Olio di palma: fa bene o fa male?

Introduzione

Nel sapere comune si è ormai consolidato il concetto secondo cui diete ricche di grassi animali e povere di acidi grassi polinsaturi si associano a un tangibile incremento del rischio di malattia coronarica e cardiovascolare in genere, sia negli animali da laboratorio che nell'uomo.
Olio di PalmaNegli ultimi decenni ci si è soffermati in particolar modo sullo studio degli effetti deleteri degli acidi grassi saturi (di cui le carni e i formaggi ne sono ricchi) e delle relative ripercussioni negative sulle concentrazioni ematiche di colesterolo totale, colesterolo LDL e trigliceridi, e sul complessivo stato di salute cardiovascolare della popolazione.
Marcatori differenti, come l'apolipoproteina A1 e B o l'omocisteina, hanno offerto ulteriori spunti per una valutazione più attenta del reale rischio cardiovascolare e della sua dipendenza dalle abitudini dietetiche. In questo scenario di grande attenzione riservata agli effetti degli acidi grassi saturi sullo stato di salute cardiovascolare, si inseriscono i numerosi sospetti relativi all'olio di palma e alle sue ripercussioni sullo stato di salute.

L'olio di palma

L'olio di palma rappresenta oggi il leader mondiale, dal punto di vista commerciale, degli oli e dei grassi alimentari.
Prodotto principalmente in Malesia, stato che costituisce il principale esportatore mondiale di questo alimento, l'olio di palma è venduto in oltre 150 paesi in tutto il mondo, riscuotendo enorme successo per via del prezzo estremamente competitivo e per l'ottima idoneità all'uso alimentare ed industriale.
Tuttavia, nonostante l'enorme successo commerciale, la composizione chimica dell'olio di palma, soprattutto negli ultimi anni, è stata al centro di numerose polemiche relativamente ai potenziali effetti collaterali sullo stato di salute cardiovascolare.
Infatti, al contrario di molti altri oli vegetali, come ad esempio l'olio di oliva, l'olio di palma è costituito:

E' importante inoltre ricordare come tale composizione differisca sensibilmente dall'olio di nocciolo di palma o di palmisti (coprodotto molto utilizzato in ambito industriale), costituito invece per oltre l'80% da acidi grassi saturi, seppur in prevalenza a media catena.

Olio di palma: sì o no?

Tralasciando gli effetti negativi della coltivazione intensiva di palme sulla biodiversità e sull'ecosistema faunistico, problema chiaramente sovrapponibile per qualsiasi altra coltivazione intensiva, molte domande vengono poste relativamente agli effetti dell'olio di palma sullo stato di salute.
Nonostante negli ultimi tempi ci sia stato un allarmismo generale relativamente all'uso di olio di palma, in parte giustificato da una composizione chimica decisamente diversa rispetto a quella di altri oli vegetali, solo pochi studi scientificamente validi hanno indagato gli effetti specifici dell'acido palmitico sul rischio coronarico e cardiovascolare.
Fortunatamente questo enorme gap è stato in parte colmato da un gruppo di ricerca italiano del Mario Negri, che con un recentissimo articolo pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition ha revisionato in metanalisi lo stato dell'arte relativamente agli effetti biologici dell'acido palmitico.
Dalla letteratura attualmente pubblicata, considerando la presenza di numerosissimi studi finanziati dalla Malaysian Palm Oil Board, con evidenti conflitti di interesse, emerge come la sostituzione dell'acido palmitico dietetico con altri acidi grassi potrebbe avere sia effetti positivi che negativi su alcuni marcatori di rischio cardiovascolare, quali le concentrazioni sieriche di colesterolo totale, LDL, HDL, Trigliceridi, Apolipoproteine ed Omocisteina.
Nonostante siano necessari ulteriori studi, da queste evidenze emergerebbe il ruolo cardioprotettivo di una dieta a basso tenore lipidico e a più alta concentrazione di acidi grassi polinsaturi, rispetto ai saturi e ai trans-idrogenati.

Considerazioni

Nonostante l'opinione pubblica abbia già ampiamente espresso il suo parere negativo sugli effetti dell'olio di palma sullo stato di salute, tanto da spingere alcuni stati come l'India ad introdurre una tassa sui prodotti contenenti olio di palma, con inevitabili ripercussioni di natura socio-economica, la letteratura scientifica in generale sembra molto più cauta nell'esprimersi.
Tuttavia indiscutibili sarebbero i benefici di una dieta più attenta nel preservare lo stato di salute cardiovascolare. In questo senso quindi sarebbe opportuno:

In attesa di ulteriori studi, la sostituzione dell'olio di palma con oli vegetali a maggior concentrazione di acido oleico, sembra quindi rappresentare una mossa preventiva degna di nota.

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