Alcol e bodybuilding

A cura di Antonio Rubbino

 

L'alcol, anche meglio definito come etanolo, oltre a poter figurare tra le droghe è anche un macronutriente. A differenza di carboidrati, grassi e proteine, l'organismo non ha la capacità di stoccare l'etanolo come riserva e questo comporta che il suo metabolismo abbia la priorità sul resto dei nutrienti.

Ho deciso di trattare questo argomento poiché nelle varie domande che mi si pongono l'alcol figura quasi sempre; credo che siano pochi gli atleti così pieni di sacrificio da rinunciare ad una "bevutina" nelle sere di svago e visto come l'alcol riesca ad influenzare numerosi neurotrasmettitori così come lo stato metabolico ed ormonale, quindi la composizione corporea, credo sia un argomento su cui debba certamente soffermarmi.

Biochimica

Come prima ho scritto l'alcol è un macronutriente ed è anche l'unico tossico per l'organismo; questo comporta 2 cose:

  1. l'etanolo non può essere conservato
  2. il suo metabolismo ha la precedenza su quello degli altri macronutrienti.

Il metabolismo dell'alcol segue 2 differenti vie a seconda del suo livello nel sangue: ad un basso dosaggio l'alcol segue la via dell'ADH (alcol deidrogenase) che lo converte in aldeide.

Un elevato livello di etanolo nel sangue attiva invece la via MEOs (sistema microsomiale dell'ossidazione dell'etanolo). In entrambi i casi il risultato è comunque il metabolismo dell'alcol in acetato e, in seguito, in acetyl-CoA che: o entra nel ciclo di Krebs ed ossidato ad acqua ed anidride carbonica o viene conservato nel tessuto adiposo come riserva energetica.

Farmacocinetica

L'alcol ha un'elevatissima biodisponibilità per via orale ed il suo assorbimento avviene nello stomaco grazie ad un'elevatissima concentrazione di enzimi ADH in questo primo snodo gastrico. Ciò comporta che la rapidità del raggiungimento di un certo picco nel sangue dipenderà anche dalla quantità di cibo che si trova nello stomaco. Nel caso in cui si beve a stomaco pieno un drink maggiormente diluito, come la birra ad esempio, l'alcol che contiene verrà assorbito molto più velocemente ed in maggior quantità rispetto ad un paio di "cicchettini" di wisky; questo perché il cibo regola anche l'attività dell'ADH nello stomaco. In stato di digiuno è vero invece il contrario. Anche il tipo di macronutriente ha un certo effetto sul metabolismo dell'etanolo: proteine e grassi sembrano rallentare di molto il suo assorbimento, i grassi ritardando il transito verso l'intestino (in cui avverrà il seguente assorbimento) e le proteine legandosi direttamente alle molecole di etanolo.
Quando una grande quantità di alcol raggiungere lo stomaco, farsi 6 birre medie una dietro l'altra ad esempio, la velocità di assorbimento tende a superare la distribuzione sistemica (nell'organismo) andando ad inondare di alcol le arterie, quindi il cervello; motivo per cui 4 bicchieri di vino intossicano più se bevuti in un'ora rispetto a sorseggiarseli in 4 ore. L'etanolo non ha una vera e propria emivita come le altre droghe visto che il suo metabolismo è limitato dall'ADH, quindi dalla possibilità di variazioni a seconda della concentrazione sia sua che degli enzimi; il DHT (ormone androgeno dato dalla riduzione del testosterone) ad esempio, influenza l'ossidazione dell'etanolo; aumenta l'intensità e la velocità di intossicazione (in quanto tempo e quanto vi ubriacate per essere pratici) poiché velocizza la distruzione degli enzimi ADH; ne rallenta, quindi, la velocità di smaltimento. Non si è del tutto compreso il modus operandi ed il motivo dei suoi diversi effetti sugli individui; primi studi mostrano un certo legame dell'etanolo con delle proteine su dei recettori non specifici, ma altri, più recenti, contraddicono questo mostrando l'esistenza di specifici recettori per l'alcol. Un'importante differenza riguardo agli effetti dell'alcol sul sistema nervoso centrale la troviamo nel suo livello nel sangue: basse concentrazioni (3 o 8 drink per esser pratici) sembrano avere un certo effetto stimolante ed euforico mentre una concentrazione elevata porta ad effetti sedanti; è quindi di grande importanza la sua interazione su multipli sistemi di neurotrasmettitori.


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Ultima modifica dell'articolo: 26/04/2016