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Alimentazione nutrizione
Ultima modifica: 10/04/2012

Grassi polinsaturi

Grassi polinsaturi e salute

Gli alimenti ricchi di grassi polinsaturi possono avere risvolti positivi sulla salute umana

A PATTO CHE

siano consumati con sobrietà

e in parziale sostituzione dei grassi saturi (burro, strutto, carni grasse, latticini) e di quelli idrogenati (margarina, burro di arachidi).

Gli acidi grassi polinsaturi possono ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e con essi il rischio di subire malattie cardiovascolari.

Rapporto Ω6/Ω3 in alcuni oli di uso comune

Olio di semi di lino 1:4
Olio di colza 2:1
Olio di canapa 3:1
Olio di soia 8:1
Olio di oliva 9:1
Olio di germe di grano 10:1
Olio di arachidi 62:1
Olio di girasole 71:1

Tale beneficio è ascritto soprattutto agli omega sei, che tuttavia - se non sono accompagnati da un adeguato apporto di omega-tre - possono aumentare lo stato infiammatorio dell'organismo e diminuire eccessivamente il colesterolo HDL. Per questo motivo è molto importante assumere gli acidi grassi essenziali nelle giuste proporzioni. Negli ultimi anni tale rapporto si è notevolmente sbilanciato verso gli ω-6, a fronte di una dieta sempre più povera di pesce e ricca di oli vegetali. Tutto ciò a discapito della nostra salute, poiché l'eccesso di omega-6 e la carenza di omega-3 aumenta gli eicosanoidi "cattivi". Di per sé, quindi, gli omega-6 non sono dannosi per la salute umana ma, pur esercitando numerose funzioni essenziali, possono diventarlo quando vengono consumati in eccesso rispetto agli omega-tre.

Popolazioni

ω-6/ω-3

Paleolitico

0,79

Grecia prima del 1960

1,00/2,00

Stati Uniti 2000

16,74

Regno Unito e nord Europa

15

Giappone

4

Italia

13

Il rapporto omega-3/omega-6 attualmente si colloca intorno a 1:10, quando - secondo le vedute più moderne - dovrebbe essere ricondotto ad 1:2 - 1:4 (nella dieta dei nostri antichi predecessori era di 1:1).

Da questa premessa nasce la raccomandazione di consumare almeno due o tre porzioni settimanali di pesce.

Gli acidi grassi omega-tre associano alla funzione antinfiammatoria un'importante attività ipo-trigliceridemizzante. Meno certo appare invece l'effetto positivo sui livelli di colesterolo (un eventuale e lieve aumento della colesterolemia HDL può registrarsi grazie all'integrazione di omega-tre).

Gli alimenti ricchi di grassi polinsaturi sono quelli più soggetti all'irrancidimento, motivo per cui devono essere conservati al riparo dalla luce, dall'aria e dalle alte temperature. L'aggiunta di vitamina E contrasta i fenomeni di perossidazione sia negli alimenti che nell'organismo; una sua supplementazione risulta pertanto opportuna quando si assumono integratori di acidi grassi polinsaturi o alimenti che li contengono in elevate concentrazioni. Inoltre, gli oli ricchi di acidi grassi polinsaturi vanno aggiunti ai vari alimenti preferibilmente crudi e sono controindicati per la frittura.

La moderazione delle quantità è sempre d'obbligo, dal momento che i grassi polinsaturi, come del resto gli altri tipi, contengono nove calorie per grammo. Un eccesso rispetto ai fabbisogni, quindi, predispone al sovrappeso e all'obesità .

Secondo le linee guida per una sana alimentazione italiana, in una dieta equilibrata i lipidi devono rappresentare circa il 25-30% dell'apporto calorico quotidiano. Di tale quota un 50% circa dev'essere coperto dai monoinsaturi (che abbondano nell'olio di oliva), mentre la parte rimanente dev'essere più o meno equamente distribuita tra grassi saturi e grassi polinsaturi.

 

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