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Alimentazione nutrizione
Ultima modifica: 14/03/2012

Acido Linolenico

Negli articoli sugli acidi grassi essenziali della serie omega sei ed omega tre, ci si imbatte spesso nel termine generico acido linolenico. In realtà, quando si parla di acido linolenico è molto importante specificare se si tratta di:

poiché diversa è sia la struttura chimica:

 

Acido linolenico

 

che il ruolo metabolico dei due acidi grassi nell'organismo:

  • l'acido alfa linolenico (ALA) è un acido grasso essenziale, noto per essere il capostipite degli omega-tre. Infatti, a partire dall'acido alfa linolenico l'organismo umano sintetizza - seppur con una modesta efficacia - gli acidi grassi semi-essenziali EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesanoico), importanti soprattutto per la loro attività antinfiammatoria, ipotrigliceridimizzante, ipotensiva e "fluidificante del sangue", che li rende un vero e propria toccasana per la prevenzione e la terapia delle malattie cardiovascolari. Tuttavia, proprio per la ridotta capacità di sintetizzare EPA e DHA a partire dall'acido alfa linolenico, i benefici per la salute derivanti da un'integrazione di oli vegetali ricchi in acido alfa linolenico risultano assai più contenuti rispetto a quelli ottenibili attraverso il consumo di olio di pesce o di altri integratori ricchi in EPA e DHA.
  • l'acido gamma linolenico (GLA) è un acido grasso semi-essenziale omega-6, con applicazioni terapeutiche inferiori e non ancora ben caratterizzate; in medicina naturale viene prescritto contro malattie autoimmuni, artriti, dermatite atopica (indicazione classica) e sindrome premestruale, ritenendolo utile per la sua azione antinfiammatoria.

Ricordiamo inoltre come il termine acido linolenico non debba essere confuso con il termine acido linoleico (LA; 18:2, ω−6), acido grasso essenziale a 18 atomi di carbonio capostipite deli omega-sei, di cui sono ricchi gli oli di semi in genere e l'olio di oliva.

Per annullare i rischi da eccesso di acido linoleico e carenza di acido alfa linolenico, è sufficiente consumare regolarmente 2-3 porzioni di pesce di mare, sia fresco che surgelato, alla settimana. Particolarmente ricchi di acido alfa linolenico sono le carni dei pesci grassi che popolano acque marine fredde, come il merluzzo, il salmone, il tonno e lo sgombro, ma anche aringhe, sardine e pesce azzurro in genere.

 


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