Il rapporto tra caffè e gravidanza è abbastanza conflittuale; c'è chi lo ammette con rigorosa moderazione e chi suggerisce di abolirlo, ricordando alcuni studi che mettono in guardia dai pericoli del caffè, non solo in gravidanza, ma anche nella vita di tutti i giorni.
Secondo molte autorità internazionali, la dose massima di caffeina ammissibile durante la gravidanza è di 200 mg al giorno; tale limite viene quasi eguagliato bevendo un paio di tazzine di caffè espresso, e superato se la dieta prevede anche il consumo di una lattina di coca-cola o di red bull.
Purtroppo non è facile esprimere una sentenza definitiva ed inappellabile sull'argomento; la letteratura scientifica è infatti ricchissima di studi sul rapporto tra caffè e gravidanza, spesso dai risultati contrastanti. Per alcuni sarebbero accettabili apporti quotidiani fino a 300-400mg di caffeina, mentre secondo altri anche un apporto modesto potrebbe aumentare il rischio di aborto spontaneo e basso peso alla nascita. Quindi, per essere assolutamente al sicuro, è preferibile ridurre l'apporto quotidiano di caffeina limitandosi ad una sola tazzina di caffè o meglio ancora eliminandolo del tutto.
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Per la maggior parte dei medici fa comunque fede un grosso studio popolazionistico che nel 2008 ha evidenziato che il consumo di 200 o più milligrammi di caffeina al giorno, durante la gravidanza, è associato ad un rischio di aborto spontaneo quasi doppio rispetto alle gestanti che non ne assumono affatto. Nonostante manchino certezze assolute sul fatto che tale rischio sia effettivamente associato all'elevato apporto di caffeina in sé, piuttosto che alla presenza di fattori di rischio concomitanti, più comuni nelle donne che superano i 200 mg di caffeina al giorno (stress, fumo, alcol, cattiva alimentazione ecc.), la prudenza è d'obbligo.
Anche l'eccessivo consumo di caffè decaffeinato durante la gravidanza viene sconsigliato da alcuni per il rischio di assumere quantità eccessive dei solventi chimici utilizzati per estrarre la caffeina. In realtà tali solventi vengono in massima parte allontanati durante il processo di torrefazione. Non sembrano destare particolare preoccupazione nemmeno le varie sostanze con accertato potere carcinogeno nei roditori; infatti, le loro concentrazioni nel caffè, sia tradizionale che decaffeinato, sono piuttosto esigue e per questo considerate sicure o perlomeno tollerabili anche in gravidanza.
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