Carico glicemico

Forse cercavi: test da carico glicemico


L'indice glicemico di un alimento è un parametro difficile da stabilire, in quanto viene influenzato da numerosi fattori, vediamo i principali:

  • manipolazione tecnologica dell'alimento: tanto più un prodotto industriale è lavorato e tanto maggiore sarà il suo indice glicemico. Carico glicemicoPer esempio, i vari formati di pasta hanno indice glicemico diverso tra loro.
  • Modalità e grado di cottura: l'indice glicemico dell'alimento cresce all'aumentare del tempo e della temperatura di cottura; per questo motivo è maggiore negli alimenti riscaldati rispetto a quelli freschi.
  • Varietà e grado di maturazione: l'indice glicemico di frutta e verdura aumenta di pari passo con la maturazione del vegetale; tale parametro è inoltre influenzato dall'area geografica di produzione e dalle rispettive caratteristiche del clima e del terreno di coltura.
  • Quantità di grassi, proteine e di fibra presenti nell'alimento: aumentando i tempi digestivi, queste sostanze alimentari modulano negativamente la risposta insulinica.

Inoltre, occorre tener presente che l'indice glicemico è, per certi aspetti, un parametro fuorviante, infatti:

pur avendo lo stesso indice glicemico, le albicocche non sono come gli spaghetti!

Questa frase, un po' provocatoria, serve ad introdurre un concetto estremamente importante. Infatti, nonostante l'indice glicemico sia lo stesso, per innalzare la glicemia di un analogo valore occorre introdurre una quantità di albicocche sette volte superiore rispetto a quella di spaghetti. Infatti, nelle albicocche, la percentuale di carboidrati è particolarmente ridotta, specie se paragonata a quella contenuta nella pasta.

E ancora:

30 grammi di pasta (IG=60) determinano un rilascio insulinico superiore rispetto a 10 grammi di glucosio (IG=100).

Basare le proprie scelte alimentari sul solo indice glicemico, non ha quindi alcun senso.

Per questo motivo è molto importante considerare un parametro, detto carico glicemico (CG), che tenga conto anche della quantità di carboidrati presenti nell'alimento. Tale criterio viene espresso dalla seguente formula:

CARICO GLICEMICO = (Indice glicemico x g carboidrati) / 100

 

Fra indice glicemico e carico glicemico c'è una relazione analoga a quella che intercorre fra peso specifico e peso di un materiale.

Vediamo un esempio: il peso specifico del ferro è senza ombra di dubbio superiore rispetto a quello del cotto. Nonostante ciò, l'impatto sul piede di un mattone caduto dall'alto è meno doloroso di quello causato da un bullone che colpisce il piede cadendo dalla medesima altezza.

Pur presentando dei limiti, la valutazione di indice e carico glicemico degli alimenti può tornare utile in vari casi:

un diabetico, infatti, deve privilegiare i cibi a basso IG, in modo da evitare eccessivi rialzi della concentrazione ematica di glucosio. Affinché si verifichi l'effetto desiderato è tuttavia importante contenere anche il carico glicemico complessivo del pasto.

 

Carico glicemico indiceConsumare cibi a basso Indice e carico glicemico è importante anche per tenere sotto controllo fame, appetito e peso corporeo. Infatti, quando si introduce un eccesso di cibi ad elevato indice glicemico, la massiccia risposta insulinica causa un rapido passaggio di glucosio dal sangue ai tessuti. Si instaura così un'ipoglicemia transitoria che, captata dal centro ipotalamico della fame, spinge l'individuo alla ricerca di cibo, con lo scopo di riportare nella norma i valori glicemici. Si entra così in un pericolosissimo circolo vizioso, che favorisce l'aumento di peso corporeo, con ripercussioni psicofisiche estremamente negative.

 

Dopo l'esercizio fisico sono invece preferibili cibi ad alto e medio indice glicemico, poiché in questo modo si promuove la secrezione di insulina. In simili situazioni questo ormone esercita funzioni particolarmente importanti, poiché favorisce il recupero, ripristinando le scorte di glicogeno e favorendo l'ingresso nelle cellule dei vari nutrienti (glucosio, amminoacidi e acidi grassi).