NOI non siamo bene informati (e non dipende da noi) - di fatto, non ci interessiamo e non ci informiamo sufficientemente su questo importantissimo argomento...

Come dicevo sopra, le cellule adipose (adipociti) aumentano fino a venti anni, è vero, ma è anche vero che se noi non nutrissimo i nostri figli con certi "alimenti" (con troppi zuccheri e/o grassi saturi) o se non li nutrissimo in eccesso o oltre il dovuto, le cellule adipose non aumenterebbero.

Il mio appello e anche il mio augurio...

Mi rivolgo ai genitori ed in particolare alle "MAMME", le quali devono capire che anche se il vedere i propri bambini mangiare con gusto e soddisfazione è molto bello e gratificante, perseverando e  insistendo  nell'eccesso, o nell'errore, alimentare adolescenziale e comunque fino all'età di venti anni, si creano le condizioni e i presupposti per cui, nel futuro, il proprio figlio diventato adulto, si troverà in una situazione di potenziale obesità , o quantomeno di sovrappeso, difficilmente contrastabile, con tutti i danni alla salute fisica, ma anche mentale, relativi alla cattiva alimentazione iniziata in età giovanile.



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Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015