Diffusa ed amata in tutto il mondo, la pizza è un alimento versatile che ben si adatta alla fantasia di chi la prepara. Le combinazioni di ingredienti utilizzate durante la sua preparazione sono infatti innumerevoli e persino la ricetta dell’impasto, gelosamente custodita, varia da pizzaiolo a pizzaiolo. Tutta questa variabilità rende molto difficile rispondere ad una domanda piuttosto semplice e comune: quante calorie ha una pizza? L'INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) ci dice che la pizza al pomodoro e mozzarella fornisce in media 271 calorie per 100 grammi. Secondo la stessa autorevole fonte va meglio per la pizza rossa (243 calorie per un’analoga quantità), peggio per quella bianca (302 Kcal/100 g). In realtà è sufficiente l’aggiunta di un cucchiaio di olio di oliva e l’impiego di una mozzarella più ricca di grassi per far lievitare anche di 150 calorie l’apporto complessivo del piatto.
Considerando che una pizza margherita di medie dimensioni pesa dai 250 ai 300 grammi, possiamo stabilire per questo piatto un apporto calorico medio di 700 Kcal. A questo valore andranno poi sommate le calorie derivanti dall’aggiunta dei vari ingredienti (verdure, salumi, pesce, uova o formaggi).
Per calcolare, con le dovute approssimazioni, le calorie della propria pizza preferita è sufficiente selezionare dal menù a tendina i vari ingredienti, specificando, di volta in volta, i quantitativi delle aggiunte.
Questa volta parliamo di un argomento caro a larga parte dei visitatori di questo sito. Parliamo cioè di dieta dimagrante. Scopo dell'articolo sarà quello di mostrare il metodo classico per la compilazione di un’alimentazione volta al calo ponderale.
Ancora oggi sono molte le donne preoccupate che la gravidanza possa compromettere la loro forma fisica, provocare danni estetici irreparabili, e, se sportive, che possa impedire loro di ritornare ai livelli prestativi ed atletici pre-parto.
Il fruttosio è un monosaccaride naturale dalle peculiari proprietà metaboliche. In virtù del lento assorbimento intestinale (diffusione facilitata) e del rapido metabolismo epatico il fruttosio non aumenta la glicemia e l’insulinemia, ma a dosi elevate può indurre...