L'uso dei probiotici nella salute del cavo orale

A Cura Del Dottor. Gianluca Rizzo - Nutrizionista


Il collegamento tra consumo di alcool e neoplasie è ormai ampiamente documentato. Anche se l'etanolo di per sé non è cancerogeno, il suo primo metabolita, l'acetaldeide, è il composto che presenta buona parte della tossicità locale e sistemica della bevanda, così come gli effetti irritanti che aumentano la permeabilità delle mucose ai comporti cancerogeni o gli effetti mutagenici attraverso la formazione di addotti nel DNA da parte dell'acetaldeide stessa. Probiotici e Batteri del Cavo oraleL'etanolo viene metabolizzato da un pool enzimatico di citocromi; questi, in caso di assunzione cronica di etanolo, potrebbero subire una stimolazione nell'espressione genica con aumento complessivo della loro attività metabolica. Questi enzimi (sistema MEOS) hanno un importante ruolo nel metabolismo degli xenobiotici, quindi anche nell'azione metabolica sui farmaci; nello stesso tempo essi potrebbero aumentare la velocità di trasformazione di proto-cancerogeni in cancerogeni attivi, come nel caso di aflatossine e idrocarburi policiclici.
Il consumo di alcool è fortemente associato all'aumento di incidenza di tumori al colon, fegato, stomaco ed esofago, ma anche al seno e al cavo orale. In quest'ultimo distretto la compartecipazione tra eccesso nel consumo di alcool ed abitudine al tabagismo, con la produzione di sottoprodotti proto-cancerogeni come le nitrosammine, può aumentare il rischio di tumore alla bocca. Nel cavo orale, la maggiore produzione di acetaldeide in seguito ad ingestione di alcolici avviene grazie alla presenza di microbi, tra cui C.alabicans e ceppi non patogeni di Neisseria, che presentano enzimi alcool deidrogenasici; si è visto che gli alcolisti con tumori orofaringei presentano concentrazioni di acetaldeide salivare molto elevate. La prevalenza di batteri Gramm positivi a discapito dei negativi può avvenire in condizioni disbiotiche e per questo motivo, in caso di alcoolismo e tabagismo, l'eubiosi orale assume una maggiore importanza, considerando la scarsa igiene orale e le abitudini al fumo di sigaretta riscontrabili frequentemente tra gli alcolisti. Come contributo all'evento disbiotico, il consumo di etanolo e fumo di sigaretta può portare a condizioni di atrofia delle ghiandole salivarie e ad un'alterazione della composizione stessa della saliva, secrezione con funzioni molto importanti nella modulazione dei microrganismi colonizzatori della bocca. Essa, oltre all'effetto meccanico dato dalla caratteristica viscosità, presenta numerose sostanze antibatteriche e batteriostatiche ed enzimi come RNasi, proteinasi, lisozima che sembrano avere maggior effetto su microbi patogeni nella fase planktonica ma a cui si presentano immuni i microrganismi benefici del biofilm che colonizzano la nicchia ecologica in questione.
Nuovi svilluppi nell'utilizzo di probiotici per la salute del microbiota orale, potrebbero in futuro permettere la riduzione dell'incidenza di neoplasie buccali.

Conclusioni

I Bifidobacteria, anche se molto rappresentati nello spazio luminale dell'intestino, sono poco presenti nel cavo orale, quindi potrebbero avere un'intrinseca difficoltà a colonizzare tale locus. È molto importante prestare attenzione ai ceppi specifici, poiché la famiglia e il genere possono non darci informazioni sufficienti per definire l'effetto nei probiotici in questione. Non tutti i bifidi, per esempio, sono buoni candidati come probiotici con effetti positivi sulla salute dell'ospite. Inoltre, il medesimo ceppo batterico non avrà necessariamente lo stesso effetto vantaggioso su individui differenti. Per questo motivo la somministrazione multiceppo di commensali autoctoni potrebbe essere una soluzione promettente in luce dei possibili meccanismi di cross-talk interspecie, anche se in bibliografia tale soluzione è stata ancora poco esplorata.
Tranne in rari casi, i probiotici si sono rivelati sempre sicuri durante gli studi clinici ma se ne sconsiglia ugualmente l'utilizzo in caso di patologie a carico del sistema immunitario, proprio per la loro potenziale influenza su di esso.

Anche il mezzo di assunzione diventa fondamentale per una somministrazione efficace dei probiotici nel cavo orale. Mentre la veicolazione verso l'intestino deve tenere conto della riduzione di vitalità attraverso la barriera gastrica, il mezzo per la colonizzazione orale dovrà permanere un tempo adeguato o permettere una superficie di contatto con gli epiteli sufficiente al trasferimento dei microrganismi. Per questo motivo chewingum o supporti liquidi possono essere più adatti rispetto a caramelle o pastiglie a causa del rapido transito di quest'ultime.


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