Nel latte le caseine si trovano sottoforma di micelle, particelle lipoproteiche con tendenza ad unirsi e coagulare; in condizioni standard ciò non avviene per due motivi, il primo risiede nella loro carica elettrica, che a pH naturale risulta negativa (particelle cariche negativamente si respingono); il secondo alla presenza del peptide colloidalprotettore nella parte C-terminale della K-caseina. La mancanza di uno o di entrambi i fattori determina la coalescenza di queste particelle e quindi la coagulazione proteica.
COAGULAZIONE ACIDA
Gli starter microbici fermentano il lattosio ad acido lattico, con conseguente diminuzione del pH; quando questo raggiunge il valore di 4,6 le micelle perdono la loro carica negativa e diventano neutre; a questo punto, persa la repulsione elettrica, iniziano a coagulare. Durante questo processo vengono espulsi ioni Ca2+ (che si trovano per 2/3 all'interno delle micelle caseiniche), che si legano all'acido lattico, salificando e formando lattato di calcio. La caseina, che si trova nelle micelle come fosfocaseinato di calcio, perde il calcio e diventa fosfocaseinato acido, caratterizzato da una consistenza particolare che permette la formazione di una cagliata di consistenza gelatinosa.
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Il coagulo che si forma in seguito ad acidificazione è più lasso e morbido rispetto a quello ottenuto dal trattamento con enzimi; per questo motivo la coagulazione acida viene utilizzata solamente nella produzione di formaggi freschi e molli, che si caratterizzano per ill sapore acido e devono essere consumati nel giro di pochi giorni (come i fiocchi di latte).
COAGULAZIONE PRESAMICA
Per tutti i formaggi, ad eccezione di quelli freschi e molli, si utilizza la coagulazione presamica. Il presame, o caglio, viene aggiunto al latte ad una temperatura di 30-37°C, rispettivamente per formaggi a pasta molle o a pasta dura; si tratta di un prodotto ricco di enzimi proteolitici, che determinano il distacco della parte C-terminale della K-caseina, conferendo alle micelle la capacità di coagulare tra loro.
Il presame o caglio si ottiene dal quarto stomaco (abomaso) di ruminanti non svezzati (vitelli, agnelli, capretti); al suo interno troviamo tutti gli enzimi necessari alla digestione del latte ed in modo particolare CHIMOSINA (O RENNINA) e PEPSINA, i quali agiscono direttamente sulle catene proteiche. Lo stomaco di animali adulti non può essere utilizzato proprio perché questi sono privi di lattasi e di altri enzimi necessari alla digestione del'alimento.
Il presame o caglio tradizionale si ottiene per macerazione di frammenti di abomaso
essiccati o conservati in salamoia al 10% di NaCl (che facilita l'estrazione degli enzimi), addizionati di antisettici
per 10-12 ore a 20°C e a pH 4. Il succo, viene quindi filtrato, chiarificato ed essiccato.
Esistono in commercio anche surrogati del caglio, estratti di origine
microbica, e soprattutto chimosina ricombinante. I cagli commerciali
vengono tutti standardizzati e portati a titolo fisso: il titolo di caglio è la quantità
di latte coagulata da 1 cc di caglio in 40 minuti a 37°C; si tratta quindi di un parametro estremamente importante per i caseifici.
Durante la coagulazione presamica la rennina va ad idrolizzare la K-caseina in un punto ben preciso, localizzato tra gli amminoacidi 105 (fenilalanina) e 106 (metionina). Tagliando in questa posizione viene perso il peptide colloidal protettore, che rappresenta la parte C-terminale della proteina che, essendo glicosilata, aumenta l'idrofilia della micella; perdendo questo peptide si riduce l'idrofilia e le micelle caseiniche acquistano una maggior tendenza all'aggregazione. Dopo il distacco del peptide C-terminale la caseina si trasforma in para-caseina, che in presenza degli ioni calcio contenuti nella micella diventa Paracaseinato bicalcico, formando un reticolo tridimensionale (gel) più rigido rispetto a quello visto per la coagulazione acida, e quindi in grado di trattenere una maggiore quantità di lattosio e sali minerali nei globuli lipidici. Questo gel è talmente forte che nel tempo tende a contrarsi e ad espellere il siero. Mentre durante la coagulazione acida avviene una pronta espulsione del calcio, in questa fase della coagulazione presamica il calcio rimane legato alle caseine.
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La formazione della cagliata dipende da moltissimi fattori, che devono essere attentamente controllati per ottenere il formaggio:
- concentrazione e titolo del caglio
- temperatura: sotto i 10 °C e sopra i 65 °C le caseine non precipitano; in genere la loro tendenza a cagliare è massima tra i 20 ed i 40 °C.
- pH: sopra pH 7 il latte non coagula, poiché le cariche delle caseine sono troppo forti per consentire l'avvicinamento delle micelle caseiniche
- concentrazione di ioni Ca++
- dimensione delle micelle
- conservazione del latte: se è mantenuto per più di 2 giorni a +4 °C non coagula.
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