Latte di soia

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Il latte di soia contiene buone percentuali di ferro, presente in quantità doppie rispetto al latte vaccino intero. Si registra invece una carenza di calcio e vitamina B12, spesso aggiunti per elevare il profilo nutrizionale e salutistico dell'alimento.

Preparazione

A livello casalingo il latte di soia si ottiene per macinazione dei semi, lasciati preventivamente in ammollo per una notte (in modo da allontanare alcuni fattori antinutrizionali). Dopo l'eliminazione dell'acqua si procede con la macinazione fine dei semi (ad esempio con l'ausilio di un frullatore), che verranno poi portati ad ebollizione per una ventina di minuti insieme all'acqua di cottura (il rapporto in peso acqua/soia dovrebbe essere di 10:1). La purea residua, detta okara, può essere utilizzata nella preparazione di zuppe, minestre e muesli.

Il passaggio al setaccio ed il successivo raffreddamento, costituiscono le ultime tappe del processo casalingo, oggi sostituito a livello industriale con tecniche più rapide ed innovative. A partire dalla farina di soia sgrassata, si esegue una doppia estrazione con solvente che ha lo scopo di allontanare i lipidi responsabili del sapore di fagiolo. La frazione lipidica verrà poi reintegrata insieme ad una modesta percentuale di zucchero (2%).

Per preparare il latte di soia direttamente a casa propria è sufficiente mettere in pratica quanto spiegato nella nostra videoricetta "Latte di Soia Fatto in casa.

Latte di soia, neonati, allergie ed intolleranza al lattosio

Opportunamente trattato, è necessaria, per esempio, l'aggiunta di L-metionina, L-carnitina e taurina, il latte di soia può essere utilizzato per l'alimentazione dei bambini che presentano allergia alle proteine del latte vaccino. In questo senso può rappresentare una valida alternativa alle formulazioni lattee ad idrolisi spinta o semielementari, che vengono comunque preferite da molti pediatri per la paura che la soia possa a sua volta determinare sensibilizzazioni. Esiste poi il problema dell'origine transgenica di questo alimento, mentre l'aspetto economico giova fortemente a suo favore. Un alternativa dell'alternativa, è il caso di dirlo, è rappresentata dal latte di riso, che sta raccogliendo consensi positivi per la buona valenza nutrizionale ed il bassissimo potere allergizzante (non a caso è il primo cereale ad essere introdotto durante lo svezzamento).
Il latte di soia, grazie all'assenza di lattosio, è indicato nella rialimentazione del bambino dopo disturbi gastrointestinali (diarrea) di origine batterica o virale. Queste situazioni possono essere causa di abrasione della mucosa intestinale, con conseguente deficit dell'enzima lattasi. A causa di questa carenza enzimatica, il lattosio indigerito richiamerebbe liquidi nel lume intestinale, aggravando ancor di più le manifestazioni diarroiche. Se adoperato in tal senso, il latte di soia dev'essere considerato un alimento di transizione, da utilizzarsi solo per il tempo strettamente necessario al superamento della fase acuta della diarrea.