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Salute
      Ultima modifica: 22/11/2011

La manovra di Valsalva

La manovra di Valsalva consiste in un'espirazione forzata a glottide chiusa. Tale operazione può essere utilizzata per scopi diversi, ad esempio per diminuire la frequenza cardiaca in caso di tachicardia o calmare un singhiozzo fastidioso.

La manovra di Valsalva aumenta notevolemente la pressione intratoracica ed intra-addominale, favorendo tra l'altro lo svuotamento dei visceri.


Questa operazione diviene quindi spontanea sia durante la defecazione sia durante il sollevamento di un carico pesante.

Durante la manovra di Valsalva la contrazione sinergica dei muscoli dell'addome e degli altri muscoli espiratori trasforma la cavità addominale in una vera e propria camera gonfiabile, racchiusa da pareti molto rigide e resistenti.

Alcuni studi hanno dimostrato che questa azione permette di ridurre fino al 50% la pressione che agisce a livello del disco intervertebrale T12-L1 e del 30% a livello del disco L5-S1.


Nel sollevamento pesi, nel bodybuilding, o negli esercizi in cui il carico agisce prevalentemente sui muscoli spinali e sulle vertebre lombari (squat, mezzi stacchi, rematori a busto flesso ecc). occorre dunque ricordare di non applicare i normali consigli sulla respirazione. Espirare durante la fase di contrazione iniziale avrebbe invece l'effetto opposto ed aumenterebbe considerevolmente il rischio di erniazioni discali ed altre lesioni della colonna.


Lo stato di apnea assoluta che si viene a creare è però causa di alcune, temporanee, ma importanti modificazioni a livello cardiocircolatorio. L'aumento di pressione intratoracica e intraaddominale, associata alla contrazione degli altri muscoli utilizzati per sollevare il carico,  causa una diminuzione del ritorno venoso al cuore, il quale si trova inoltre costretto a espletare la propria azione di contrazione e rilassamento contro resistenze elevate.

Questa manovra può dunque essere potenzialmente molto dannosa per chi soffre di problemi cardiaci e/o circolatori (ipertesi, infartuati, diabetici in stadio avanzato della malattia ecc.). In questo caso gli esercizi sopra elencati vanno assolutamente evitati; si cercherà invece di migliorare la tecnica di sollevamento (ginocchia piegate e busto eretto) associandola ad esercizi di controllo posturale che possono avere effetti benefici nella vita di tutti i giorni (vedi: Esercizi funzionali).


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