Acido Caprilico

Definizione e Ruolo nell'organismo

L'acido caprilico è un acido grasso saturo, non essenziale, ad otto atomi di carbonio, per questo noto anche come acido ottanoico. Trattandosi di un acido grasso a media catena, una volta ingerito con gli alimenti viene assorbito con facilità, bypassando la circolazione linfatica e giungendo direttamente al fegato, dove viene metabolizzato a fini perlopiù energetici.Acido Caprilico

L'acido caprilico si estrae dalle noci di Cocco e dall'olio di semi di palma e riconosce applicazioni sia in ambito sportivo che salutistico. Nel primo caso rientra nei cosiddetti MCT, integratori di acidi grassi a media e corta catena, usati come fonte energetica alternativa al prezioso glucosio.

Acido Caprilico contro la Candida

Nel settore salutistico, invece, l'acido caprilico viene assunto per la sua capacità di dissolvere la membrana cellulare della Candida albicans e di altri funghi, risultando quindi potenzialmente utile nel trattamento della candidosi. Fonti alimentari di acido caprilico, oltre ai già citati oli tropicali, sono rappresentate da latte e latticini in genere, anche se il consumo di formaggi a pasta dura o fermentati viene tradizionalmente sconsigliato in presenza di candida. Potenzialmente utile è anche l'associazione di acido caprilico con probiotici, aglio e curcuma, in modo da produrre un ostacolo sinergico alla proliferazione di candida albicans nel colon.

Modo d'uso e integratori alimentari

L'integrazione specifica con acido caprilico prevede dosi dai 300 ai 1200 milligrammi al giorno, sottoforma di capsule o compresse, visto il suo sapore rancido e sgradevole. Ancor più indicata sarebbe la forma farmaceutica in opercoli, sferette di gelatina ripiene di olio, dato che l'acido butirrico viene assorbito più facilmente se nel pasto è presente una fonte di grassi. Per il trattamento della candidosi sarebbe comunque più conveniente trovare un modo per aumentare la quota di acido caprilico inassorbita, in modo che possa arrivare sino al colon ed espletare la propria azione antifungina. Tale risultato può essere ottenuto utilizzando concentrazioni importanti di acido caprilico all'interno di capsule a rilascio controllato. Un'altra soluzione potrebbe essere quella di assumere l'acido caprilico insieme ad integratori di fibra, ad esempio semi di psillio; in questo modo la sostanza potrebbe trovarsi intrappolata all'interno del gel di acqua e fibra solubile, resistendo così all'assorbimento nel tenue, prima di essere liberata nel colon per fermentazione batterica delle fibra stessa.