I grassi bruciano al fuoco dei carboidrati

A cura di Antonio Rubbino

 

Leggo molto, e forse, troppo spesso, di "dieta dell'ultimo momento" in cui, basandosi sull'affermazione: "i grassi bruciano al fuoco dei carboidrati", viene intrapresa un'alimentazione "monotematica". Faccio un esempio: la dieta della banana o del pompelmo o di qualsiasi altro alimento che sia ricco di zuccheri e del tutto privo di lipidi.
Nei tempi odierni, in cui la scienza della nutrizione è manipolata dalle "multinazionali del frumento" e da una cultura "medica" che ci mostra una grande ignoranza continuando a consigliare un consumo di carboidrati esageratamente alto (se non siete un atleta) ed un consumo di proteine stupidamente basso (anche se non siete un atleta), è più che logico che la soprariportata affermazione biochimica venga fraintesa e venga usata come scusa per "avallare" queste ancestrali teorie di alcuni "nutrizionisti" italiani.

Verità o leggenda metropolitana quindi?

Entrambe le cose; chimicamente parlando è più che correto affermare che i grassi abbiano bisogno del glucosio per essere ossidati, ma vi è un fraintendimento. "Bruciare": cosa vi porta ad immaginare questo verbo? Pensateci un poco. Il "bruciare" ci dona l'idea di distruggere, di rendere inutile, di far sparire un qualcosa, e ditemi se sbaglio. "Bruciare i grassi", quindi, ci dà l'idea di "perderli", di portarli a cenere, quindi inutilizzabili. Bene, non vi è errore più grande. In biochimica, "bruciare" indica la capacità di estrarre energia da un determinato substrato, indica il metabolismo; che siano carboidrati, grassi o proteine, "bruciare" è la condizione di poter prelevare ATP da essi.

ATP: la moneta di scambio

Denaro: come la nostra economia, anche il nostro corpo è basato su di una "moneta"; questa è l'ATP o adenosin trifosfato. Non è mia intenzione addentrarmi nella trattazione chimica di questa molecola, non attendetevi quindi lunghe e noiose descrizioni di reazioni che portano alla sua formazione.
Moneta di scambio perché tutto il nostro corpo funziona grazie all'ATP; la riproduzione cellulare, la crescita, ogni reazione abbisogna di questa moneta. Capite bene, quindi, come i vari macronutrienti non siano altro che "fonti di denaro". Tranne varie eccezioni come i fosfolipidi di membrana e le proteine strutturali, i restanti substrati servono solo a dare ATP.
Quando vi tirate un paio di serie di curl, ad esempio, consumate ATP; grassi, glicogeno muscolare ed aminoacidi vengono "bruciati" solo per darvi ATP e poter continuare l'esercizio.

Ciclo di krebs e disponibilità di glucosio

Arriviamo al punto, al ciclo di rezioni chimiche per cui nasce tale affermazione. Il ciclo di krebs o "ciclo degli acidi tricarbossilici" è la tappa intermedia, dopo glicolisi e betaossidazione, e seguita dalla "catena respiratoria degli elettroni", atta ad estrarre la maggior quantità di ATP da lipidi, glucosio ed aminoacidi; i residui di questo ciclo sono acqua ed anidride carbonica.
Il glucosio, attraverso varie reazioni, viene convertito in ossalacetato, un substrato indispensabile affinchè avvenga il ciclo di krebs ed afinchè l'acetyl-CoA (dato dall'ossidazione dei grassi, o betaossidazione) possa dare la maggior resa di ATP.
Ossalacetato; questo può essere ottenuto solo dal glucosio, che venga dal metabolismo dei carboidrati o dall'ossidazione degli aminoacidi glucogenici non importa, è solo indispensabile che vi sia glucosio per dare ossalacetato. Cosa accade quando abbiamo scarsa disponibilità di glucosio?
Avrete letto il mio articolo sulle diete chetogeniche e, spero, che sia riuscito a farvi capire come avviene la sintesi di corpi chetonici. Quando vi è scarsa disponibilità di glucosio, come negli approcci "low carbs" o, più estremo, nelle diete chetogeniche, il ciclo di krebs viene rallentato o del tutto bloccato.
Ricordate che un grammo di grassi dona 9 calorie? Bene, quando scarseggia il nostro carissimo ossalacetato ed il ciclo di krebs è bloccato, l'acetyl-CoA, dato dal metabolismo dei lipidi, inizia ad accumularsi. L'unione di 2 molecole di acetyl-CoA ci regala un bel "corpo chetonico".
Torniamo al termine "bruciare": "dar fuoco" ad un grammo di grassi nel ciclo di krebs ci consente di avere 9 calorie; dar spazio, invece, alla chetosi ci dona solo 7 calorie per ogni grammo di grassi. Non finisce qui comunque; i corpi chetonici non possono essere conservati e riutilizzati come accade per i grassi. Quando 2 molecole di acetyl-CoA si fondono, stop, fine, non possono essere più divise, ne utilizzate per altre reazioni di "prelevamento di denaro". L'organismo, quando scarseggia il glucosio, produce corpi chetonici e questa produzione è quasi sempre in surplus. Quelli di cui non si ha bisogno vengono solo espulsi attraverso urine, sudore e respirazione. Notate bene come vi sia un grande spreco di "denaro" in carenza di glucosio e come, a parità di calorie, una dieta chetogenica porti un maggior deficit energetico.
I grassi, bruciando al fuoco dei carboidrati, ci daranno 9 calorie. Invece "spegnendosi" al freddo della chetosi solo 7 calorie per ogni grammo. Il ciclo di krebs ci permette, quindi, di ossidare in modo totale i grassi e prelevare da essi il massimo quantitativo di ATP con pochissimo spreco energetico. L'assenza di ossalacetato, invece, porta un esiguo guadagno di ATP con, in più, un maggior spreco di denaro.



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