<< prima parte
Particolarmente a rischio sono le uova, la maionese, i molluschi e le
carni.
Tanto più il taglio è spesso e tanto maggiore sarà il rischio che la temperatura raggiunta al suo interno
non riesca a degradare completamente la flora batterica. Non a caso la cottura al sangue rientra tra le tecniche di preparazione alimentari sconsigliate, perché ritenuta non sicura dal punto di vista sanitario.
Il consumo di cibi crudi, più frequente nei mesi estivi, è considerato
un altro comportamento a rischio poiché le caratteristiche ambientali
favoriscono la proliferazione batterica.
La temperatura non è il solo parametro in grado di influenzare lo sviluppo batterico negli alimenti. Ogni microrganismo patogeno è infatti sensibile a diverse condizioni come il grado di acidità, l'abbondanza di particolari sostanze nutritive, la presenza di ossigeno e l'umidità.
ACQUA LIBERA: I microrganismi patogeni necessitano di acqua per sopravvivere. Non a caso gli alimenti disidratati si conservano più a lungo rispetto a quelli tradizionali. Perciò all'aumentare dell'acqua disponibile per la crescita batterica aumenta anche la deperibilità dell'alimento ed il rischio di
infezione alimentare.
ACIDITA': molti batteri vengono inattivati o distrutti dall'elevata
acidità o basicità ambientale. L'aggiunta di succo di limone (acido citrico) è quindi un modo per aumentare i tempi di conservazione e
scongiurare il rischio di infezioni batteriche.
OSSIGENO: esistono batteri in grado di vivere senza problemi anche in assenza di ossigeno. Per
alcuni la presenza di questo elemento è essenziale, per altri è
invece letale.
Sebbene oltre il 90% delle malattie alimentari sia causato da batteri, esse possono insorgere anche a causa di infezioni virali.
I virus, al contrario dei batteri necessitano di un ospite sul quale svilupparsi e riprodursi. E' il caso ad esempio dell'epatite A che si contrae in seguito all'ingestione di alimenti infetti, come verdure e molluschi poco cotti o consumati crudi. Anche in questo caso il virus viene inattivato dall'elevata temperatura (bollitura del cibo per un tempo superiore ai 5 minuti).
Le possibilità che un alimento venga contaminato prima di giungere sulle nostre tavole sono molto alte. Dal momento della crescita l'animale o il vegetale è infatti esposto a numerose fonti di contaminazione da microrganismi ma anche da sostanze chimiche. Possiamo distinguere per comodità tre diversi tipi di contaminazione:
CONTAMINAZIONE PRIMARIA: insorge durante la crescita e lo sviluppo della materia prima. Un animale può, per esempio nutrirsi di altri organismi infetti così come una pianta può assorbire residui di sostanze chimiche dall'ambiente o durante i trattamenti fitosanitari.
CONTAMINAZIONE SECONDARIA: insorge durante la lavorazione del prodotto per il mancato rispetto delle norme igieniche fondamentali.
Come abbiamo visto un'accurata cottura abbatte totalmente il rischio di infezioni
alimentari. Occorre tuttavia ricordare che una vivanda può contaminarsi anche successivamente, ad esempio
per l'utilizzo di utensili che erano stati adoperati per manipolare l'alimento crudo.
Inoltre dal momento che un alimento può essere contaminato da tossine e che alcune di queste sono in grado di resistere a elevate temperature è buona regola seguire alcune norme igieniche sia durante le
fasi di preparazione e consumo, sia durante l'acquisto degli alimenti:
non consumare carne, uova e molluschi crudi o poco cotti
lavarsi accuratamente le mani prima di manipolare il cibo
quando si lavorano alimenti crudi occorre utilizzare strumenti diversi rispetto a quelli utilizzati per i cibi cotti o precotti
per lo stesso motivo evitare ogni possibile contatto diretto o indiretto tra alimenti crudi e cotti
evitare di contaminare l'alimento mescolandolo con un cucchiaio precedentemente utilizzato per assaggiarlo (alcune persone sono portatrici sane della malattia e, pur non manifestando sintomi particolari possono trasmettere l'infezione a terzi)
lavare accuratamente tutti gli utensili utilizzati per manipolare il cibo crudo
lasciar passare il minor intervallo di tempo possibile tra il termine della cottura ed il consumo degli alimenti
a cottura ultimata il cibo dovrebbe essere mantenuto ad una temperatura minima di 65°C fino al momento del consumo
se vengono preparate quantità eccessive di alimento è bene riporle il prima possibile nel frigorifero ad una temperatura di refrigerazione compresa tra i 0 ed i 6 gradi centigradi
i prodotti refrigerati vanno portati rapidamente alla temperatura di cottura evitando che essi rimangano a lungo fuori dal frigorifero
evitare di indossare anelli, orologi, braccialetti e qualsiasi altro ornamento che possa diventare veicolo di contaminazione
l'utilizzo di elementi protettivi come coperchi o pellicola trasparente riduce il rischio di contaminazione dei cibi
tenere i rifiuti lontano dal luogo di preparazione degli alimenti
al supermercato valutare attentamente la qualità dei prodotti, tenendo ben presente che uova, frutti di mare e carni sono tra gli alimenti a più alto rischio.
attenzione anche ai prodotti industriali preparati utilizzando le uova come ingrediente base (maionese, creme ed alcuni tipi di salsa); in ogni caso evitare di consumarli oltre la data di scadenza
valutare attentamente l'affidabilità dei negozi nei quali si acquistano gli alimenti più deperibili
l'esposizione di certificati idonei, un ambiente pulito, un aspetto curato, certificazioni di qualità e la presenza di un termometro sono solo alcuni degli aspetti che sottolineano l'igenicità del locale
spesso i prodotti acquistati al supermercato o da rivenditori specializzati sono più sicuri perché sottoposti a controlli rigorosi
occorre invece prestare più attenzione all'acquisto di alimenti nei mercati cittadini o da privati
se tutte queste norme possono essere facilmente rispettate tra le mura domestiche è bene fare molta attenzione alla scelta del ristorante
gli alimenti a buffet, rimanendo a lungo in esposizione possono diventare un potenziale veicolo di infezione alimentare, per questo motivo le pietanze andrebbero protette tramite appositi espositori
è bene prestare molta attenzione anche a ciò che si mangia durante i viaggi
in molti Paesi in via di sviluppo il livello igienico è molto basso e si possono contrarre vari tipi di infezione mediante il consumo di alimenti o bevande contaminate.
DALLA COMMUNITY
frutta al posto dei cereali: grazie dottor bernardini per la risposta.avevo fatto questa domanda perchè si legge spesso della dieta paleolitica e,siccome all epoca credo che i cereali non esistessero mi chiedevo quali carenze potessero avere in contrapposizione con quanti dicono che è una dieta salutare.grazie di nuovo
frutta al posto dei cereali: La dieta paleolitica è una delle tante invenzioni per far soldi però attento non è corretto dire che i cereali non esistevano. Non esistevano quelli coltivati. Ma l'uomo non si nutriva di soli frutti ovviamente. Tuberi, bulbi, radici e altri vegetali costituivano la parte preponderante della dieta. Ed...
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