Marco Pantani

A cura di: Giampaolo Evangelista


SOMMARIO

Il talento

L'ascesa (1994, 1995, 1996-1997, 1998)

(1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004)

"Quando questo ragazzo scatta non c'è niente da fare"

La vergogna

Marco Pantani: l'uomo

Per non dimenticare, il paradosso della vicenda Pantani

APPENDICE

Hanno detto e scritto di Marco Pantani (libri, documentari, film)

Il tuo contributo



Il talento

C'è solo una parola in grado di descrivere le gesta ciclistiche di Marco Pantani: il talento. E' quella caratteristica distintiva e incancellabile di tutti i veri campioni e che ce li fa amare perché incarnano l'essenza stessa dello sport che praticano. Per loro è così facile e naturale battere record che anche noi ci entusiasmiamo come se fossimo lì, proprio perché le loro imprese hanno un valore assoluto che permette di superare ogni tipo di tifo o discriminazione.
Ecco perché questi rari, quanto preziosi protagonisti dello sport, suscitano sempre ammirazione e rispetto anche da chi sostiene i loro avversari: sono unici e mai paragonabili con qualcun altro. E così come Maradona era in grado di fare quello che voleva con il pallone da calcio, Lemieux con la mazza da hockey o Jordan con il pallone da basket, Marco Pantani quando saliva con quella bicicletta era capace di portare a termine imprese fino ad allora impensabili ed irripetibili nella storia del ciclismo.
Marco ha entusiasmato noi tifosi come nessun altro nel ciclismo moderno, per il suo modo spettacolare di correre sempre all'attacco e proprio per quel talento che gli permetteva di fare quello che voleva, soprattutto quando voleva lui. E quando il destino gli ha voltato le spalle così beffardamente, troppe ombre sono state gettate su di lui fomentando il sospetto sulla sua integrità e alimentando maldicenze che giorno dopo giorno lo hanno prostrato e ferito irrimediabilmente.

L'ascesa

Marco Pantani era quello che si può dire un predestinato.

"Quando questo ragazzo scatta non ce n'è per nessuno"

Senza dubbio questa frase pronunciata dal compianto Davide De Zan, durante la telecronaca il giorno della cavalcata trionfale verso le Deux-Alpes del Tour de France 1998, è quella che maggiormente racchiude l'essenza della carriera agonistica di Marco. La salita era il suo pane e lui era un attaccante nato, i giochi di classifica non gli interessavano, attaccava sempre e comunque e l'unico suo obiettivo era la vittoria e il divertimento del suo amato pubblico.
Il Pirata era famoso e amato in tutto il Mondo anche per questa straordinaria dote che hanno solo i veri campioni: la mentalità vincente. Lui non correva per partecipare ma per vincere e se non si sentiva all'altezza si tirava indietro senza pensarci su due volte. Poteva anche perdere ma mai senza averci provato.

 

Correva l'anno...1994

 

Tutto ha inizio in questa annata al Giro d'Italia, quando il 4 Giugno nella tappa con arrivo a Merano, un ragazzino neoprofessionista fino ad allora sconosciuto, che correva nella Carrera di Chiappucci, scatta stupendamente sulla salita del Passo di Giovo per poi staccare tutti in discesa e andare a vincere in solitaria. Quel ragazzo si chiama Marco Pantani ed è nato a Cesenatico il 13 Gennaio del 1970.

 

 

Pantani Marco

A Merano nel 1994 nasce la stella di Marco Pantani

Per gli addetti ai lavori e le persone a lui care non è una sorpresa perché fin da bambino correva in bicicletta con l'ambizione di essere il numero uno e fino a poco prima tra i dilettanti aveva vinto numerose corse, compreso il Giro d'Italia riservato agli under 23.
Era così sicuro delle sue capacità e delle sue ambizioni che già alla firma del contratto da professionista con la Carrera del DS Davide Boifava chiese spavaldamente dei premi in caso di vittorie al Giro o al Tour. E quando dopo la firma del contratto Boifava gli chiese se fosse contento per aver fatto un affare lui rispose: "L'affare l'avete fatto voi". E aveva ragione.
Già il giorno dopo la vittoria di Merano Pantani si ripete. Sul terribile Mortirolo il ragazzo scatta in faccia a Berzin e Indurain ed è ancora un'azione maestosa e spavalda, che spezza le gambe agli avversari. Dopo aver preso fiato ed essersi fatto riprendere da Indurain, sul valico di S. Cristina riprende la sua cavalcata trionfale in solitaria verso il traguardo. Ormai il mondo del ciclismo ne è certo: è nata una stella destinata a segnare la storia di questo sport.
Dopo il Giro è il turno del Tour de France. Una corsa con la quale Marco sentirà fin da subito un'affinità speciale.
A Val Thorens, malgrado una brutta caduta, riesce a staccare tutti i più forti e a giungere terzo al traguardo, dimostrando caparbietà e tenacia non comuni. Grazie a questa splendida azione si guadagna il terzo gradino del podio finale di Parigi, dietro Indurain e Ugrumov. Ormai Marco Pantani è una certezza e a soli 24 anni questo ragazzo romagnolo di campagna ha un'intera nazione ciclistica che lo sostiene e lo attende per i Grandi Giri degli anni futuri.


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015