Pianetadonna
Gravidanza
      Ultima modifica: 23/11/2011

Il latte di donna

Il latte di donna è un prodotto specifico della ghiandola mammaria ed è un liquido complesso che contiene sostanze in soluzione, in emulsione ed in dispersione colloide.
Quelle in soluzione sono rappresentate da:

- zuccheri: lattosio e zuccheri semplici (oligosaccaridi). Il lattosio è lo zucchero prevalente come quantità;
- sali minerali: sodio, potassio, cloro, calcio.
- vitamine idrosolubili (solubili in acqua);
- sieroproteine (proteine del siero), come l'albumina (proteina di trasporto di moltissime sostanze che circolano nel sangue) e le immunoglobuline (anticorpi), che formano una secrezione giallastra e viscosa chiamata "colostro".

Le sostanze in emulsione nel latte di donna sono:

i lipidi e le vitamine liposolubili (solubili nei lipidi), che sono A, D, K, E.

Quelle in dispersione colloide sono:

rappresentate da un'altra proteina chiamata caseina.

Nel latte materno, le sieroproteine prevalgono come quantità sulla caseina.
Gli oligosaccaridi sono importanti perché contribuiscono alla crescita della flora batterica intestinale, specificamente residente nel colon, del neonato. Questa flora ha delle caratteristiche particolari: in essa sono presenti lattobacilli e bifidobatteri (gli stessi dello yogurt), che sono batteri anaerobi (crescono bene in ambienti privi di aria). Proprio alla flora intestinale del colon, che impedisce che vi siano fenomeni di putrefazione in questa sede, si devono le caratteristiche delle feci di un bambino allattato al seno, ovvero:

  1. l'odore acidulo: diverso dall'odore fetido di proteine digerite dalla flora batterica intestinale, che caratterizza le feci del bambino allattato con latte artificiale, che somigliano poi a quelle dell'adulto;
  2. l'emissione delle feci con frequenza nettamente maggiore (6-7 scariche al giorno) rispetto al bambino allattato artificialmente;
  3. il colore giallo oro delle feci nel momento dell'emissione, che poi diventano verdognole perché si ossidano all'aria.

Bifidobatteri e lattobacilli provvedono inoltre ad un'azione anti-infiammatoria ed anti-infettiva perché contrastano la crescita di batteri gram-negativi e di clostridi (altri batteri dannosi per l'intestino). Di conseguenza, i bambini allattati al seno hanno il vantaggio di ammalarsi raramente di fenomeni gastrointestinali mentre quelli allattati artificialmente presentano spesso frequenti enteriti. Si è visto infine che bifidobatteri e lattobacilli hanno la funzione di scambiatori di nutrienti: alcune sostanze nutritive che non vengono digerite nelle porzioni alte del tratto gastrointestinale per vari motivi, una volta giunte a livello del colon, vengono metabolizzate da questi batteri, che hanno la proprietà di trasformarle in sostanze che possono venire "scambiate" con altre, e quindi assorbite ugualmente.


La secrezione della mammella, che inizia dopo il parto (ma eccezionalmente già prima), passa attraverso tre fasi e, di conseguenza, anche la distribuzione dei componenti del latte materno cambia durante le fasi dell'allattamento:

nei primi 5 giorni viene prodotto il colostro, dal 5°-6° al 10° giorno il latte di transizione, e dal 10° al 20° giorno il latte maturo.

Il colostro, una volta, veniva chiamato erroneamente "latte della strega" od anche "latte guasto", tanto che per secoli i medici hanno sostenuto, sempre erroneamente, che si dovesse evitare il latte materno per i primi 7 giorni perché non sarebbe stato nutriente. In realtà, il colostro è stato visto essere un elemento fondamentale, perché è un latte di difesa, ricco di elementi immunitari. Esso è una secrezione giallastra, viscosa, e contiene una grande quantità di immunoglobuline, soprattutto di tipo A, che sono dotate di una notevole capacità di proteggere dalle infezioni, in particolare quelle intestinali. Inoltre, il colostro è ricco di albumina, un'altra proteina estremamente utile come trasporto di numerosissime sostanze (farmaci, ormoni, ecc.), sali minerali, globuli bianchi, e povero di lipidi e di lattosio. Il colostro ha delle caratteristiche opposte a quelle del latte maturo, perché quest'ultimo è ricco di zuccheri (lattosio) e povero di proteine (0,9%, contro il 2,8% del colostro). L'importanza del colostro è da tempo nota anche in veterinaria: nell'allevamento degli animali, i vitelli sono alimentati con latte artificiale (per il minore costo), eccezion fatta per i primi 7 giorni, in cui si utilizza il colostro perché ricco di sostanze difensive.
Con il passare dei mesi, il latte continua a mantenere le sue proprietà nutritive, anche se la sua quantità tende a diminuire fisiologicamente; dopo 6 mesi una donna ne produce mediamente 500 cc al giorno, che è una quantità insufficiente a coprire i fabbisogni energetici del bambino. Pertanto, si può continuare a dare il latte anche dopo i 6 mesi, ma non più come elemento esclusivo della dieta, quindi deve venire integrato con altri alimenti.

 

  1 2 3 4 5 6 7 8 >>

Letture di approfondimento

Latte


Latte
Allattamento al seno
Latte di soia
Latte di asina
Aumentare la produzione di latte materno
Latte di riso
Allergia al latte
Latte di capra
Latte o yogurt?
Latte di Bufala
Consigli per aumentare la produzione di latte
Crosta Lattea - Farmaci per la cura della Crosta Lattea
Fiocchi di Latte
Latte di Mandorla
Latte di pecora
Poppata, durata e frequenza delle poppate






DALLA COMMUNITY


Ultima domanda

Foto utenteesame curva glicemia: Buonasera sono in gravidanza alla 30 settimana ho fatto l'esame della curva glicemica volevo un parere dato ke la mia ginecologa mi vedra' solo a fine mese.. qst sono i valori.. a digiuno : 80 valore di rif.<92 dopo 1ora: 119 valore rif.<180 dopo un'altra ora:119 <valore rif.153...
 

Ultima risposta

Foto professionistaNutrizionista: DR.Alessio Dini

Programma dieta / allenamento personalizzato: Salve, Per impostare un piano alimentare personalizzato devi rivolgerti ad un professionista della tua zona, non è una cosa che può essere fatta gratuitamente on-line, Lo stesso vale per il programma di allenamento. Saluti

 
  • Analisi Traumatologica degli esercizi di Pesistica Analisi Traumatologica degli esercizi di Pesistica
    Nella lezione di oggi analizzeremo i vari esercizi di pesistica dal lato delle potenzialità traumatologiche acute o da usura. Preso ogni esercizio, mostrerò nel dettaglio tutti gli errori di esecuzione che possono procurare lesioni

DAL BLOGULTIMI ARTICOLI

Versione Mobile
Mercoledì, 8 febbraio 2012 ore 04:49