Marco Pantani

Correva l'anno...1998

 

Finalmente si corre un'annata che sembra procedere per il meglio e alla vigilia del Giro d'Italia l'ambiente è pervaso di un velato ottimismo nei confronti di Pantani, un ottimismo che le strade non tradiranno. Le tappe di montagna sono poche e Marco deve assolutamente attaccare per spodestare la maglia Rosa della prima parte del Giro, Alex Zuelle. La prima occasione è il tappone che giunge a Selva di Val Gardena e difatti Pantani attacca sulla Marmolada insieme a Guerini e Tonkov, mentre per Zuelle non c'è niente da fare. Nell'arrivo a due è Guerini ad alzare le braccia al cielo, mentre per Marco arriva la prima meritatissima maglia Rosa della carriera.

 

Marco Pantani

Marco Pantani mette il sigillo al suo primo Giro d'Italia

 

La successiva tappa dell'Alpe di Pampeago si conclude anch'essa con un nulla di fatto perché sulla salita finale a scattare sono lui e Tonkov, che poi si controllano fino all'arrivo conquistato dal russo.

Per la stoccata decisiva occorre dunque aspettare il giorno successivo, dove sul Plan di Montecampione Tonkov deve cedere al tremendo ritmo imposto dal Pirata negli ultimi chilometri. Finalmente il Giro è suo e con lui è in festa tutta l'Italia.
Ora però è il momento di pensare al Tour de France anche se alla vigilia della partenza la scomparsa del "grande vecchio", Luciano Pezzi, riempie di dolore il cuore di Marco, che in lui vedeva quasi un padre oltre che un maestro del ciclismo.

 



Da Dublino parte dunque il Tour de France anche se per Marco i segnali non sono molto confortanti; tra il prologo e la prima cronometro il suo ritardo da Jan Ullrich supera infatti i cinque minuti. Vincere il Tour sembra ormai un'impresa impossibile. Impossibile per tutti ma non per Marco Pantani.

 

Pirata Pantani

La cavalcata verso Les Deux Alpes. Una pagina epica per tutto il ciclismo

 

Arrivano i Pirenei e a Plateau de Beille comincia la sua inesorabile rimonta con una straordinaria vittoria che fa perdere quasi due minuti a Ullrich. Ma l'impresa vera è datata 27 luglio 1998 e porta il nome di Les Deux Alpes. Sembra una giornata invernale dal freddo e dalla pioggia lungo tutto il percorso ma a Marco non interessa lui ha un solo obbiettivo: vincere a tutti i costi. Lo scatto forse più noto del ciclismo recente arriva sul celebre Galibier a più di 50 chilometri dall'arrivo. Pantani insiste, Ullrich è in difficoltà, la grande impresa è a portata di mano. L'ascesa verso le Deux Alpes è una passerella in cui l'unica stella a brillare è quella del Pirata, mentre quella di Ullrich si è definitivamente spenta sotto la pioggia battente. Finalmente è maglia Gialla.
L'ultima cronometro è una pura formalità che sancisce l'ingresso definitivo di Marco Pantani nella storia del ciclismo e di tutto lo sport, l'ultimo grande campione in grado di vincere Giro e Tour nello stesso anno. Tutta l'Italia del ciclismo ora festeggia il suo grande asso, in grado di sconfiggere con classe, talento e fantasia ogni avversario, compresa la sfortuna.

 


Correva l'anno...1999

 

E' difficile dopo il trionfante 1998 riuscire a fare di meglio eppure, soprattutto grazie all'assenza di incidenti e infortuni, la forma del Pirata sembra essere destinata a crescere. Il primo obiettivo è ovviamente il Giro d'Italia e già dal primo arrivo in salita sul Gran Sasso è lui il dominatore incontrastato.

 

Pantani Marco

A Oropa il Pirata sfodera una prestazione irripetibile

 

Ma il vero, incancellabile capolavoro del Pirata si compie sulla salita di Oropa dove, dopo un salto di catena a 8 chilometri dall'arrivo, recupera, supera e stacca l'intero gruppo, con una rabbia e una potenza indescrivibili, che gli consentono di vincere da solo una delle più belle tappe della sua carriera. Il dominio "piratesco" continua anche sull'Alpe di Pampeago e a Madonna di Campiglio; ora niente e nessuno può togliergli più la maglia Rosa dalle spalle.

 

Eppure, come un fulmine a ciel sereno, il giorno dopo la tappa di Madonna di Campiglio Marco Pantani viene allontanato dal Giro a causa di un livello di ematocrito troppo elevato nel sangue. Questa vicenda, peraltro mai chiarita e verificata fino in fondo, segnerà nel profondo l'animo di Marco, più della sfortuna e degli incidenti, portando in lui un "male di vivere" che non riuscirà mai ad accettare e del quale non riuscirà più a liberarsi.


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015