L'uso dei probiotici nella salute del cavo orale

A Cura Del Dottor. Gianluca Rizzo - Nutrizionista

Introduzione

L'interesse scientifico e commerciale per i probiotici ha seguito una curva esponenziale nell'ultimo decennio, con un numero di pubblicazioni su PubMed di oltre 10.000 unità (giugno 2013). Le tecniche di isolamento e la ricerca in vitro e in vivo hanno permesso di raccogliere sempre più informazioni sulle funzionalità e i meccanismi dei sistemi microbici associati all'uomo.
Flora Batterica OraleNella definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, un probiotico è un microrganismo somministrato vivo, con le capacità di migliorare la salute dell'uomo attraverso interazioni con l'ospite, se assunto in quantità adeguate.
Fin dai primi anni del Novecento, il concetto di probiotico è entrato nella terminologia scientifica grazie agli studi del biologo russo Ilja Il'ič Mečnikov, che isolò e studiò i ceppi responsabili della fermentazione del latte in yogurt, usati da quel momento come starter per i processi produttivi che avrebbero segnato la genesi dell'industria casearia moderna. In un secolo di progressi scientifici, una grossa spinta nell'uso funzionale di tali microrganismi è avvenuta grazie alle conoscenze del microbiota associato ai tessuti umani e alle interazioni tra tali microrganismi e le funzioni dei distretti corporei, vere e proprie nicchie ecologiche che hanno subìto con i primi una vera e propria co-evoluzione.
Il sistema microbico intestinale è stato quello più studiato e tutt'ora rappresenta il target principale dei supplementi probiotici e degli studi funzionali ai fini del benessere dell'uomo. Nonostante ciò, esistono numerose altre popolazioni microbiche che interagiscono con i tessuti umani, con caratteristiche peculiari e pattern microbici specifici. Sappiamo, infatti, che lungo tutto il canale digerente si assiste a variazioni nelle popolazioni microbiche, con la sostituzione di microbi aerobici con altri anaerobici dal cavo orale verso l'apertura anale, variazione più evidente ma non unica che può essere riscontrata. Ciascuna di queste nicchie ecologiche si forma a partire dall'interazione con l'ospite e con gli altri commensali dello stesso distretto. Lungo il canale digerente alcuni microgranismi trarranno vantaggio dalle scorie alimentari dell'ospite che verranno fermentate a scopo energetico, i cui sottoprodotti saranno a loro volta utilizzati da altri microrganismi come substrati fermentativi; l'ospite a sua volta usufruirà di vantaggi funzionali da parte dei tessuti implicati (come i colonciti che si nutrono principalmente dei sottoprodotti della fermentazione batterica), ma anche di tipo sistemico ed immunitario. In un contesto simile, l'eterogenicità dell'ecosistema distrettuale permette la crescita di quei microbi vantaggiosi per l'ospite ma anche per le rispettive sottopopolazioni, in un fenomeno di tipo simbiotico. Per alcuni ricercatori, tali meccanismi portano a definire l'essere umano come entità formata da un amalgama di Homo sapiens e microbi piuttosto che una singola ed unica specie, ed è stato appurato come l'assenza di un microbiota intestinale porti a ridotte capacità di estrazione calorica dai cibi ma soprattutto gravi disfunzioni infiammatorie e autoimmuni.
L'interazione tra questi microgranismi e i tessuti dell'ospite sembra dunque essere fondamentale per il mantenimento delle funzionalità degli organi e dei tessuti a cui sono associati; nel contempo, molte patologie sono frequentemente collegate ad alterazioni della composizione batterica del microbiota. In alcuni casi tali variazioni possono essere ricondotte facilmente (variazioni microbiota intestinale e malattie associate alle funzionalità dell'intestino), ma altre volte tali collegamenti non sono così immediati (sindrome metabolica e alterazioni microbiche).

Flora batterica Orale e Potenzialità dei Probiotici

L'interesse verso i sistemi microbici si è di recente esteso ad altri distretti e sono presenti dati scientifici che suggeriscono come la salute del cavo orale sia strettamente legata alla composizione microbica e come alcune patologie, ad esempio il diabete mellito, siano associate ad alterazioni del microbiota buccale.

Nonostante tali dati, gli studi d'intervento presenti in bibliografia, riguardanti l'uso di probiotici, adoperano principalmente quei ceppi notoriamente usati per il raggiungimento ed il mantenimento della salute intestinale (Lactobacilli, Bifidobacteria, Streptococci) ma, come abbiamo visto, i due sistemi microbici (bocca e intestino) possono presentare numerose variazioni, così come numerosi ceppi (circa un terzo dei batteri del cavo orale), sono esclusivi del dorso della lingua e non riscontrabili in altri compartimenti orali. Sono ancora molto pochi gli studi che si sono occupati degli effetti dei ceppi orali autoctoni sui patogeni implicati nei disturbi orali, e tra questi ceppi possiamo annoverare i ceppi di L. reuteri ATCC PTA 5289 e ATCC 55730, isolati rispettivamente dalla saliva di una donna giapponese e dal latte di una donna peruviana.
Naturalmente esistono ceppi batterici riscontrabili in due distretti differenti come ceppi di L. plantarum e L. rhamnosus trovati sia nella mucosa anale che in quella rettale, ma non è detto che si comportino da residenti in entrambi. Similmente, un microbo introdotto oralmente potrebbe essere transiente a livello buccale e permanere per più tempo in un dato distretto intestinale; viceversa un altro potrebbe risiedere nel cavo orale e non arrivare all'intestino o fluire rapidamente. Proprio per questo motivo, i test di adesione possono rappresentare uno spunto utile per la scelta dei probiotici da utilizzare per il cavo orale; attualmente si conoscono più di 1.000 diverse specie di microrganismi capaci di colonizzare la bocca dell'uomo con pattern unici da un individuo all'altro.
Anche la capacità di produrre biofilm diventa una prerogativa necessaria per la colonizzazione da parte di un microrganismo specifico e tale caratteristica dipende in buona parte dalle interazioni che esso riesce a contrarre con i microrganismi presenti in tale distretto. La formazione di un microbiota stabile sembra avvenga attraverso una complessa cronologia che permette progressivamente l'instaurarsi delle condizioni necessarie alla colonizzazione dei microrganismi definitivi. Questi eventi fanno sì che solo in rari casi un microbiota possa essere perturbato in modo così profondo da essere alterato in modo irreversibile. Il biofilm, a differenza dello stato planktonico, permette l'espressione specifica di geni che aumentano la resistenza e l'adesione dei microgranismi in una cooperazione vantaggiosa con gli altri commensali. Tipicamente un biofilm è composto da diverse specie microbiche in una matrice generalmente di natura glicoproteica, sintetizzata dagli stessi microgramismi, che conferisce maggiore resistenza agli agenti chimico-fisici e biologici. La consistenza e la composizione della saliva hanno un ruolo rilevante nel processo di colonizzazione e nel mantenimento dell'equilibrio eubiotico attraverso proprietà batteriostatiche e battericide in essa riscontrabili, così come l'effetto meccanico di propagazione dei microbi autoctoni attraverso i vari comparti buccali o la capacità agglomerante o dissociante derivata dalla sua viscosità. I batteri in grado di colonizzare la bocca dovranno essere adattati a tali caratteristiche, traendo vantaggio rispetto a quei microbi sensibili alle peculiarità della saliva stessa.
Un probiotico, per essere utilizzabile, necessiterà dunque di una serie di caratteristiche come la capacità di adesione (dipendente dall'interazione con il substrato), la capacità di formare biofilm (dipendente dalle interazioni con il microbiota residente) e, ovviamente, dovrà essere innocuo e sicuro per la salute, oltre a manifestare funzioni atte al miglioramento di essa attraverso azioni locali (inibizione patogeni) o sistemiche (stimolazione immunitaria), per quanto i meccanismi alla base di tali effetti benefici non siano stati ancora pienamente compresi.
Le specie di lattobacilli riscontrate più frequentemente nella saliva di individui in salute sono L. fermentum e L. gasseri; queste specie vengono sostituite da altre patogene in presenza di carie o periodontiti.
Carie, periodontiti, alitosi ed infezioni del cavo orale sono disturbi molto comuni nella popolazione, le cui cause sono di origine batterica; l'utilizzo dei probiotici può migliorarli attraverso interventi che possono avere meno controindicazioni ed effetti collaterali rispetto alla cura farmacologica convenzionale.
Un approccio teorico promettente è dato dalla terapia microbica (o terapia batterica sostitutiva), in cui un microrganismo viene introdotto dall'esterno per ridurre la crescita di una controparte patogenica e risolvere così il disturbo. Per fare questo si necessita naturalmente di ceppi che siano specifici per il distretto orale e per la specie umana, quindi è utile selezionare microbi che abbiano la capacità di aderire e crescere nel cavo orale umano, isolandoli dall'uomo stesso e assicurandosi che facciano parte della popolazione benefica che colonizza in condizioni eubiotiche.


1 2 3 »