Il latte di donna, rispetto a quello vaccino, ha un'altra differenza importante: contiene una quantità di sali minerali molto bassa, che risulta essere nettamente inferiore a quella del latte vaccino. Questo aspetto è molto importante perché il rene del bambino piccolo deve ancora maturare, perciò non tollera le quantità di sali contenute nel latte di vacca. Quindi, se il latte vaccino non venisse diluito, si avrebbe, oltre al già citato coagulo proteico nello stomaco, anche un danno a livello renale.
Oltre alle componenti nutrizionali citate, il latte materno contiene anche degli importanti componenti bioattivi, cioè che non svolgono un effetto nutrizionale ma regolatore, e sono rappresentati da proteine regolatrici e di difesa. Queste sono adatte ad agire in maniera specifica nel sistema digerente del neonato, presenti nel latte materno in quantità inversamente proporzionale alle capacità produttive del bambino e sono in grado di diminuire gradualmente nel tempo man mano che aumentano le difese del bambino stesso, cioè intorno circa ai 6 mesi di vita. Da ciò si deduce che il latte materno vicaria alcune carenze del neonato, soprattutto di tipo immunologico, offrendo quell'apporto di difese immunitarie che da solo non è ancora in grado di produrre.
Tra i numerosi fattori di difesa contenuti nel latte materno, i più importanti sono rappresentati da immunoglobuline, lattoferrina e lisozima. Altri importanti fattori non proteici sono rappresentati dagli antiossidanti naturali e dai nucleotidi, che sono i "mattoni" del DNA, e che sembrano avere notevole efficacia nel riparare le piccole lesioni delle cellule che rivestono il canale intestinale (enterociti), consentendo di avere una parete più integra. In tal modo, si ha minore probabilità che molecole estranee passino attraverso la barriera intestinale e siano così vettrici di fenomeni allergizzanti.
Nel latte di donna il contenuto dei singoli nutrienti è minimo rispetto alle esigenze del lattante, ma tale da consentire degli assorbimenti ottimali; dunque, il bambino non va in carenza di nutrienti, ma si tratta di un meccanismo messo in atto dall'evoluzione che determina una "efficienza a costo". Il latte di donna, quindi, contiene tutte le sostanze che servono al bambino, ma non più di quelle che possono essere impiegate dal bambino stesso. C'è quindi un minimo di spesa energetica con un notevole vantaggio per la donna che allatta.
Pertanto, il latte materno è un alimento che non sovraccarica mai l'organismo del bambino, ed offre in giusta quantità gli apporti necessari alla crescita ed al mantenimento di un perfetto equilibrio nel lattante.
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frutta al posto dei cereali: grazie dottor bernardini per la risposta.avevo fatto questa domanda perchè si legge spesso della dieta paleolitica e,siccome all epoca credo che i cereali non esistessero mi chiedevo quali carenze potessero avere in contrapposizione con quanti dicono che è una dieta salutare.grazie di nuovo
frutta al posto dei cereali: La dieta paleolitica è una delle tante invenzioni per far soldi però attento non è corretto dire che i cereali non esistevano. Non esistevano quelli coltivati. Ma l'uomo non si nutriva di soli frutti ovviamente. Tuberi, bulbi, radici e altri vegetali costituivano la parte preponderante della dieta. Ed...
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