Normalmente, le farine lattee rappresentano il primo alimento introdotto durante lo svezzamento; per il bambino costituiscono quindi la prima esperienza gustativa al di fuori del latte materno. Pratiche -si preparano istantaneamente con aggiunta di acqua bollente- e nutrienti, sono costituite essenzialmente da latte, a cui vengono eventualmente addizionati cereali e frutta disidratata.
Tra i cereali i primi ad essere utilizzati sono il riso ed il mais, in quanto privi di glutine. Sono inoltre arricchiti con zuccheri o miele (alcuni pediatri sconsigliano di introdurre questo alimento prima del dodicesimo mese a causa di alcuni episodi di botulismo infantile correlati al suo consumo; va detto comunque che si è trattato di casi isolati e che il miele, soprattutto quello italiano o di Paesi comunitari, può essere considerato sicuro anche per il bambino).
Zucchero e/o miele vengono aggiunti alla farina lattea con lo scopo di riprodurre il sapore dolce del latte materno e renderla così più appetibile. Se il bambino la rifiuta, meglio evitare di aggiungere ulteriore zucchero al prodotto per non condizionare negativamente le sue future abitudini alimentari, che potrebbero spalancare le porte all'obesità e ad altri problemi infantili. Sono inoltre da evitare i sistemi brutali per staccare il bambino dal seno (sapori amari sul capezzolo, separazioni improvvise dalla madre ecc.); conviene invece avere pazienza, consultare il pediatra e continuare ad allattarlo serenamente mentre gli si propongono le nuove pappette.
Alle farine lattee vengono addizionate vitamine, sali minerali (soprattutto ferro e calcio) ed oli vegetali ricchi di acidi grassi essenziali. Le percentuali di ogni singolo nutriente sono riportate in etichetta.
Su indicazione del pediatra, le farine lattee vengono progressivamente introdotte a partire dal quarto - sesto mese.
Farina lattea con cereali: è un prodotto composto da latte e farine di cereali (riso, mais), con zucchero, vitamine e sali minerali. La farina, che rappresenta l'ingrediente fondamentale, viene solitamente destrinizzata (parziale idrolisi dell'amido in modo da aumentarne la digeribilità), e può subire un trattamento di biscottatura per migliorarne il sapore ed abituare il palato del bambino a nuovi gusti. Esistono pertanto farine lattee biscottate e non biscottate. Trattandosi di una pappa semisolida, da somministrare con il cucchiaino, trova indicazione nel divezzamento, come sostituto di un pasto di latte.
Farina lattea con cereali e frutta: come sopra, con in più aggiunta di frutta disidratata.
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