Suggerimenti per una sana alimentazione del calciatore

A cura del dottor Devis Zamburlin

 

Bibliografia: Dott. ENRICO ARCELLI - Suggerimenti pratici per una sana e razionale alimentazione del calciatore

Alimentazione Dopo la Partita

Molti tendono a commettere alcuni errori per quello che riguarda l'alimentazione del dopo-partita. Negli ultimi anni - per fortuna! - non si sente più dire, come succedeva qualche lustro fa, che per alcune ore dopo il termine dell'incontro non si deve né bere, né mangiare. I sostenitori del digiuno affermavano che l'organismo era stanco per lo sforzo della partita e che si doveva aspettare che avesse in parte recuperato prima di sottoporlo ad un altro impegno come quello della digestione; il loro primo errore era quello di non capire che gli organi più interessati sono differenti (quelli dell'apparato locomotore da un lato, quelli dell'apparato digerente dall'altro) e che quindi non ha senso pensare che si verifichi una somma di fatiche; il secondo errore era quello di non rendersi conto che alcune componenti dello sforzo della partita si recuperano più in fretta proprio bevendo e alimentandosi. Se comunque è vero che oggi non si dice più di non bere né mangiare per alcune ore, è vero anche che da parte di alcuni vengono raccomandate diete che lasciano pochissime scelte, che sono estremamente punitive e che non danno alcun vantaggio pratico al calciatore che le utilizza.

Perché può mancare l'appetito dopo la partita (ma non manca la sete...)

E' vero, in ogni caso, che, appena finita la partita (e talvolta per alcune decine di minuti dopo il termine di essa), alcuni giocatori non hanno per niente appetito; l'impegno dei 90 minuti, infatti, determina l'aumento nel sangue di catecolamine, di endorfine e di altri ormoni, il cui effetto è appunto la scomparsa della fame. Questo fattore non ci deve allarmare perché la cosa più importante è idratarsi, scegliendo bevande che apportino anche alcune decine di grammi di zucchero.
Quasi tutti i giocatori, del resto, già al termine della partita hanno sete, in una misura che di solito aumenta in funzione del sudore prodotto, quindi anche della temperatura dell'aria, dell'umidità e dell'irradiamento solare. A mio parere è importante cominciare a bere subito - meglio in quantitativi limitati ma frequenti, eventualmente preferendo all'acqua pura le apposite bevande con sali minerali - dal momento che il recupero dell'acqua richiede tempi lunghi (anche alcune ore nel caso che le perdite siano state superiori ai 3 litri), considerando anche che un individuo disidratato e carente di sali è più soggetto a disturbi di vario tipo.

Lo Spuntino e la cena successivi alla partita

Se la partita si conclude a metà pomeriggio, alcune decine di minuti dopo di essa si può fare uno spuntino a base, per esempio, di cibi solidi (pane o fette biscottate con marmellata o miele; biscotti; torta tipo crostata di mele o di marmellata o altri dolci senza panna o creme; frutta fresca) con una bevanda (, frullato di frutta). Quanto alla cena, l'obiettivo deve essere quello di consumare molti carboidrati, poche proteine e pochissimi grassi; sono dunque da privilegiare i primi piatti, anche in quantità abbondante, a base di pasta o di riso, meglio se con poco condimento (i grassi fritti o cotti a lungo, in ogni caso, vanno sempre evitati). Il secondo piatto può anche essere limitato a porzioni ridotte, mentre la verdura cruda o cotta non dovrebbe mancare, così come può essere preso anche un dessert (gelato alla frutta, dolci senza panna o creme). La sete dovrebbe venire calmata con l'acqua, o eventualmente con spremute di agrumi o con frullati di frutta; gli alcolici dovrebbero essere limitati a poca birra o a poco vino.

 

Bibliografia: Dott. ENRICO ARCELLI - Suggerimenti pratici per una sana e razionale alimentazione del calciatore


Quest'articolo non vuole essere una dieta obbligata, ogni soggetto è a se stante e le variabili che influiscono sull'attività fisica e psicologica sono moltissime. Quelli che vedete qui sopra sono semplici consigli venuti dall'esperienza e dagli insegnamenti ricevuti negli anni. I migliori conoscitori di voi stessi siete voi, quindi anche i migliori giudici.

 

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Ultima modifica dell'articolo: 02/05/2016