Alimenti fortificati

La fortificazione è un processo tecnologico attraverso cui nutrienti non energetici (principalmente vitamine e/o sali minerali) vengono aggiunti agli alimenti tradizionali, non tanto per sopperire ad una carenza o come intervento tecnologico finalizzato ad una miglior conservazione, ma con l'intento di aumentare l'assunzione di tali nutrienti nella popolazione.

Un classico esempio di alimento fortificato è l'ACE, un succo di frutta arricchito con vitamine. In questa denominazione commerciale esiste comunque un errore di fondo; si parla infatti di ACE per sottolineare l'aggiunta di vitamina A, C ed E. In effetti, però, non viene aggiunta la vitamina A, ma i suoi precursori: i caroteni (quindi la dicitura corretta sarebbe pro-vitamina A). Oltretutto la vitamina A (retinolo), che ricordiamo essere di origine animale, è liposolubile ed è quindi un po' difficile farla stare in un mezzo acquoso come un succo di frutta!

Fortificare un alimento significa renderlo più nutriente senza modificarne il contenuto energetico. Ma come e quando fortificare?

• Esistenza di gruppi di popolazione a rischio di carenze nutrizionali, (bambini, adolescenti, anziani, donne in età fertile); ad esempio in Finlandia l'acqua potabile è stata fortificata con fluoro per fronteggiare la carenza del minerale. Similmente, in molti paesi il sale da tavola è addizionato con iodio.
• Identificazione di alimenti carrier (adeguati per consumo e biodisponibilità).
• Identificazione della tipologia del consumatore degli alimenti fortificati.

La differenza tra alimento fortificato ed alimento funzionale è sottile: entrambi vantano infatti proprietà benefiche, riconducibili alla presenza di nutrienti aggiunti dall'industria alimentare nel prodotto fortificato e naturalmente presenti nell'alimento funzionale.



Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015