Marco Pantani

Correva l'anno...1995

 

Quest'anno comincia a manifestarsi quell'alone di sfortuna che purtroppo accompagnerà tutta la carriera di Marco. In piena preparazione al Giro d'Italia, un banale incidente con una macchina gli preclude la rifinitura, costringendolo a non potere partecipare e a spostare la concentrazione sul Tour de France.
Purtroppo il ginocchio malconcio non è ancora del tutto ristabilito e Pantani accumula diverso ritardo nella prima parte della corsa. Ma il 12 Luglio il Tour arriva sulla mitica Alpe d'Huez, l'"Alpe Regina", e un campione come lui non può farsi trovare impreparato all'appuntamento. A 13 chilometri dalla vetta Marco non riesce, non può stare fermo lì a centro gruppo e attacca, anzi stacca, tutti gli avversari. Raggiunge, supera il gruppetto di testa, con tra gli altri Ivan Gotti, e va a vincere tra gli applausi e l'entusiasmo generale.
Ma non finisce qui. Quattro giorni dopo sui Pirenei, malgrado le condizioni climatiche avverse, a Guzet Neige se ne va a vincere da solo dopo una fuga di 42 chilometri.

 

Marco Pantani

A  Guzet Neige un'altra grande impresa

La dodicesima tappa, il 18 Luglio, vede però scatenarsi sul gruppo la tremenda tegola della morte di Fabio Casartelli per gli esiti di una brutta caduta. Marco rimane molto scosso da questo avvenimento ed il suo Tour in sostanza finisce quel giorno.
Ma la sfortuna continua a perseguitarlo e alla Milano-Torino un assurdo incidente con una macchina che viaggiava in senso contrario sulla sede di gara gli procura la frattura di tibia e perone. La sua carriera a questo punto sembra potersi seriamente compromettere.
Il morale è a terra ma ci vuole ben altro per fermare Marco Pantani. Lui si butta, mette anima e corpo nella riabilitazione grazie anche all'aiuto del fisioterapista Fabrizio Borra e riesce a risalire in bici a 6 mesi dall'incidente.
La straordinaria forza interiore di questo ragazzo, purtroppo, sarà messa sempre più a dura prova negli anni successivi.

 

Correva l'anno...1997

 

Dopo lo stop forzato per tutto il 1996 si profila una avventura tutta nuova per Marco, grazie al progetto di una nuova squadra completamente incentrata intorno alla sua persona: la Mercatone Uno, ideata e fortemente voluta dall'anziano Luciano Pezzi che credeva profondamente nelle potenzialità del ragazzo di Cesenatico. Da qui riparte la sua ascesa e la sua sfida al grande ciclismo da poco orfano di Miguel Indurain ritiratosi dopo l'oro Olimpico a cronometro di Atlanta.

 

Pantani marco tour 95

Comincia nel 1997 la nuova avventura alla Mercatone Uno

 

Il 1997 è anche l'anno del nuovo soprannome con cui noi tutti oggi lo ricordiamo con affetto: il "Pirata", dovuto a quella bandana che per caso aveva cominciato a portare in gara al posto del consueto cappellino (ai tempi il casco non era ancora obbligatorio).
Purtroppo la sfortuna è di nuovo dietro l'angolo e in una tappa interlocutoria del Giro d'Italia, una banale caduta dovuta ad un incauto gatto, ne compromette il proseguimento. Marco è costretto al ritiro ma non demorde e si ripresenta al Tour più agguerrito che mai. La sua giornata di gloria è il 23 Luglio quando sulla mitica Alpe d'Huez, già dominata due anni prima, va a vincere in solitaria sfogando tutta la rabbia accumulata nell'ultimo anno e mezzo. 37 minuti e 35 secondi di scalata destinati ad entrare prepotentemente nella storia del ciclismo.

 



 

 

Pantani 95

Marco Pantani da battaglia anche al Tour

 

Questa impresa resta tra le più belle e importanti di tutta la carriera dello scalatore romagnolo, tant'è che ancora oggi, ad oltre 10 anni di distanza, quel suo tempo di percorrenza della salita rimane imbattuto. Nemmeno Lance Armstrong in cronoscalata è riuscito a fare di meglio.

In questo Tour Marco Pantani dovrà accontentarsi della terza piazza finale ma questa è la chiave di volta della "seconda carriera" del Pirata e d'ora in poi nessuno potrà più mettersi in mezzo tra lui e le grandi vittorie che insegue da una vita.


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015