L'alimentazione dell'anziano: alcune linee guida

A cura del Dott. Francesco Cundo'


Fabbisogno energetico dell'anziano

Il dispendio energetico si riduce con l'età. Le componenti principali sono:

il calo del metabolismo basale (-8% tra i 60-90 anni)
la minore attività fisica (PIU' SCARSA)

Le variazioni non avvengono in modo lineare ma accelerano significativamente a 75 anni.
Per questi motivi i fabbisogni per gli anziani sono calcolati per due distinte classi di età: 60-74 anni e over 75.

Fabbisogno proteico

In linea generale la quantità ideale di proteine che un individuo della terza età dovrebbe assumere nell'arco di una giornata, è calcolabile nel seguente modo:

g di proteine = Kg di peso corporeo "ideale"

Tale formula è indipendente dall'attività fisica svolta e dal sesso (es: un soggetto con peso ideale di 60 Kg dovrebbe assumere giornalmente 60 g di proteine).

 

CIBI PROTEICI CONSIGLIATI

Pesce - Il pesce è un ottimo alimento per tutti, ma in particolare per gli anziani, per il suo contenuto in acidi grassi polinsaturi.
Carne - Preferibile quella di manzo, pollo, vitello.
Latte - Ottima fonte di calcio. Preferire quello parzialmente scremato.
Formaggi - Sono una fonte proteica importante, da valorizzare a questa età anche per il loro contenuto in calcio e fosforo.
Yogurt - Lo yogurt naturale o alla frutta può risultare più digeribile del latte. Svolge inoltre nell'intestino un'importante azione antiputrefattiva e di mantenimento della flora batterica intestinale.
Legumi - Sono da considerare come un'ottima alternativa ai prodotti animali. Svolgono infatti azione ipocolesterolemizzante. Da usare eventualmente passati per migliorarne la digeribilità. L'associazione con i cereali ne fa un piatto equilibrato.
Frutta secca oleosa - E' una risorsa proteica consigliabile e ottima fonte di acidi grassi essenziali. Viene tuttavia poco consumata dall'anziano per difficoltà masticatorie e per la scarsa digeribilità; ovviabile, in parte, con una triturazione (ad esempio in mezzo all'insalata).

Fabbisogno lipidico e in carboidrati

Nell'anziano non si verificano variazioni significative dei fabbisogni in lipidi e carboidrati rispetto all'adulto.
Valgono gli stessi princìpi applicati dai 18 ai 60 anni.

Lipidi: 25-30% dell'energia max 10% saturi

2,0% Ω6 polinsaturi
0,5% Ω3 polinsaturi

Carboidrati: 55-65% dell'energia max 10% zuccheri semplici

Particolare attenzione va posta nel giusto apporto di Vitamina C e di Vitamina D. Nonostante i fabbisogni siano in linea con quelli della popolazione adulta, il rischio di carenze specifiche può essere individuato in una dieta monotona, priva di alimenti freschi (Vitamina C) ed in uno stile di vita sedentario con scarsa esposizione ai raggi solari (Vitamina D)

Minerali importanti per l'anziano

Calcio


La fragilità delle ossa può venire attribuita ad una ridotta assunzione di alimenti fornitori di calcio, oltre che al rallentamento delle secrezioni delle ghiandole endocrine e a una carenza di vitamina D.
Come già detto è molto importante il consumo di latticini, in cui il rapporto calcio/fosforo è ottimale per l'organismo.


Ferro


E' frequente nell'anziano l'anemia causata da una combinazione di fattori, tra i quali si può rilevare un ridotto assorbimento di ferro da parte dell'intestino.
Inoltre questo minerale è contenuto in alcuni alimenti, che paiono essere proprio quelli che l'anziano riduce per vari motivi: ad esempio per l'elevato costo (carni), per difficoltà di masticazione (frutta secca, cereali integrali, verdure crude), per difficoltà digestive (legumi).


Potassio


L'eccessivo uso di lassativi e di diuretici, talvolta abbinato ad una sudorazione abbondante può far sorgere carenze di potassio, minerale di cui l'organismo ha molto bisogno negli anni della vecchiaia, in cui la pressione sanguigna è instabile, l'utilizzazione dei liquidi corporei e delle proteine è meno efficace ed il cuore è più affaticato.


Sodio


E' un "ladro" di potassio. Pur rivestendo un ruolo importante nella chimica dell'organismo in età avanzata, deve essere ridotto, data anche la sua correlazione con la ritenzione idrica, quindi con l'innalzamento della pressione arteriosa.



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Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015