Guarire dall'ipertensione

I cambiamenti dello stile di vita riducono la pressione sanguigna e favoriscono l'efficacia della terapia antipertensiva, qualsiasi sia la gravità della patologia


La cura dell'ipertensione

Cura ipertensione


In figura è rappresentata una semplice scala che descrive l'approccio terapeutico standard da seguire in caso di ipertensione.

Nella maggior parte dei casi tale malattia insorge in una forma lieve che, se non viene curata, tende ad aggravarsi nel corso degli anni. Una diagnosi precoce è quindi estremamente importante anche perché consente di tenere sotto controllo l'ipertensione senza dover ricorrere a farmaci.

Guarire senza farmaci

Chi soffre di pre-ipertensione può riportare nella norma i propri valori pressori semplicemente introducendo piccoli cambiamenti nello stile di vita. L'approccio non farmacologico, utile in questi casi, si basa su alcuni punti chiave che andremo ad elencare nel corso di questo articolo. La motivazione dei pazienti è elemento fondamentale per il successo della strategia terapeutica adottata.


1) RIDUZIONE DEL PESO CORPOREO:


L'obiettivo è il mantenimento di un iindice di massa corporea (BMI o IMC) compreso tra 18,5 e 24,9 kg/m2. Tale valore si calcola dividendo il peso in Kg del soggetto con il quadrato dell'altezza espressa in metri.

Per ogni 10 kg persi si ha una riduzione della pressione, sia massima che minima, che varia dai 5 ai 20 mmHg. In altri termini si può considerare una riduzione di 1mmHg della pressione per ogni kg perso.


BMI = kg/m2

CONDIZIONE

< 18.5

SOTTOPESO

18.5 - 25   

NORMOPESO

25 - 30

SOVRAPPESO

30 - 40

OBESITA' DI MEDIO GRADO

> 40

OBESITA' DI ALTO GRADO


Per tenere sotto controllo l'ipertensione è molto importante controllare non solo il peso corporeo totale, ma anche altri parametri come la distribuzione del grasso corporeo. Il BMI non tiene infatti conto della massa muscolare del soggetto e non fornisce alcun dato sulle zone in cui l'accumulo di adipe è maggiore.

Per un iperteso il grasso più pericoloso è quello che si accumula nel ventre formando il pancione tipico del sesso maschile (obesità androide o viscerale). Per ottenere una stima sulla reale distribuzione del grasso corporeo è sufficiente misurare il proprio giro vita. Se questo supera i 102 cm nei maschi e gli 88 per le femmine, si può generalmente parlare di obesità androide e di conseguenza, di elevato rischio cardiovascolare.


Pressione Alta

Un altro indice molto più affidabile nel valutare la distribuzione del grasso corporeo è il WHR, un dato che esprime il rapporto tra la circonferenza della vita e la circonferenza dei fianchi.

Il rapporto vita/fianchi dovrebbe essere inferiore a 0,95 per gli uomini e 0,8 nelle donne.

Riportare o mantenere il proprio peso corporeo nella norma è dunque uno dei principali segreti per proteggersi dall'ipertensione.


2) ADOZIONE DELLA DIETA DASH: questo termine, che non ha nulla a che vedere con i detersivi, è l'acronimo di Dietary Approaches to Stop Hypertension, una particolare strategia alimentare appositamente studiata per la cura dell'ipertensione. I punti cardine di questa dieta sono diversi e comprendono il consumo di pasti ricchi di frutta e verdura, poveri di grassi (soprattutto animali), alcolici, sodio e zuccheri. Un simile approccio alimentare, oltre a tenere sotto controllo la pressione, favorisce anche la riduzione del grasso in eccesso.


3) RIDUZIONE DEL SODIO NELLA DIETA: anche i più golosi che non vogliono assolutamente privarsi di certi alimenti o seguire diete particolari, possono trarre numerosi benefici semplicemente riducendo l'aggiunta di sale negli alimenti. In termini quantitativi, ridurre l'apporto di sodio nella dieta a non più di 100 mmol/die (= 6 g di cloruro di sodio) permette di ridurre la pressione di 2-8 mmHg.

Ovviamente il sale si trova anche in numerosi prodotti alimentari preconfezionati (frutta secca, insaccati, snack ecc.) per cui andrebbe limitato anche il consumo di questa categoria di alimenti.


4) LIMITAZIONE DEI GRASSI SATURI nella dieta (grassi animali come burro, insaccati, carni grasse, latticini ecc.) a favore di quelli monoinsaturi e polinsaturi (olio di oliva, olio di semi, pesce ecc.). Un altro fattore di rischio importante che occorre controllare è la dislipidemia. Si tratta di un quadro molto pericoloso in cui i livelli di colesterolo totale nel sangue superano i 250 mg/dl e contemporaneamente la frazione cattiva (LDL) supera i 155 mg/dl e quella buona (HDL) rimane al di sotto dei 40 mg/dl negli uomini e a 48mg/dl nelle donne. La contemporanea presenza di ipertensione e dislipidemia è molto pericolosa per la salute del cuore e del sistema cardiocircolatorio in genere.


5) MODERARE IL CONSUMO DI ALCOLICI: l'alcol se assunto a piccole dosi, quasi fosse un rimedio omeopatico, sembra avere un effetto protettivo sull'ipertensione grazie alle sue proprietà vasodilatanti. L'importante e non eccedere con le quantità, cioè non bere più di un quarto di vino, mezzo litro di birra, o due bicchierini (per le donne o uomini molto esili tali quantità vanno dimezzate).
Il consumo di alcolici non va dunque abolito ma mantenuto i a dosi razionali.


6) ATTIVITÀ FISICA Una regolare attività fisica aerobica, come il camminare sostenuto per almeno 30 minuti al giorno tre giorni alla settimana, permette di ridurre la pressione di 4-9 mmHg. Per approfondire l'argomento vedi: ipertensione e sport

 

7) EVITARE FUMO E DROGHE: il fumo e le droghe in genere, contengono sostanze eccitanti che stimolano l'azione adrenergica. Non a caso, tanto per citare un esempio, le conseguenze più gravi della cocaina sono l'infarto del miocardio, l'insufficienza renale acuta e la crisi ipertensiva.


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