IL DHA (22:6 n-3 o acido docosaesaenoico) è un acido grasso essenziale della serie omega tre. Esaminando la sua struttura chimica notiamo infatti una catena costituita da 22 atomi di carbonio, lungo la quale si distribuiscono sei doppi legami; il primo di questi unisce il terzo ed il quarto carbonio a partire dalla porzione metilica (terminale), da cui il nome ω3.

Il DHA è presente in discrete quantità nel pesce, in modo particolare nel salmone, nello sgombro, nelle sardine, nelle aringhe, nel tonno e nelle alici (pesce azzurro). Ancor più rappresentato nell'olio ricavato da questi animali, si trova in buone quantità anche in alcune microalghe di cui, non a caso, i pesci si nutrono. Al di fuori di questi cibi, le fonti alimentari di DHA sono particolarmente scarse; lo troviamo in piccole quantità nella carne, specie se l'animale è stato alimentato con farine di pesce o semi di lino (in questo caso è presente anche nelle uova degli ovipari, come la gallina). A testimonianza della sua essenzialità per l'organismo umano, il DHA è presente anche nel latte materno, mentre è assente in quello vaccino e nei suoi derivati, così come negli oli vegetali. Da questa constatazione nasce la recente pratica di integrare l'alimentazione della gestante e della nutrice con DHA, al fine di garantire il corretto sviluppo del tessuto cerebrale, dell'acuità visiva e delle capacità cognitive del feto e del neonato. Molte aziende specializzate nella produzione di latte adattato aggiungono DHA ai loro prodotti per avvicinarne la composizione al latte umano.
L'integrazione di acido docosaesaenoico si effettua normalmente a dosaggi di 50-150 mg/die in associazione con vitamina E, per proteggere il prodotto e le membrane cellulari da fenomeni di perossidazione.
Sul piano nutrizionale, la caratteristica più conosciuta dell'acido docosaesaenoico riguarda la dimostrata capacità di ridurre i trigliceridi nel sangue. Un adeguato consumo di DHA contribuisce pertanto a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, in modo particolare di eventi trombotici e aterosclerotici. Bassi livelli di DHA sono stati messi in relazione con malattie neurologiche, come il morbo di Alzheimer, la depressione (bassi livelli riflettono ridotte concentrazioni di serotonina a livello cerebrale) e la sindrome da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD).
Il DHA è il costituente principale dei fosfolipidi della retina (viene utilizzato nel trattamento di soggetti con retinite pigmentosa) e delle sinapsi cerebrali, e si concentra anche nelle cellule spermatiche e nel tessuto cardiaco. Il DHA garantisce la corretta permeabilità e funzionalità delle membrane cellulari, antagonizzando l'acido arachidonico (un altro acido grasso polinsaturo da cui trae origine la cosiddetta "cascata infiammatoria"). Non a caso, all'acido docosaesaenoico sono attribuite proprietà antinfiammatorie, che ne giustificano l'impiego per alleviare i sintomi dell'artrite reumatoide e della colite ulcerosa.
Dal punto di vista metabolico, il DHA può essere considerato un acido grasso semiessenziale. Infatti, è sintetizzato dall'organismo umano a partire dall'acido alfa-linolenico (LNA), un acido grasso essenziale contenuto nel pesce, nelle alghe, nell'olio di semi di lino, nelle noci e nella soia. Tuttavia, il sistema enzimatico che opera questa conversione è piuttosto inefficiente, soprattutto a causa dello stile di vita occidentale e delle sue ripercussioni (dieta ricca di omega sei ma povera di omega tre, sedentarietà ed eccessi alimentari che favoriscono lo sviluppo di malattie metaboliche, quali il diabete e l'obesità ). Su questi presupposti si basa la semiessenzialità o l'essenzialità (a seconda degli autori) del DHA sul piano nutrizionale.
DALLA COMMUNITY
Definizione palestra: Ahh ok grazie . Ora ho capito.
Dietista, Personal Trainer: DR.Riccardo BorgacciCome mai non riesco a replicare ad una risposta?: Io ho obblighie e doveri da assolvere, ma tra questi non rientrano le baruffe con altri operatori del sito; mi spiace.
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Analisi Traumatologica degli esercizi di Pesistica |
| Nella lezione di oggi analizzeremo i vari esercizi di pesistica dal lato delle potenzialità traumatologiche acute o da usura. Preso ogni esercizio, mostrerò nel dettaglio tutti gli errori di esecuzione che possono procurare lesioni |
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