Alcol e bodybuilding

A cura di Antonio Rubbino

Acetilcolina

Agonista dei recettori colinergici insieme all'acetilcolina, l'etanolo potenzia l'effetto di questa e della nicotina. Questo spiega perché il 90% degli alcolisti è anche un grande estimatore del tabacco.

Cannabinoidi

L'alcol possiede anche una certa attività sul sistema degli endocannabinoidi. L'effetto euforico e stimolante a basse dosi e la sedazione a dosaggi più elevati hanno una certa somiglianza con quelli dati dal THC (l'alcaloide della marijuana). "N-arachidonil-etanolamide" è un forte legante dei recettori CB (cannabinoidi) ed è il risultato del metabolismo dell'acido arachidonico. L' N-A-etanolamide è quindi un nostro personale cannabinoide con effetti molti simili al THC. L'alcol aumenta la conversione dell'acido arachidonico nel sopramenzionato endocannabinoide e difatti si riscontra sia una sottoregolazione dei recettori CB di tipo 1 che una certa "tolleranza incrociata" tra etanolo e THC.

Catecolamine

L'alcol aumenta il livello sia di adrenalina che di noradrenalina, sia centrale che periferico. Il livello encefalico di noradrenalina aumenta di circa 3 volte dopo il consumo di etanolo e questo amplifica i suoi effetti euforici e stimolanti. Il risultato di questa forte ondata di catecolamine è la deplezione delle stesse a livelli tra l'8 e 20% sotto il normale, con conseguente depressione del SNS (sistema nervoso simpatico). Depressione, astenia, ipersonnia, iperfagia sono alcuni dei sintomi di una bassa attivazione del simpatico che segue ad un prolungato periodo di "bevute".

Comportamento aggressivo

Argomento di grande importanza, specialmente per chi fa uso di altre sostanze ad effetto stimolante e che, quindi, potrebbero incentivare l'aggressivitĂ  data dal consumo di etanolo. L'alcol è ansiolitico, stimolante psicomotorio ed analgesico e tutto questo spinge verso comportamenti disinibiti, aggressivi, alimentati dall'assenza di paura per le future conseguenze e dalla diminuita percezione del dolore. ECF, "funzioni cognitive esecutive", è quella parte razionale che ci permette di monitorare noi stessi, i nostri comportamenti, che ci dà la capacità di limitarci, di frenarci anche grazie a paragoni con errori fatti in passate esperienze. L'alcol distrugge questa capacità cognitiva e ciò spiega il comportamento impulsivo nei momenti in cui siamo "intossicati". L'ECF è governato dalla corteccia prefrontale; individui con lesioni in quest'area hanno una scadente capacità di regolare il comportamento sociale. Viene definita "sindrome da disinibizione" e porta a comportamenti impulsivo-aggressivi e socialmente scorretti. Nei test riguardo all'ECF si nota come l'intossicazione da etanolo dia un basso risultato e la correlazione di questo con il tasso alcolico nel sangue è inversamente proporzionale (maggiore è il livello di etanolo, più scarso sarà il risultato del test, quindi più evidente l'effetto sull'ECF ). La serotonina è anche implicata nel comportamento aggressivo: la deplezione di 5HT indotta dall'alcol ne è la causa. Un consumo cronico di etanolo diminuisce la disponibilità di L-Triptofano (precursore della serotonina) al cervello, aumentandone il metabolismo periferico; non è dunque una brutta idea usare 25/50mg di 5-idrossi-triptofano se si è proni ad una certa impulsività nel comportamento.

Neurotossicità

L'alcol è neurotossico e questa tossicità è mediata da vari fattori. Gli esteri etilici degli acidi grassi sono sottoprodotti tossici del metabolismo dei lipidi e dell'etanolo che hanno la capacità di distruggere i lipidi che compongono le membrane cellulari. La L-carnitina e l' acetil-L-carnitina in dosaggio di circa 50mg/kg sembrano veramente efficaci nel prevenire la formazione di queste scorie.
Vi sono anche forti prove che l'etanolo induca un certa "tossicita ossidativa" promuovendo la formazione di radicali liberi ed aumentando i markers di "stress ossidativo" come i perossidi formati dai lipidi. In tal caso uno buono spettro di antiossidanti è consigliato. Resveratrolo, SAMe, ALC, vitamina E e selenio sono anche abbastanza efficaci.


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Ultima modifica dell'articolo: 23/01/2016

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