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      Ultima modifica: 23/11/2011

Allergia al latte

L'allergia al latte vaccino è la sensibilizzazione alimentare più diffusa nei primi anni di vita. Dalla seconda infanzia in poi, invece, gli allergeni più comuni sono il pesce, i crostacei, le arachidi e le noci.

Questa forma allergica non ha nulla a che vedere con l'intolleranza al latte, comune soprattutto nell'età adulta ed anziana. Allergia al latteLe persone che soffrono di allergia al latte sviluppano anticorpi contro alcune sue proteine; per questo motivo, dopo la prima esposizione, l'ingestione di piccolissime quantità di questo alimento o dei suoi derivati è sufficiente per scatenare una reazione allergica potenzialmente grave. L'intolleranza al lattosio, invece, è un disturbo dovuto alla carenza di un enzima, la lattasi, necessario per digerire lo zucchero tipico del latte e dei latticini; la severità dei sintomi è dose-dipendente e non si ha alcun coinvolgimento del sistema immunitario.

Le manifestazioni cliniche dell'allergia al latte compaiono da pochi minuti a poche ore dopo il consumo dell'alimento o dei suoi derivati e comprendono problemi digestivi, vomito, orticaria e difficoltà a respirare (dispnea); raramente l'allergia al latte provoca una reazione particolarmente grave e violenta detta anafilassi. La sintomatologia precoce è data appunto da dispnea, vomito ed orticaria, mentre sintomi come diarrea, coliche addominali, sangue nelle feci, eruzioni cutanee pruriginose (spesso localizzate intorno alla bocca), tosse e lacrimazione eccessiva, hanno un'insorgenza più tardiva.

L'anafilassi, o reazione anafilattica, è una condizione molto pericolosa che richiede un rapido intervento medico. Essa è caratterizzata da sintomi gravi - come difficoltà respiratorie, prurito intenso, rossore in viso e caduta pressoria sino al collasso - che insorgono precocemente dopo il contatto con l'allergene (in questo caso in seguito all'assunzione di latte o latticini).

I sintomi dell'intolleranza al lattosio compaiono qualche ora dopo aver consumato latte o altri alimenti ricchi di lattosio, si localizzano a livello digestivo ed includono tipicamente gonfiori intestinali, flatulenza e diarrea.

I bambini allergici al latte vaccino hanno maggiori probabilità di sviluppare altre forme allergiche, come quella alle uova, alla soia e alle arachidi o la febbre da fieno (una forma di rinite allergica scatenata dal contatto con i pollini delle graminacee, i peli degli animali domestici o altre sostanze).

I fattori di rischio per l'allergia al latte includono la familiarità per questa od altre forme allergiche, la dermatite atopica, l'allattamento artificiale (salvo rare eccezioni, non esistono casi di allergia al latte materno) e l'età (l'incidenza tende a regredire già nella seconda infanzia, mano a mano che l'apparato digerente matura).

Considerata la diffusa presenza del latte e delle sue proteine nei prodotti alimentari di uso comune, le manifestazioni allergiche sono piuttosto frequenti; quelle più lievi possono essere attenuate tramite una terapia orale a base di antistaminici, mentre in presenza di anafilassi può rendersi necessaria un'iniezione di adrenalina. Come per tutte le altre forme di sensibilizzazione, la reazione allergica può essere prevenuta soltanto evitando il contatto con l'allergene; di conseguenza è necessario escludere dalla dieta qualsiasi fonte di latte e dei suoi derivati.

Per l'alimentazione dei neonati sono state studiate specifiche formulazioni ipoallergeniche. Tali formule vengono prodotte sfruttando tecnologie abbastanza complesse (reazioni enzimatiche, tecniche di filtrazione, alte pressioni e calore) con lo scopo di idrolizzare ("rompere") le proteine del latte (vedi latti speciali). I frammenti proteici così ottenuti possono avere un peso molecolare più o meno grande e come tali sono indicati nella dieta di neonati con forme allergiche di diversa gravità. Il latte di altri animali, come quello di capra, pecora o bufala, non può essere assunto da chi soffre di allergia al latte vaccino, a causa di un fenomeno chiamato cross-reattività (questi latti contengono proteine con sequenze amminoacidiche simili a quelle del latte vaccino). Questa caratteristica sembra invece assente nel latte di asina ed in quello di cavalla, che richiedono comunque ulteriori studi - sia di tipo clinico che tecnologico - prima di essere impiegati nell'alimentazione dei soggetti allergici al latte di mucca. Un alternativa ai latti animali è rappresentata da quelli a base di proteine vegetali più o meno idrolizzate, come il latte di soia. Quest'ultimo, tuttavia, può diventare a sua volta un allergene e, cosa non di poco conto, può contenere tracce più o meno importanti di soia transgenica. Per questo motivo alcuni neonati allergici al latte vengono alimentati con prodotti a base di proteine di riso idrolizzate. Se il bambino soffre di allergia al latte vaccino, talvolta è necessario allontanare l'alimento ed i suoi derivati anche dalla dieta della nutrice.


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Latte


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Foto utenteesame curva glicemia: Buonasera sono in gravidanza alla 30 settimana ho fatto l'esame della curva glicemica volevo un parere dato ke la mia ginecologa mi vedra' solo a fine mese.. qst sono i valori.. a digiuno : 80 valore di rif.<92 dopo 1ora: 119 valore rif.<180 dopo un'altra ora:119 <valore rif.153...
 

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Foto professionistaDietista, Personal Trainer: DR.Riccardo Borgacci

A voi nutrizionisti: LE PROTEINE!: Eppure funzionava di stra-brutto! Crescevo come la gramigna... non proprio pulito... ma crescevo! ;D Mangiando come un assassino recuperavo da bestia, inoltre, coi ritmi di uno studente, dormivo bene!

 
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