Acido Folico in Gravidanza

Generalità

Cos'è l'acido folico?

L'acido folico è una vitamina idrosolubile del gruppo B; soprattutto nel Regno Unito e negli USA, il gruppo di tutte le molecole affini (dette “folati”) viene anche definito vitamina B9.
Acido folicoL'acido folico è particolarmente abbondante negli alimenti di origine vegetale (ma anche nel fegato); non a caso il termine acido folico deriva dal latino “folium”, un chiaro riferimento ai vegetali a foglia verde e larga, che rappresentano le più importanti fonti dietetiche di questa sostanza idrosolubile. Degna di nota, anche se poco rilevante, è anche la modesta produzione vitaminica da parte dei batteri.
Essendo più o meno termolabile (la suscettibilità al calore varia in base alla forma chimica) e instabile (soffre la luce, l'ossidazione ecc), questo micronutriente viene spesso degradato con la cottura e durante la conservazione.

Siccome durante la gravidanza il fabbisogno di acido folico aumenta sensibilmente (tanto da renderne spesso insufficiente l'apporto con la dieta) gli alimenti che lo contengono dovrebbero essere mangiati prevalentemente crudi e freschi. In tal caso, per questioni igieniche, in gravidanza è strettamente consigliabile svolgere un'accurata disinfezione chimica (per mezzo di disinfettanti a base di cloro e/o ammonio).

Acido folico e folati: differenze

Sebbene i due termini vengano spesso utilizzati come sinonimi, acido folico e folati non sono esattamente la stessa cosa. Cerchiamo di capire meglio perché.

Acido folico

L'acido folico rappresenta la forma più ossidata e stabile della vitamina; raro nei comuni alimenti, viene sintetizzato in laboratorio e destinato alla fortificazione dei prodotti alimentari e alla preparazione di supplementi vitaminici, inclusi quelli consigliati in gravidanza.

Folati

Folati, invece, è un termine generico riferito a tutti i composti con attività vitaminica B9, di tipo precursore o vitaminosimile (acido folico, folinico, tetraidrofolato ecc); queste sostanze hanno un'ottima biodisponibilità, sovrapponibile a quella dell'acido folico, ma risultano facilmente denaturabili con il calore, la luce, la cottura e la conservazione.
Alla copertura del fabbisogno quotidiano di acido folico per la gestante, oltre all'apporto alimentare, concorre anche una piccola quota di folati prodotta dalla flora batterica intestinale.

Funzioni

Funzioni generali dell'acido folico

L'acido folico viene utilizzato dall'organismo per la riproduzione cellulare; esso interviene nella sintesi di DNA, proteine ed emoglobina (partecipa all'eritropoiesi, processo di formazione dei globuli rossi), per cui una sua carenza è associata a una forma anemica detta megaloblastica.

Perché l'acido folico è importante durante la gravidanza?

Fin dai primissimi stadi di gravidanza, il prodotto del concepimento (prima zigote, poi embrione, poi feto) diviene un grandissimo consumatore di folati, a causa degli intensi processi di proliferazione e differenziazione cellulare. Anche l'aumento dell'eritropoiesi materna contribuisce ad aumentare i fabbisogni di acido folico durante la gravidanza (in vista del parto la volemia sarà aumentata di un 30-50% rispetto ai valori pregravidici).

Alimenti

Dove si trova l'acido folico?

L'acido folico abbonda negli ortaggi a foglia verde, nei carciofi, nelle rape, nel lievito di birra, nei cereali - specie se integrali - nei legumi, nel tuorlo d'uovo, nel fegato, nei kiwi e nelle fragole (vedi l'articolo relativo a: folati negli alimenti).

Fonti alimentari di acido folico per la gravidanza

Tutti questi alimenti ricchi di acido folico sono indicati per il consumo in gravidanza. Per questioni igieniche, sono più consigliati:

  • Frutta e verdura DISINFETTATI chimicamente (ad esempio con amuchina)
  • Frutta e verdura da consumare SBUCCIATE.
Buone fonti alimentari di acido folico
Gli alimenti che possono aiutarti ad ottenere più acido folico nella dieta includono:
400 μg Cereali per la colazione, fortificati con il 100% del Daily Value FDA, 50 g
215 μg Fegato di manzo, cotto, 100 g
179 μg Lenticchie, semi maturi, cotti, bolliti, 100 g
115 μg Spinaci, congelati, cotti, bolliti, 100 g
110 μg Tagliatelle all'uovo, arricchite, cotte, 100 g
100 μg Cereali per la colazione, fortificati con il 25% del Daily Value FDA, 50 g
90 μg Fagioli, bolliti, 100 tazza

Fonti alimentari SCONSIGLIATE di acido folico per la gravidanza

In gravidanza è consigliabile evitare la frutta e la verdura già pronte al bar, nei distributori automatici o in gastronomia, per il pericolo di contrarre la toxoplasmosi o qualche malattia alimentare come la listeriosi.
Nonostante la ricchezza nutrizionale di acido folico, ferro ecc, in gravidanza è altresì SCONSIGLIABILE il consumo eccessivo del fegato come alimento. Questa raccomandazione è giustificabile dal fatto che questo organo è una specie di "filtro", deputato alla metabolizzazione di sostanze tossiche (che tendono ad accumularsi al suo interno). Inoltre, contiene altissimi livelli di vitamina A che, se in eccesso, esercita un effetto tossico (teratogeno) gravissimo per il nascituro.

Impoverimento Alimentare

Quali fattori diminuiscono la concentrazione di acido folico negli alimenti?

Come la maggior parte delle vitamine idrosolubili, l'acido folico viene in gran parte denaturato durante i processi di lavorazione degli alimenti. La conservazione e la cottura dei cibi, ad esempio, distruggono fino al 95% del patrimonio originario di folati; una verdura a foglia verde conservata a temperatura ambiente per tre giorni, invece, vede ridursi tale disponibilità fino al 70%.

Inoltre, l'interazione delle varie sostanze alimentari - provenienti dallo stesso alimento o da cibi consumati nel medesimo pasto - può ridurre fino al 50% la biodisponibilità dei folati alimentari; di conseguenza, si ritiene che solo la metà della quota ingerita venga effettivamente assorbita.

Fabbisogno

Fabbisogno di acido folico nella popolazione e in gravidanza

Il fabbisogno di acido folico non è lo stesso per tutta la popolazione generale. Cresce progressivamente in base all'età e raggiunge i massimi livelli in gravidanza e allattamento; come vedremo esistono anche delle condizioni particolari che contribuiscono ad incrementarne la richiesta fisiologica.

Nella tabella sottostante riassumiamo il fabbisogno di acido folico nelle diverse fasi della vita.


Età Fabbisogno di Acido Folico
6-12 mesi 110 μg
1-3 anni 140 μg
4-6 anni 170 μg
7-10 anni 250 μg
11-14 anni 350 μg
15-17 anni 400 μg
18-29 anni 400 μg
30-59 anni 400 μg
60-74 anni 400 μg
≥ 75 400 μg
GRAVIDANZA 600 μg
ALLATTAMENTO 500 μg

Quali fattori aumentano il fabbisogno di acido folico?

Possono aumentare sensibilmente il fabbisogno di acido folico:

Quali farmaci aumentano il fabbisogno di acido folico?

Tra i farmaci ricordiamo la pillola anticoncezionale, la cui sospensione d'uso per la ricerca di una gravidanza può esporre la donna a una carenza proprio nel periodo più delicato, che come vedremo in seguito è proprio quello attiguo al concepimento.

Tra i medicinali in grado di interferire con il metabolismo dell'acido folico ricordiamo anche i chemioterapici antiblastici (come il metotrexate) e gli anticonvulsivanti (come l'acido valproico, la difenilidantoina, l'aminopterina e la carbamazepina).

Differenze genetiche che aumentano il fabbisogno di acido folico

Acido folico in gravidanzaEsistono infine delle differenze genetiche di natura enzimatica, tali per cui alcune donne, in gravidanza e non solo, necessitano di quantitativi superiori di acido folico rispetto ad altre.
Per quanto esposto sinora, il miglior modo per coprire il fabbisogno quotidiano di acido folico sarebbe quello di consumare frutta e verdura crude, quanto più possibile fresche. Precisiamo ancora una volta che durante la gravidanza è bene lavare e disinfettare con particolare cura i vegetali da consumare crudi.

Carenza

Mancanza di acido folico e rischi per la salute del nascituro

Una carenza di acido folico durante le prime fasi di gestazione aumenta il rischio di malformazioni neonatali, in particolare di quelle a carico del tubo neurale (DTN). Con questo termine si indica un gruppo eterogeneo di malformazioni, accumunate da un'anomala chiusura del tubo neurale durante la quarta settimana di sviluppo embrionale (il tubo neurale è la struttura da cui si origina il sistema nervoso centrale, quindi il cervello e il midollo spinale).

I più frequenti difetti del tubo neurale sono l'anencefalia (50% dei casi) ed i difetti di chiusura della colonna vertebrale (spina bifida, 40% dei casi) e della volta cranica (encefalocele, 10% dei casi). A differenza del primo, questi ultimi sono spesso compatibili con la vita, ma si associano a deficit neurologici e a malformazioni fisiche di vario grado (spesso severe).
L'incidenza complessiva dei DTN in Italia è bassa, ma non trascurabile (0,7-1‰ - 0,7 -1 per mille).

Integrazione

L'integrazione di acido folico potrebbe ricoprire un importante ruolo preventivo nei confronti di preeclampsia ed eclampsia, aborto spontaneo ricorrente, distacco di placenta, malformazioni fetali, ritardo di crescita, basso peso alla nascita e morte intrauterina. Entriamo più nel dettaglio.

Importanza dell'integrazione di acido folico per il nascituro

L'integrazione con acido folico non azzera il rischio che il prodotto del concepimento sviluppi difetti di chiusura del tubo neurale, ma lo riduce in maniera significativa; a grandi linee lo diminuisce di un 30-40% al dosaggio di 0,4 mcg/die, fino a un 70-80% a dosi di 4-5 mg/die. Nel corso di vari studi, inoltre, è stato dimostrato come l'acido folico sia in grado di prevenire la comparsa di altre malformazioni congenite, tra cui cardiopatie, labiopalatoschisi, difetti dell'apparato urinario, ipo-agenesia degli arti, onfalocele e atresia anale.

Importanza dell'integrazione di acido folico per la gestante

L'attività preventiva dell'acido folico nei confronti dell'iperomocisteinemia contribuisce a ridurre il rischio cardiovascolare della madre, tanto che è stato ipotizzato un ruolo preventivo nei confronti dell'ipertensione gravidica e delle sue complicanze.

Dosaggio

Quanto acido folico e per quanto tempo?

Per prevenire i difetti di chiusura del tubo neurale, ogni donna dovrebbe assumere 400 µg (400 mcg = 0,4 mg) di acido folico al giorno sotto forma di specifici integratori; tale dosaggio corrisponde circa al 65% del fabbisogno giornaliero della gestante. Nota: negli USA, dal quarto al nono mese di gravidanza, si consigliano 600 µg di acido folico al giorno.

Per quanto detto nei paragrafi precedenti, è fondamentale che tale assunzione inizi un mese prima del concepimento (per aumentare le riserve) e continui per tutto il primo trimestre di gravidanza. Questo particolare dosaggio di acido folico è raccomandato a TUTTA la popolazione in età fertile che non applica efficaci misure anticoncezionali.

Dosi superiori ai 0,4 mg di acido folico al giorno possono essere specificamente consigliate soltanto alle donne che hanno già avuto un figlio colpito da difetti di chiusura del tubo neurale, o con familiarità per questo genere di malformazioni. Recenti evidenze scientifiche, infatti, suggeriscono come un aumento dei dosaggi fino a 5 mg al giorno abbia effetti più incisivi nella riduzione del rischio di DTN. Particolare attenzione al corretto schema di supplemento vitaminico andrà pertanto riposta nelle donne considerate a rischio (problemi di malassorbimento - come la celiachia o il morbo di Crohn - utilizzo di farmaci che possono interferire con il metabolismo dell'acido folico, deficit enzimatici specifici ecc.).

Nelle gestanti non a rischio, l'utilizzo di dosaggi pari a 0,4 mg/die - con la raccomandazione di non superare il mg/die - nasce dal timore di ipotetici rischi fetali legati all'elevato livello ematico di acido folico di origine sintetica.
Sotto consiglio medico, durante la gravidanza l'acido folico può essere assunto anche sotto forma di integratore multivitaminico; a tal proposito si raccomanda di scegliere un prodotto privo di vitamina A (retinolo), poiché dosi eccessive di questa vitamina possono produrre effetti teratogeni (indurre malformazioni fetali); in particolare, l'introduzione di vitamina A sotto forma di integratori multivitaminici contenenti retinolo non dovrebbe superare le 3.000-5.000 UI/di. Non sembrano invece sussistere particolari rischi quando la vitamina A viene assunta sotto forma di precursori vegetali (carotenoidi).
Dato che una buona percentuale delle gravidanze non è in alcun modo pianificata dai genitori, molte nazioni hanno intrapreso campagne di fortificazione delle farine e dei cereali con acido folico, in modo da aumentare l'apporto quotidiano della vitamina.




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