L'uso dei probiotici nella salute del cavo orale

A Cura Del Dottor. Gianluca Rizzo - Nutrizionista

Carie e Flora Batterica Orale

La carie orale rappresenta l'erosione dello smalto dentale, che avviene in condizioni di aumentata acidità ad opera di batteri fermentativi acidofili (Streptococcus mutans ed alcuni Lactobacilli), in presenza di zuccheri semplici (glucosio, fruttosio, saccarosio ecc.); questa demineralizzazione avviene dunque grazie a batteri specifici e in presenza di zuccheri detti "cariogenici", provocando una riduzione della biodiversità del biofilm a favore dei patogeni e a discapito dei benefici. Flora Batterica OraleLa scelta di un probiotico adatto a far fronte a tale evento dovrà ricadere su un microrganismo capace di inibire la crescita dei batteri che fermentano gli zuccheri, attraverso competizione o tramite produzione preferenziale di alcali (capacità argininolitiche) che ne riducano l'erosione dentale. Per questi motivi molti Lactobacilli possono non essere sempre la scelta ideale poiché fortemente acidofili ed acidogenici; il loro numero aumenta nella saliva di individui che consumano molti zuccheri, per quanto questo non sia univocamente ritenuto dannoso. Esistono diversi studi d'intervento a breve termine per l'uso di probiotici contro la carie in cui si somministrano per non oltre un mese dosi giornaliere di 107-109 batteri (L.reuteri ATCC 55730 e ATCC PTA 5289; L. rhamnosus LB21; L. paracasei GMNL-33, ecc.). Molto promettente è l'utilizzo di Lactobacillus ramnosus GG, in particolare nella combinazione con fluoro.
Sebbene i batteri siano essenziali per l'iniziazione dei disturbi del cavo orale, le interazioni del microbiota, fattori ambientali e dell'ospite, dieta, abitudini igieniche e stress fisiologici caratterizzano la suscettibilità individuale ai disturbi dentali e orali e la severità della progressione delle relative malattie.

Parodontiti e Flora Batterica Orale

Le specie Porphyromonas gingivalis e Fusobacterium nucleatum sono strettamente associate a varie forme di periodontiti. Esse sono le maggiori responsabili, rispettivamente, delle periodontiti acute e delle malattie periodontali nell'adulto e nella placca subgengivale. Actinomycetes viscosus sembra essere implicato nelle lesioni della radice dentale. Di recente, esistono evidenze scientifiche sempre più convincenti che associano le infiammazioni periodontali croniche a varie patologie sistemiche (diabete mellito) o al peggioramento di particolari condizioni cliniche (malattie cardiovascolari, malattie renali, Alzheimer, ecc.).

Lactobacillus gasseri, che prende il nome dalla batteriocina "gassericina A" da esso prodotta, sembra essere predominante nel cavo orale degli individui in salute. Lactobacillus reuteri prende il suo nome dalla "reuterina", una classe di antimicrobici multicomposto molto potenti che vengono sintetizzati da certe classi di batteri durante la competizione microbica. Trai possibili candidati probiotici autoctoni, da testare in vivo contro disturbi periodontali, potrebbero essere utili L. paracasei CJS1, L. plantarum BMS2 e L. brevis 22A, poiché hanno mostrato effetti antibatterici verso tutti i patogeni sopraelencati.

Alitosi e Flora Batterica Orale

L'alitosi è un disturbo documentato fin dagli antichi egizi che descrivevano rimedi per profumare l'alito con estratti di piante e spezie, pratiche ancora in uso ai nostri giorni. L'uso di confetti masticabili è molto comune per la sensazione di freschezza che deriva dall'effetto cooling. Tale fenomeno dipende semplicemente dalla dissoluzione endotermica caratteristica dei polialcoli usati in questi confetti che provoca la percezione di freschezza; tuttavia alcuni di essi, come lo xilitolo, sembrano ridurre la crescita di ceppi S. mutans, riducendo l'incidenza di carie probabilmente attraverso la stimolazione della secrezione di saliva.
L'alitosi affligge una parte consistente della popolazione ed è il risultato della produzione di composti sulfurei volatili da parte di microrganismi aerobici prevalentemente Gram negativi. La terapia batterica sostitutiva tramite l'utilizzo di L. salivarius K12 e Weissela cibaria, sembra essere efficace nella cura del disturbo. L'effetto probiotico può esplicarsi attraverso competizione microbica o mediante co-aggregazione con le specie che producono i composti sulfurei come F. nucleatum.

Candidosi orale e Flora Batterica Orale

Il concetto di eubiosi batterica non implica necessariamente una composizione microbica rappresentata esclusivamente da microbi innocui per la salute. L'equilibrio finemente intricato di un microbiota locale permette di avere dei vantaggi per l'ospite attraverso condizioni che limitino l'adesione dei patogeni mediante un pH svantaggioso o substrati non fermentabili per questi ultimi. Esiste tuttavia anche un'azione mico e batterio statica attraverso la quale alcuni commensali sono limitati nella loro potenzialità patogenica. Un esempio tipico è dato dalla specie fungina Candida albicans, un microrganismo commensale considerato un patogeno opportunista, che colonizza i distretti corporei umani. Nonostante la sua presenza sia innocua in condizioni di eubiosi, in presenza di fenomeni disbiotici originatisi da alterazioni microbiche o dell'ospite, questo micete unicellulare può prendere il sopravvento portando alla relativa micosi che nel distretto orale prende il nome di "mughetto" (descritto da Ippocrate nel VI secolo a.C.), di cui tale specie è la principale responsabile, anche se esistono 150 specie diverse di candida di cui almeno sei collegate a micosi umane. La candidosi è frequentemente associata a stomatiti da protesi dentarie e piercing alla lingua, cheilite angolare, stomatiti da antibiotici e steroidi, alterazioni ormonali femminili, fumo di sigaretta ma anche a patologie sistemiche come diabete, lupus ed eventi di malnutrizione o immunosoppressione (HIV, chemioterapia, ciclosporina, forte debilitazione, ecc.). Età, genetica, fattori locali, fattori sistemici, cause ormonali e iatrogene possono contribuire e predisporre alla manifestazione dell'infezione; i probiotici possono comunque alleviarne i sintomi e ridurre il potenziale patogenico della Candida. Riduzioni fino al 75% in individui anziani sono state ottenute attraverso l'uso di probiotici (L.ramnous GG), in uno studio d'intervento per 16 settimane. Nonostante la tecnica sia promettente, non ci sono ancora sufficienti dati e altri studi sono stati eseguiti solo su modelli animali con l'utilizzo efficace di ceppi L. acidophilus sulla riduzione dell'infezione micotica rispetto ai controlli.


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