Proteine: la verità sulle proteine

A cura del Dottor Nicola Sacchi - Autore del libro: Farmaci e doping nello sport -

 

La corretta assunzione proteica è attualmente un argomento molto controverso. Spesso si parla dei possibili rischi che si corrono ad assumere troppe proteine, tuttavia allo stato attuale delle conoscenze scientifiche in materia, molti di quei problemi che si attribuiscono all'elevato apporto proteico sono in realtà soltanto dicerie prive di fondamento. Proteine Questo argomento risulta particolarmente contorto quando i soggetti in questione sono atleti che cercano di capire quale dev'essere l'apporto ideale di proteine per migliorare la propria performance: consapevoli di necessitre un apporto maggiore della persona sedentaria, sono comunque intimoriti dalle voci che fomentano la paura di abusare di questo nutriente.

Analizzando attentamente il tema dell'eccesso di proteine bisogna innanzitutto definire il concetto di “troppo”: questo termine non è una misura precisa ed infatti non esiste un quantitativo preciso che giustifichi l'aggettivo “troppo”, che sicuramente varia da soggetto a soggetto ma che viene costantemente menzionato, per non dire addirittura abusato, da fantomatici esperti di nutrizione, che con troppa superficialità generalizzano il concetto dicendo che “troppe proteine fanno male”.
La realtà è che analizzando tutti i principali rischi di cui si accusa l'eccessiva assunzione, in base a ciò che la letteratura scientifica dimostra, si scopre che nessuno dei pericolosi disturbi generalmente menzionati è mai stato realmente dimostrato.
Analizzando scientificamente queste problematiche possiamo dire che:

  • Secondo alcuni studiosi un elevato consumo di proteine determina una riduzione della calcificazione ossea. Queste effetto è correlato al fatto che le proteine animali contengono molti amminoacidi solforati, che aumentano il rilascio di calcio dalle ossa; tuttavia, esistono studi che dimostrano che questa teoria dev'essere rivista, in quanto da diverse ricerche è emerso che la densità ossea dei consumatori di proteine è simile a quella dei consumatori moderati, e che i primi sono meno soggetti a fratture dei secondi.
  • Si ritiene inoltre che un eccessivo consumo di proteine comporti danni renali. Ciò che è stato dimostrato è che il consumo proteico modifica la funzionalità renale, ma questo viene considerato dai più accreditati studiosi della materia un adattatamento fisiologico naturale. L'iperfiltrazione osservata in pazienti ed animali sottoposti a diete ad elevato apporto proteico è soltanto un processo adattativo naturale, che non comporta alcun rischio aggiuntivo. Alcuni studi su atleti che abitualmente hanno un maggior consumo proteico, associato anche all'uso di integratori di amminoacidi e creatina, non mostrano una maggior incidenza di patologie renali rispetto ad individui sottoposti a regimi alimentari con minore apporto proteico. Uno di questi studi ha analizzato gli effetti di un apporto giornaliero di 2,8 gr di proteine per kg di peso senza evidenziare particolari conseguenze a livello renale (Poortmans et al.).
    Per questa ragione molti studiosi ritengono che l'elevato apporto proteico non comporti maggior rischi di incidenza di patologie renali. Secondo diversi istituti di ricerca non ci sono dati sufficienti per affermare che il consumo proteico nelle persone sane debba essere contenuto al 15% dell'apporto complessivo di calorie, come generalmente viene suggerito dai media e da alcuni nutrizionisti. Secondo questi istituti l'apporto proteico può raggiungere il 35% del quantitativo di calorie ingerite.
    Alcuni studi mostrano che persone con patologie renali hanno difficoltà ad eliminare l'azoto, di conseguenza devono ridurre il consumo proteico. In caso di patologie conclamate esiste un effettivo rischio che l'eccesso di proteine comporti un peggioramento della condizione renale. Però ciò non significa che le proteine danneggino i reni, anzi i dati a disposizione trovano scarsa correlazione tra le due cose. In persone sane l'aumento del consumo proteico necessita semplicemente di un aumento del consumo di acqua per favorire la diuresi.
  • Possibili danni epatici derivanti dal consumo di proteine non sono stati riscontrati in nessun studio scientifico. Ovviamente chi soffre di patologie epatiche come cirrosi, insufficienza epatica, epatiti ecc., deve seguire una dieta particolare e deve ridurre il consumo di proteine in quanto il fegato malato non è in grado di metabolizzarle correttamente. Le persone che non presentano danni ai tessuti epatici non hanno problemi di questa natura.
  • L'eventuale rischio di gotta in realtà non è strettamente correlato all'assunzione eccessiva di proteine ma all'eccesso di carne, in quanto la causa di questa patologia è dovuta ad un accumulo di acido urico che si forma dal catabolismo degli acidi nucleici (purine), quindi dalle cellule animali e non dalle proteine di per sé. Assumendo protidi dal latte, uova o da integratori si evita l'accumulo di metaboliti degli acidi nucleici.
  • Altri presunti effetti negativi legati ad un eccessivo consumo di proteine sono il rischio di incidenza di patologie cardiovascolari individuato nei grandi consumatori di carne rossa. In realtà il problema è strettamente correlato alla presenza in queste carni di grassi saturi e non al loro apporto proteico, quindi anche in questo caso non sono le proteine a comportare rischi per la salute.

In pratica tutti i possibili rischi imputati all'assunzione di elevati quantitativi di proteine non ritrovano riscontro nella letteratura scientifica. Infine è importante ricordare come molte ricerche evidenzino che l'aumento del consumo proteico a discapito dell'apporto in carboidrati e grassi favorisce la perdita di peso e come sia importante aumentare l'apporto proteico in caso di attività fisica intensa, in quanto il corpo consuma e danneggia queste molecole durante l'attività.

 

Bibliografia


Integratori per lo sport – Nicola Sacchi – Ed Nonsolofitness 2011
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