Cellulosa

La cellulosa è un composto organico molto diffuso in natura, perché trama di sostegno dei tessuti vegetali. Abbonda pertanto anche nei cereali, nella frutta ed in modo particolare nella crusca ed in alcune verdure (radicchio e lattuga); l'organismo umano, però, non riesce a digerirla, in quanto privo di enzimi capaci di scinderla in sostanze più semplici ed assimilabili. Di conseguenza, la cellulosa è priva di calorie e viene espulsa con le feci, alle quali conferisce volume e consistenza; per queste sue caratteristiche, è considerata una fibra alimentare insolubile.

cellulosaSi stima che la produzione di cellulosa nel regno vegetale ammonti a circa 100 miliardi di tonnellate all'anno.
La cellulosa gode di spiccate proprietà igroscopiche (assorbe l'umidità ambientale, aumentando fino a 10 volte il proprio peso); la capacità di inglobare notevoli quantità di acqua fa sì che dopo l'ingestione, giunta nel tratto gastrointestinale, si rigonfi, aumentando il volume ed il peso delle feci, ma anche la sazietà ed i movimenti peristaltici.

L'effetto blandamente lassativo la rende utile in presenza di stitichezza, mentre risulta controindicata in tutte le condizioni di aumentata motilità intestinale (diarrea, intestino irritabile).

Giunta pressoché inalterata fino al colon, la cellulosa viene parzialmente fermentata dalla flora microbica locale, con liberazione di acidi grassi dotati di effetto lassativo. Gli stessi acidi grassi promuovono la salute della mucosa intestinale e, in virtù della loro acidità, creano condizioni ambientali favorevoli alla crescita dei batteri buoni, ma ostili per i patogeni.
Amido e cellulosa, pur condividendo l'origine vegetale ed essendo entrambi costituiti da glucosio, sono polisaccaridi piuttosto differenti, sia in termini strutturali che funzionali: l'amido è la riserva energetica della pianta, mentre la cellulosa rappresenta la base della sua struttura (radici, fusti e foglie). Dal punto di vista chimico, però, tale differenza è molto sottile e semplicemente riconducibile alla maniera in cui le varie unità di glucosio sono unite tra loro. La cellulosa, infatti, è un polisaccaride, esattamente come l'amido. Si distingue perché formata da una catena lineare (anziché ramificata) di vari monomeri di B-glucosio (α-glucosio nell'amido), legati tra loro attraverso un legame B 1,4. Sono proprio questi legami a risultare inscindibili per gli enzimi digestivi umani (che riescono invece a spezzare quelli α-glicosidici dell'amido). Al contrario, nel rumine di alcuni animali e nell'apparato digerente degli insetti che si nutrono di legno, esistono microbi (Ruminococchi e Bacteroides succinogenes) dotati di particolari enzimi (cellulasi e cellobiasi), capaci di trasformare la cellulosa in zucchero.

Escludendo le due unità terminali, la cellulosa ha formula grezza (C6H10O5)n. In base alla fonte e alla specie botanica, le unità di glucosio per ogni macromolecola variano da 300 a 10.000; tanto maggiore è questo grado di polimerizzazione e tanto più elevato è il suo valore commerciale.

L'emicellulosa è un polimero organico molto simile alla cellulosa, dalla quale si differenzia per il basso grado di polimerizzazione (< p.m) e per l'essere costituita anche da altri monosaccaridi (xilosio, mannosio, arabinosio).

La cellulosa più pregiata si ricava dal cotone (la contiene in percentuale del 90-95%), ma si ottiene anche dal legno (ne contiene il 40-50%) e dalla paglia.
La cellulosa è ampiamente utilizzata non solo nel settore dietetico (utile nei programmi dimagranti  e come lassativo), ma anche in quello farmaceutico (produzione di garze e rivestimenti capaci di modulare il rilascio di princìpi attivi dalla compressa), cosmetico (per la preparazione di gel, stabilizzanti, pellicolanti, dentifrici), bellico (fabbricazione di esplosivi), tessile (rayon, lyocel) ed in molti altri (famoso è l'utilizzo di cellulosa  per la produzione della carta).



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015