La mammografia

Quando effettuare la mammografia?

La frequenza dell'esame dipende dall'età e dalla presenza di eventuali fattori di rischio come la familiarità della patologia oncologica.

  • Tra i 35 e i 40 anni la precisione diagnostica dell'esame è molto bassa ma potrebbe essere utile svolgere una prima mammografia di riferimento soprattutto in presenza dei fattori di rischio sopraccitati. Spesso in questa fascia di età si preferisce optare per l'ecografia mammaria, una tecnica del tutto innocua per l'organismo basata sull'utilizzo degli ultrasuoni. Questo esame è utilissimo sia per la diagnosi di lesioni benigne, come cisti e fibroadenomi, sia per confermare i risultati dell'indagine mammografia.
  • Anche tra i 40 ed i 49 anni la maggiore densità del seno si presta ad errate interpretazioni dei risultati mammografici. In questo periodo si consiglia la ripetizione dell'esame ogni 24 mesi. In presenza di fattori di rischio è meglio eseguire una mammografia di controllo una volta all'anno. La maggior parte dei tumori mammari è infatti sensibile alla presenza di estrogeni che cala drasticamente dopo la menopausa.
  • Mentre tra i 40 ed i 50 anni vi sono pareri discordanti sull'utilità della mammografia, tutte le associazioni mondiali impegnate nella lotta contro il carcinoma mammario, concordano sulla sua estrema importanza al di sopra dei 50 anni.
    In questo periodo della vita l'esame dev'essere ripetuto una volta ogni 2 anni. Dopo i 70 anni si consiglia di aumentare ulteriormente la frequenza dell'esame, eseguendolo una volta ogni 12 mesi. In questa fascia di età l'incidenza del cancro alla mammella risulta maggiore. La diagnosi inoltre risulta meno affetta da errori per la minore consistenza del tessuto mammario che si presenta più ricco di tessuto adiposo e più povero di tessuto ghiandolare.

L'esame mammografico non è ne rischioso ne troppo dispendioso in termini di tempo e denaro. Tuttavia un eccesso di controlli potrebbe mettere in serio pericolo la stabilità emotiva della donna provocando ansia e inutili preoccupazioni.

Tanto più una donna è giovane e tanto maggiore è il rischio di diagnosticare una forma tumorale in realtà benigna, con ripercussioni psicologiche molto gravi.


RACCOMANDAZIONI DELL'AMERICAN CANCER SOCIETY

20-39 anni Autopalpazione mensile del seno, esame clinico del seno ogni tre anni
40-49 anni Autopalpazione mensile del seno, esame clinico del seno una volta l'anno, mammografia ogni 1-2 anni, mammografia di base entro i 40 anni
50 anni e più Autopalpazione mensile del seno, esame clinico del seno una volta l'anno, mammografia ogni anno

Come riconoscere un carcinoma mammario?

Purtroppo nella maggior parte dei casi quando la paziente manifesta i sintomi caratteristici di un tumore alla mammella il carcinoma è già in uno stadio avanzato. Il segnale più comune è costituito dalla percezione tattile di un nodulo non dolente o di uno ispessimento mammario, anche se bisogna precisare che non tutti i noduli sono maligni. Per questo motivo qualsiasi nuovo nodulo, come qualsiasi area sospetta dev'essere controllata dal medico. Irritazione della pelle, secrezione in assenza di gravidanza, ipersensibilità e dolore al capezzolo, sono altri sintomi caratteristici della patologia oncologica.

Esistono poi tutta una serie di anormalità mammografiche non palpabili che possono essere evidenziate solo dalla mammografia.

Consigli utili

E' doveroso ricordare ancora una volta l'estrema importanza della mammografia nella prevenzione del carcinoma mammario. Si consiglia dunque di rispettare i tempi di ripetizione previsti in base all'età e ad eventuali predisposizioni familiari. A tal scopo è utile annotare scrupolosamente le date dell'esame ripetendolo ad intervalli di tempo regolari.
Anche il dialogo con il medico è di fondamentale importanza. Bisogna infatti comunicare tempestivamente eventuali anomalie riscontrate mediante l'autopalpazione.
La palpazione del proprio seno non è una tecnica facile da apprendere. Occorre infatti imparare a riconoscere i noduli naturali prestando attenzione alle dimensioni e alle forme del seno. E' dunque utile chiedere consiglio al proprio medico che saprà indicare la tecnica migliore per eseguire questo importante esame di autodiagnosi.

In caso di protesi al seno occorre preventivamente informare l'equipe addetta alla mammografia, accertandosi che il centro medico abbia i requisiti adatti.
La documentazione fornita va conservata con estrema cura e presentata ad ogni successivo controllo medico. I risultati delle precedenti indagini diagnostiche senologiche potrebbero essere di fondamentale importanza per un eventuale confronto.
Se si sente il bisogno psicologico di eseguire una mammografia è bene parlarne con il proprio medico curante esponendo le proprie paure e preoccupazioni.


Approfondimento: Mammografia e protesi al seno »



Ultima modifica dell'articolo: 15/09/2016