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      Ultima modifica: 23/11/2011

Allergie alimentari

Allergie alimentari

Differenze tra allergie
ed intolleranze alimentari

Reazioni pseudo- allergiche Incidenza e fattori di rischio: ereditarietà ed esposizione all'antigene

Età e fattori ambientali

Aree geografiche, cross-reattività allergeni occulti OGM
Sintomi, diagnosi, cure Alimenti ed additivi implicati nella comparsa di allergie alimentari

Sintomi

La sintomatologia delle allergie alimentari è piuttosto variabile per localizzazione ed intensità; coinvolge tipicamente l'apparato gastrointestinale, quello respiratorio e la cute. I mastociti, che in seguito all'interazione con le IgE rilasciano istamina (molecola responsabile di molti effetti associati alla manifestazione allergica), sono infatti particolarmente abbondanti a livello di organi come naso, gola, polmoni, pelle e tratto gastro-intestinale.
La conseguenza più temibile di un'allergia alimentare è lo shock anafilattico, che nelle forme più gravi può condurre all'occlusione delle vie respiratorie, al coma ed alla morte dell'individuo e necessita, per questo, di un intervento precoce con epinefrina o adrenalina.
Segni e sintomi di allergia alimentare, che fortunatamente sono fastidiosi ma non sempre così pericolosi, insorgono mediamente da pochi minuti fino ad un'ora dopo il termine del pasto.

 

Sintomi più comuni di un allergia alimentare

Sintomi associati allo shock anafilattico o anafilassi

Prurito al cavo orale e alla faringe
Orticaria, prurito cutaneo o eczema
Gonfiore delle labbra, del viso, della lingua,  della gola o di altre parti del corpo
Asma, congestione nasale o problemi respiratori
Dolore addominale, diarrea, nausea o vomito
Vertigini, svenimenti, emicrania capogiri

Costrizione delle vie respiratorie, con conseguente difficoltà respiratorie
Shock, con una grave caduta di pressione arteriosa, pallore
Ansietà, palpitazioni, sudorazione
Vertigini, svenimento, coma

 

Nei bambini allergici, le reazioni più frequenti (70%) riguardano l'apparato gastrointestinale, ma possono verificarsi anche disturbi cutanei (24%) e respiratori (6%). La conseguenza più temibile è lo shock anafilattico, che spesso può essere scatenato da quantità minime di alimento.
Non trova invece alcun fondamento scientifico la credenza secondo cui le allergie alimentari favorirebbero il sovrappeso e l'obesità . Caso mai è vero il contrario, dal momento che la limitazione delle scelte alimentari è nota da tempo come una delle più efficaci strategie per combattere il sovrappeso (topi alimentati in modo automatico, secondo meccanismi "self service", rispondono in modo diverso a seconda del numero di cibi a disposizione. Quando il topolino viene alimentato con un solo tipo di cibo, anche se particolarmente gradito, è perfettamente in grado di sospenderne l'assunzione. Al contrario quando lo stesso animale può scegliere tra cibi vari ed appetibili, mangia più del necessario ed ingrassa).

Diagnosi

La diagnosi di allergia alimentare si basa su test clinici di varia natura e su un'attenta analisi della storia clinica del paziente. In generale, si preferisce iniziare con test cutanei, valutando la comparsa di reazioni allergiche dopo somministrazione sotto cute di antigeni di diversa natura. Una volta individuato l'alimento o il tipo di allergene in questione, si possono fare dei test specifici in vitro, come il RAST o l'ELISA, per scoprire quali sono i frammenti proteici responsabili dell'allergia.
Le tecniche diagnostiche a disposizione sono oggi numerose, con diverso grado di complessità ed in continua evoluzione, al fine di ottenere metodi innovativi dotati di maggiore attendibilità ed affidabilità. In molti casi, infatti, la ricerca dell'allergene viene ostacolata da vari fattori, primo tra tutti quello della co-sensibilizzazione. Sempre più frequenti sono le persone allergiche che risultano negative ai comuni test diagnostici; questo fenomeno si registra in modo particolare quando l'individuo è sensibile a sostanze diverse, ma in misura lieve, e manifesta, per questo, reazioni allergiche solo quando viene esposto contemporaneamente a più allergeni. Da sottolineare, inoltre, che queste allergie danno una sintomatologia attenuata, complicandone ulteriormente l'individuazione.
Può anche succedere che una persona sia allergica all'alimento crudo ma non a quello cotto, dal momento che molti allergeni, essendo di natura proteica, sono inattivati dal calore. Un altro fattore che può complicare l'identificazione diagnostica dell'allergene è rappresentato dall'utilizzo di alimenti complessi, cioè costituiti da molti ingredienti ed additivi alimentari.
Una volta diagnosticata l'allergia, l'alimento o gli alimenti in questione devono essere eliminati dalla dieta.

Cura e terapia

Come anticipato, la terapia dell'allergia alimentare si basa sull'eliminazione dalla dieta dell'alimento a cui il soggetto è sensibilizzato. Questo particolare regime alimentare, definito dieta di esclusione, non deve necessariamente durare tutta la vita in quanto, soprattutto nei bambini piccoli, la sintomatologia tende a scomparire con il passare del tempo.
In presenza di un'allergia importante, il dottore può prescrivere epinefrina iniettabile, che la persona allergica deve portare con sé per fronteggiare l'eventuale comparsa di uno shock anafilattico.
Allergie alimentari con basso grado di severità possono essere controllate attraverso l'utilizzo di antistaminici, da assumersi dopo l'esposizione all'allergene per attenuare le manifestazioni indesiderate.


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